È morta Emma Bonino, da Firenze iniziò la sua battaglia per i diritti

Emma Bonino

La storica leader radicale aveva 78 anni. Nel 1974 si recò nel capoluogo toscano per interrompere clandestinamente una gravidanza e da lì iniziò la battaglia civile per l'aborto


Se ne va un pezzo di storia politica e di battaglie per i diritti di questo paese. È morta Emma Bonino, protagonista per oltre mezzo secolo della politica italiana e delle battaglie per i diritti civili. Aveva 78 anni. La storica leader del Partito Radicale e attualmente leader di Più Europa, era stata ricoverata in gravi condizioni lunedì sera a Roma, da lungo tempo aveva problemi di salute.

Più Europa: "La sua vita una lotta per la libertà"

A dare notizia della scomparsa è il suo partito: "Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai" scrivono da Più Europa. "Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero. Emma fu "scelta dalla politica radicale" quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo. Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per: per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine.
E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa. È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti. Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi. Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore".

La battaglia per la depenalizzazione dell'aborto da Firenze

Nata a Bra, in provincia di Cuneo il 9 marzo 1948, studiò al liceo classico e si laureò in Lingue e letterature straniere alla Bocconi di Milano. Nel 1975 si iscrisse al partito Radicale. La sua storia politica ha avuto un legame significativo anche con la Toscana e, in particolare, con Firenze, dove negli anni Settanta si concentrò una delle esperienze più importanti della sua attività militante: la battaglia sull'aborto, quando ancora non era legale.

Nel 1974 Bonino si recò a Firenze per interrompere clandestinamente una gravidanza, esperienza che contribuì a orientarne l'impegno politico verso l'aborto e l'autodeterminazione femminile. In città entrò in contatto con il medico Giorgio Conciani e con il Cisa, attivo nell'assistenza alle donne. Il Centro Informazioni per la Sterilizzazione dell'Aborto aprì nel 1973 a Milano, Bonino venne a conoscenza di questa realtà e contribuì a ampliarne i servizi, un anno dopo era attivo un ambulatorio a Firenze.

Dell'apertura del Cisa, da parte di Adele Faccio e altre militanti, Bonino aveva appreso sul giornale come racconta lei stessa nel libro "I doveri della libertà", intervista a cura di Giovanna Casadio (Editori Laterza). Decise di presentarsi, chiedendo se poteva dare una mano, raccontando della campagna pubblica per le donne, "per la prima volta sento le parole «disobbedienza civile»". Alla domanda, com'è arrivato l'impegno pubblico, Emma Bonino nel libro racconta: "Fu il mio aborto clandestino, nel 1974, l'episodio scatenante. Avevo 27 anni, il ginecologo sosteneva fossi sterile e invece restai incinta". Per abortire, si legge ancora dalle sue parole, le fu chiesto un milione. "Mi parlarono del dottor Giorgio Conciani a Firenze. Partii per Firenze".

La polizia fece irruzione nell'ambulatorio nel 1975 e Bonino si autodenunciò facendosi arrestare davanti ad un seggio elettorale a Bra. "Sono rimasta in carcere a Firenze fino a metà luglio". Fu l'inizio di una campagna radicale per la depenalizzazione dell'aborto. Tre anni dopo nel 1978 fu promulgata la legge 194, che regolamenta l'interruzione volontaria di gravidanza.

Da quella esperienza dolorosa, per la quale Bonino si definì "umiliata" decidendo che "non sarebbe accaduto mai più a nessuna", presero forma alcune delle principali battaglie politiche di Bonino, fondate su referendum, disobbedienza civile e diritti individuali. Eletta alla Camera nel 1976, avrebbe poi avuto un ruolo di primo piano nella politica italiana ed europea. Eletta al parlamento europeo ha ricoperto la carica di commissaria, ministro per due volte (dal 2006 al 2008 e dal 2013 al 2014), vicepresidente del Senato della Repubblica. Nel 1999 lanciò la sua candidatura a presidente della Repubblica con una campagna, provocatoria, rimasta nella storia: "Finalmente l'uomo giusto" recitavano manifesti e spot.

I commenti. Giani: "Con lei nostra democrazia, diritti ed Europa più forti"

"Dai diritti civili all'impegno per l'Europa, dalla difesa della libertà delle persone alla tutela dei più fragili, ha lasciato un segno profondo nel dibattito pubblico del nostro Paese e contribuito a rendere la nostra democrazia, i nostri diritti, i valori dell’Europa unita più forti". Lo dichiara il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, esprimendo cordoglio per la morte della storica leader radicale ed europeista. "Con la scomparsa di Emma Bonino l'Italia perde una delle figure più importanti e riconoscibili della sua storia politica e civile", prosegue il presidente, che di Bonino tiene sottolinea i tratti e le doti di "donna tenace e coraggiosa capace di portare avanti per tutta la vita le proprie battaglie con determinazione, anche quando questo significava andare controcorrente". "Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutta la comunità radicale – conclude Giani – va il mio più sincero cordoglio, a nome mio personale e dell'intera Regione Toscana. Ciao Emma, grazie per una vita vissuta combattendo per ciò in cui credevi".

Il cordoglio del Consiglio regionale della Toscana

"A nome dell'intero Consiglio regionale della Toscana e mio personale, esprimo il più profondo cordoglio per la scomparsa di Emma Bonino. L'Italia perde una figura di straordinario spessore umano e politico, un'instancabile combattente per i diritti civili, le libertà individuali e lo Stato di diritto. Dalle storiche battaglie radicali ai ruoli di vertice nelle Istituzioni italiane ed europee, Emma Bonino ha segnato per decenni la vita democratica del nostro Paese con coraggio, passione e rigorosa coerenza. La Toscana ne ricorda l'impegno costante in difesa degli ultimi, della giustizia e dei valori europeisti. Alla sua famiglia, ai suoi cari e alla sua comunità politica vanno la vicinanza e le più sentite condoglianze di tutta la nostra assemblea". Così la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi.

Fossi (Pd): "Lascia in eredità il dovere della lotta per una società più giusta e libera"

"Con la scomparsa di Emma Bonino diciamo addio a una delle coscienze più libere della nostra Repubblica e dell’Europa intera" dichiara il segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi. "Diciamo addio a una donna che non ha mai chiesto il permesso per difendere la dignità delle persone, spendendo un'intera vita a combattere battaglie quando erano davvero scomode: dal divorzio all'aborto, fino all'affermazione dei diritti civili e al sogno degli Stati Uniti d'Europa. Ha aperto strade che oggi diamo per scontate, guardando sempre più lontano di tutti e dimostrando che il coraggio, quello vero, si vede proprio nei momenti in cui costa di più. A nome mio e del Partito democratico della Toscana esprimo la più profonda vicinanza alla sua famiglia e alla sua comunità. Ci lascia in eredità il dovere della coerenza e della lotta per una società più giusta e libera".

Nencini: "Come un soldato in trincea, tua passione e coraggio non se ne vadano"

"Ciao Emma. Ti ricordo con il foulard avvolto attorno ai capelli, in aula al Senato, malata ma in piedi come un soldato che non abbandona la trincea nemmeno sotto le bombe. Abbiamo lavorato assieme, diritti e politica estera soprattutto, e nella difesa di radici laiche che hanno reso l’Italia più civile e più libera. Un legno storto, Emma, ma sono i legni storti a cambiare la storia. Che passione e coraggio non se ne vadano con te in una stagione difficile" così in una nota Riccardo Nencini, ex sottosegretario e senatore, presidente del Gabinetto scientifico e letterario Vieusseux di Firenze.

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