Corsi per docenti sulla parità di genere, Manetti replica a Futuro Nazionale: "Nessun indottrinamento"

Cristina Manetti

L'assessora regionale difende l'iniziativa dell'Università di Firenze sostenuta dalla Regione e accusa il partito di Vannacci di una "rappresentazione distorta"


È polemica sui corsi per insegnanti sui temi della parità di genere e della prevenzione della violenza organizzati dall'Università di Firenze e sostenuti dalla Regione Toscana. A intervenire è l'assessora regionale alle Pari opportunità Cristina Manetti, che replica alle critiche espresse da esponenti di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci.

"Quella degli esponenti del partito di Vannacci è una polemica politica costruita su una rappresentazione distorta di un'iniziativa che ha invece un preciso valore scientifico e formativo", afferma Manetti in una nota.

Secondo l'assessora, i corsi hanno l'obiettivo di fornire agli insegnanti strumenti per affrontare il rispetto, la prevenzione della violenza e la parità di genere. "Non c'è alcun indottrinamento", sottolinea.

Manetti interviene anche sul coinvolgimento della Fondazione Giulia Cecchettin, invitando Futuro Nazionale a non inserirlo nelle proprie polemiche politiche: "Se ci sono regolamenti di conti interni al centrodestra, scelgano altri terreni e, se vogliono attaccare il ministro Valditara, lo facciano senza utilizzare temi così delicati come la tutela delle donne e la prevenzione della violenza".

L'assessora regionale critica quindi le posizioni attribuite al partito di Vannacci sul tema del patriarcato e del reato di femminicidio: "Del resto, da una forza politica che vuole abolire il reato di femminicidio e idealizza il patriarcato mediterraneo, questa posizione non sorprende".

Manetti conferma infine l'intenzione della Regione di proseguire sulle politiche dedicate alla parità di genere, annunciando che la "Toscana delle donne" diventerà una legge quadro: "Noi continueremo sulla nostra strada: quella della Toscana delle donne, che presto diventerà una legge quadro, prima in Italia, investendo nella formazione e nella cultura della parità. È una scelta politica precisa: sui diritti e sulla prevenzione della violenza non intendiamo arretrare"

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