Peste suina in Toscana: l'interrogazione di Fratelli d'Italia in Consiglio Regionale

L'assessora Monia Monni risponde in Aula ed il primo firmatario Gabriele Veneri chiede ulteriori chiarimenti


In merito alla gestione ed alle misure di contenimento della Peste suina africana (Psa) in Toscana”. Questo l’oggetto di una interrogazione dei consiglieri di Fratelli d’Italia Gabriele VeneriLuca Minucci ed Enrico Tucci.

Ai puntuali quesiti degli interroganti – dai criteri di ripartizione per il contenimento della Psa alla previsione di incremento delle Case di caccia, dai contributi regionali agli allevatori per l’adeguamento del sistema di biosicurezza alle azioni di contenimento e depopolamento del cinghiale in aree protette, riserve naturali e parchi regionali, fino alle eventuali limitazioni nella ricerca e raccolta di funghi ai soli soggetti in possesso di tesserino abilitativo rilasciato nella provincia di residenza, limitandone la mobilità extra-provinciale nelle zone sensibili – l’assessora alla Sanità Monia Monni ha risposto avvalendosi degli elementi e delle indicazioni fornite dai vari uffici competenti.

Solo alcuni dei punti principali toccati nella risposta: fondamentale la concentrazione delle scarse risorse a disposizione da destinare nelle zone a restrizione e riduzione, dove il depopolamento è maggiormente auspicabile; in tema di case di caccia Monni ha specificato come queste siano di proprietà privata e gestiste dalle singole squadre; in relazione ai contributi regionali dedicati agli allevatori la Giunta ha attivato uno specifico bando nel dicembre del 2025, che prevede un contributo a fondo perduto pari all’80 per cento delle spese ammissibili, con una dotazione complessiva che ammonta ad oltre 800mila euro. Ancora: in tema di programmazione degli interventi di contenimento del cinghiale nelle aree protette, l’assessora ha ricordato come questi debbano conformarsi al Priu regionale, limitandosi a consegnare le relative informazioni in via cartacea; sul fronte dell’ordinanza commissariale è stato provveduto a recepire ed applicare i protocolli di biosicurezza tesi a regolamentare il turismo e l’attività escursionistica nelle zone soggette a restrizione, per prevenire la veicolazione e diffusione involontaria del virus, anche mediante l’istituzione di tavoli di coordinamento tra enti locali, prefetture e corpi di polizia; infine, per quanto attiene alla limitazione temporanea della raccolta di funghi, l’assessora ha specificato come questa non appaia inquadrabile in un atto che la Regione possa autonomamente adottare, tuttavia sono state diffuse tutte le indicazioni contenute nel già citato allegato dell’ordinanza del Commissario.

Gabriele Veneri (Fdi), ringraziando l’assessore per la risposta e richiedendone copia integrale, si è in particolare soffermato sulla ripartizione delle risorse: Attualmente le province di Siena, Arezzo e Grosseto non sono state colpite dalla Psa, ma anche se non ci sono focolai, sarebbe meglio intervenire sulla prevenzione, e quindi prevedere risorse anche in queste zone, interessate da allevamenti e lavorazione delle carni”. Il consigliere ha quindi concluso il proprio intervento chiedendo approfondimenti sulle Case di caccia e sul bando di sanificazione.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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