
Coldiretti: "Senza interventi radicali si rischia di lasciare i terreni incolti e chiudere aziende". Anche grano e mais in difficoltà. Problemi, anche sanitari, per i cittadini
Il 70% della produzione di girasoli in Valdinievole è persa a causa del numero abnorme di piccioni che imperversano sui campi, sia quando le piantine spuntano dal terreno, sia quando il girasole si mostra in tutta la sua bellezza, pronto per la raccolta, con i piccioni che banchettano sulle calatidi, facendo incetta di semi e rendendo vani le fatiche e gli investimenti degli agricoltori.
“Purtroppo anche quest'anno, come anche gli anni passati, abbiamo avuto il problema dell'invasione dei piccioni sulla coltura del girasole -spiega Michela Nieri, presidente di Coldiretti Donne Pistoia e produttrice di cereali-. I danni sono ingenti. Il 70% del prodotto è andata perduta. Il numero dei piccioni ormai è fuori controllo”. Tutto questo nonostante l'impegno della polizia provinciale e delle guardie venatorie volontarie e l’adozione di tutte le precauzioni preventive: dagli spaventapasseri alle strisce colorate ai ‘cannoni’.
Il numero dei piccioni è ben lungi dal rientrare ai livelli fisiologici, per permettere sia agli agricoltori di produrre, sia ai cittadini di stare tranquilli: dagli inconvenienti che creano gli escrementi dei volatili (panni stesi da rilavare e altro), conseguenti problemi sanitari e pericolo per l’incolumità fisica, vista che la numerosità di ogni stormo.
“Da considerare che il girasole -continua Nieri- per i coltivatori della Valdinievole era rimasta l'unica cultura che dà reddito, visto che il mais ancora è affetto dalle aflatossine, che ne riduce il valore al di sotto dei costi di produzione. E che anche produrre grano non conviene, visti i prezzi di mercato che non coprono le spese”.
Infine l’appello. “Se continuiamo così gli agricoltori saranno costretti ad abbandonare anche la coltura del girasole, dopo mais e grano e questo significa lasciare i terreni incolti. Occorrono misure straordinarie per affrontare il problema in modo radicale, altrimenti alcuni ingredienti alla base della nostra dieta andranno persi. Come dovranno chiudere le attività tanti imprenditrici ed imprenditori agricoli”.
Fonte: Coldiretti Pistoia - Ufficio Stampa
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