Keu, Giglioli (Lega): "Assoluzioni non cancellano responsabilità politiche"

Susi Giglioli

"Ma oggi c'è anche un'altra domanda alla quale pretendiamo una risposta: dopo il caso, cosa è concretamente cambiato?"


L'udienza preliminare, nel marzo scorso, ha ridimensionato il quadro dell'inchiesta Keu della procura distretturale antimafia, emersa nel 2021, sullo smaltimento dei fanghi derivati dagli scarti delle concerie. Più accuse prosciolte, assoluzioni e rinvii a giudizio, con processi a Pisa e ad Arezzo. Il quotidiano La Nazione ha reso noto che il gip Gianluca Mancuso ha depositato le motivazioni. Caduti i reati di associazioni per delinquere e corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, mentre il processo si terrà per 14 imputati a vario titolo di corruzione elettorale, illecita gestione e illecito smaltimento e sversamento dei rifiuti e per quattro aziende per la responsabilità amministrativa delle imprese. Buona parte della politica, finita al centro dell'inchiesta 5 anni fa, ne è uscita.

"Prendiamo atto e rispettiamo la decisione del giudice, che ha ritenuto non provato il presunto patto tra politica, imprenditoria e ambienti criminali" commenta in una nota Susi Giglioli, capogruppo Lega a Castelfiorentino e segretario della sezione Empolese."Una sentenza sul piano penale non può però trasformare il caso Keu in una "bolla di sapone", né può cancellare le responsabilità politiche e amministrative legate a quanto accaduto. Né cancellare i danni alla salute, ambientali ed economici per i siti coinvolti. La Commissione parlamentare d’inchiesta a suo tempo costituita ha evidenziato un elemento che merita una riflessione profonda: il corretto smaltimento del Keu come rifiuto sarebbe costato circa 220 euro a tonnellata, mentre il sistema utilizzato consentiva di ridurre il costo a circa 58 euro a tonnellata. Una differenza enorme, dalla quale sarebbe derivato un risparmio complessivo stimato in circa 13 milioni di euro. Con un’anomalia economica di queste dimensioni, qualche domanda o qualche accertamento avrebbe dovuto essere verificato".

Il Keu, prosegue Giglioli, "è stato rinvenuto in strade, rilevati e riempimenti, compreso il quinto lotto della SR 429 tra Empoli e Castelfiorentino. Sono stati necessari monitoraggi, rimozioni, interventi di messa in sicurezza e l’impiego di ingenti risorse pubbliche. Non stiamo quindi parlando di un episodio marginale o circoscritto, ma di una vicenda che si è protratta nel tempo e che ha coinvolto il territorio, l’ambiente e opere pubbliche, mentre esistevano amministrazioni, enti, organismi e strutture preposte alle autorizzazioni, alla vigilanza e ai controlli. Ed è proprio qui che si apre la questione politica. Mentre sul piano penale la mancata conoscenza dei fatti può escludere responsabilità per reati, sul piano politico l’inconsapevolezza non può diventare una giustificazione.

Un amministratore pubblico non può ritenersi sollevato dalle proprie responsabilità politiche semplicemente affermando di non essersi accorto di un fenomeno tanto grave, prolungato ed economicamente anomalo. E quindi, se la responsabilità penale è personale e spetta esclusivamente alla magistratura accertarla, la responsabilità politica riguarda la capacità di governare, vigilare, prevenire e tutelare l’ambiente, il territorio e i cittadini. Per questo riteniamo che chi aveva rilevanti responsabilità amministrative e sostiene di essere rimasto completamente inconsapevole davanti a una vicenda di tali dimensioni avrebbe dovuto da tempo trarne le conseguenze politiche e rassegnare le proprie dimissioni".

"Ma oggi - aggiunge la capogruppo Lega - c’è anche un’altra domanda alla quale pretendiamo una risposta: dopo il caso Keu, cosa è stato concretamente cambiato?

Quali procedure di controllo sono state rafforzate? Quali verifiche aggiuntive vengono effettuate sulla gestione, il trattamento e il successivo utilizzo di materiali provenienti dai processi industriali? Sono stati modificati i meccanismi autorizzativi e di tracciabilità? Sono aumentati i controlli nei cantieri e nelle opere pubbliche? Esistono oggi strumenti capaci di far emergere tempestivamente anomalie economiche, ambientali o nella destinazione dei materiali? La commissione regionale d’inchiesta produceva alcune proposte per evitare che ciò potesse ripetersi. Dove sono finite le proposte?

Perché la politica non può limitarsi a discutere di ciò che è successo. Ha il dovere di dimostrare di aver imparato da quanto accaduto e di avere costruito un sistema capace di impedire che possa riaccadere. Pertanto un’assoluzione penale non cancella le domande politiche ancora aperte, non elimina quanto è accaduto sul territorio e soprattutto non può trasformare l’inconsapevolezza in un titolo di merito. Sul Keu - conclude Giglioli - vogliamo sapere non soltanto chi non sapeva ieri, ma soprattutto chi controlla oggi e cosa è stato fatto affinché una vicenda del genere non possa accadere nuovamente".

Notizie correlate



Tutte le notizie di Castelfiorentino

<< Indietro

torna a inizio pagina