
“Fimmg Toscana non aderirà allo sciopero proclamato dal Sindacato Medici Italiani per il 15 e 16 settembre. Non condividiamo l’impostazione di una mobilitazione che rimette in discussione strumenti come il Ruolo Unico e la presenza della medicina generale nelle Case della Comunità. La priorità oggi è un’altra: dare risposte concrete ai carichi di lavoro sempre più pesanti che gravano sui medici di famiglia e rendere sostenibile la professione”.
A dirlo è Niccolò Biancalani, segretario regionale di Fimmg Toscana.
“In Toscana, peraltro, abbiamo sottoscritto insieme alle altre organizzazioni sindacali, compreso lo SMI, un Accordo Integrativo Regionale che prevede sia il Ruolo Unico sia il coinvolgimento della medicina generale nelle Case della Comunità. È quindi difficile pensare che la soluzione possa essere oggi cancellare quei modelli. Il compito del sindacato deve essere governarli, migliorarli e correggere ciò che non funziona”, sottolinea Biancalani.
“Il problema reale che dobbiamo affrontare è il carico di lavoro. Non possiamo continuare ad aggiungere attività alle attività. Un medico di famiglia - sottolinea il segretario della Fimmg Toscana - deve occuparsi della cura delle persone, della cronicità, della prevenzione e della presa in carico, non essere sommerso da burocrazia, messaggi, prescrizioni ripetitive e adempimenti amministrativi”.
“Per questo chiediamo un cambio di passo preciso: riconoscimento del lavoro di back office, più personale di studio e infermieristico, semplificazione delle prescrizioni e degli adempimenti, strumenti digitali realmente interoperabili e utilizzo dell’intelligenza artificiale per ridurre il tempo sottratto alla relazione con il paziente. Ogni nuova funzione affidata alla medicina generale - conclude Biancalani - deve corrispondere a risorse, organizzazione e tempo professionale adeguati”.
Fonte: Ufficio Stampa
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