
Incidente nello stabilimento di Stagno: esploso il quadro elettrico di un mezzo pesante. Tre lavoratori, dipendenti di una ditta esterna, in ospedale
Tre operai sono rimasti feriti in seguito all'esplosione di un quadro elettrico installato su un mezzo pesante all'interno della raffineria Eni di Stagno, nel territorio di Livorno. L'incidente è avvenuto intorno alle 8.
La dinamica dell'accaduto è ancora in fase di ricostruzione. I tre lavoratori, di 43, 53 e 65 anni, sono dipendenti di una ditta esterna che opera in appalto all'interno dello stabilimento. Uno ha riportato un trauma facciale importante, spiegano dal 118, ed è stato trasportato in codice rosso in pronto soccorso; gli altri due hanno riportato traumi arti e torace e sono stati trasferiti in ospedale in codice giallo
Al momento dell'arrivo dei soccorritori, i tre operai erano coscienti. Sono stati trasportati in ospedale per gli accertamenti e le cure necessarie.
L'emergenza è ancora in corso. Il 118 ha inviato sul posto tre ambulanze della Misericordia di Livorno e un'automedica. Sono intervenuti anche i vigili del fuoco, mentre le prime operazioni di soccorso sono state effettuate dal personale addetto alla sicurezza della raffineria.
Sono in corso gli accertamenti per chiarire le cause dell'esplosione e ricostruire con precisione la dinamica dell'incidente.
Da ENI fanno sapere che "in merito all’evento che ha coinvolto questa mattina tre lavoratori di un’impresa esterna presso la raffineria Eni Industrial Evolution di Livorno, si attendono informazioni sulle condizioni di salute degli stessi che, al momento del trasporto in ospedale, erano tutti coscienti. Si precisa che, dalle informazioni disponibili, si è trattato di una esplosione legata al disservizio di un’apparecchiatura dell’impresa esterna alla quale stavano operando i tre lavoratori della ditta esecutrice, e non di un’esplosione dovuta a sostanze idrocarburiche. Eni Industrial Evolution conferma che sta prestando la propria massima collaborazione per tutti gli accertamenti in corso da parte delle Autorità intervenute sul luogo dell’incidente”.
Giani e Lenzi: “Vicini a operai feriti, su sicurezza non si arretra”
Il presidente Eugenio Giani e l'assessore al lavoro Alberto Lenzi esprimono vicinanza ai tre operai rimasti feriti: "Un pensiero va anzitutto ai tre lavoratori coinvolti e alle loro famiglie, a cui rivolgiamo l'augurio di una pronta e completa guarigione" affermano Giani e Lenzi.
"Ci auguriamo che gli accertamenti su quanto avvenuto in un sito che peraltro punta a rinascere come occasione di innovazione del sistema industriale del Paese siano rapidi", sottolineano, dichiarandosi a disposizione delle autorità competenti.
"La gravità dell’incidente unita alla circostanza che i lavoratori coinvolti siano dipendenti di ditte in subappalto impone di guardare con rigore a tutta la filiera: chi lavora in un sito industriale complesso come quello della bioraffineria di Stagno deve poter contare sulle stesse tutele, sulla stessa formazione e sugli stessi controlli, indipendentemente dal contratto e dall'azienda per cui lavora".
"Continueremo a sostenere, come stiamo già facendo assicurando risorse e azioni concrete, gli strumenti di prevenzione e formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, in un confronto costante con le parti sociali e le imprese committenti", concludono Giani e Lenzi. "La Toscana cresce se cresce in sicurezza: ogni cantiere, ogni stabilimento, ogni luogo di lavoro deve essere un ambiente in cui la vita delle persone viene prima di tutto".
Filctem Cgil: "Sulla sicurezza non si può più rimandare"
Quanto avvenuto, secondo la FILCTEM CGIL, ripropone ancora una volta il tema della sicurezza lungo tutta la catena degli appalti e dei subappalti: "In attesa che venga chiarita l’esatta dinamica dell’accaduto e accertate tutte le responsabilità, esprimiamo la nostra vicinanza ai lavoratori feriti e alle loro famiglie, augurando loro una pronta guarigione. Non possono esistere lavoratori con meno tutele perché dipendenti da un’impresa appaltatrice o subappaltatrice. Chi lavora nello stesso sito e affronta gli stessi rischi deve avere gli stessi diritti, la stessa formazione, le stesse protezioni e le stesse garanzie". Il sindacato sottolinea inoltre che le aziende committenti devono rispondere della sicurezza dell’intera filiera, verificando con rigore organizzazione del lavoro, manutenzione delle attrezzature, formazione e rispetto delle procedure.
La FILCTEM CGIL richiama quindi la raccolta firme della CGIL per la proposta di legge di iniziativa popolare: "STESSO LAVORO, STESSI DIRITTI. PER UN LAVORO DIGNITOSO, SICURO E TUTELATO LUNGO TUTTA LA CATENA DEGLI APPALTI. La sicurezza non può fermarsi al cancello dell’azienda committente e non può cambiare in base al contratto applicato o al nome scritto sulla busta paga. Chi entra al lavoro deve poter tornare a casa sano. Sempre. Sulla sicurezza non si può più rimandare".
Franchi (PD): "Fare chiarezza su dinamiche e prevenzione"
"Esprimo la mia vicinanza e l'augurio di una rapida guarigione, anche a nome della comunità Dem livornese, ai tre operai rimasti feriti nel cantiere di Stagno e alle loro famiglie. Sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non si deve arretrare di un passo. Ogni lavoratore, in particolare in siti industriali complessi, a prescindere dal tipo di contratto o dal fatto che sia dipendente di ditte in subappalto, deve godere delle medesime tutele, formazione e controlli. Occorrerà fare piena chiarezza sulle dinamiche di quanto accaduto e verificare la tenuta delle misure di prevenzione adottate, affinché la tutela della vita umana resti la priorità assoluta in ogni luogo di lavoro". Così il consigliere regionale e segretario del Partito Democratico della provincia di Livorno, Alessandro Franchi, commenta l'incidente avvenuto all'interno dello stabilimento Eni a Livorno.
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