
L'esperienza vinciana alla Summer School "Orizzonti del Terzo settore" di Cesvot e Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa
Da San Pantaleo a Lucca, passando per la memoria di Leonardo e per una storia fatta di persone, associazionismo e territorio. È stata dedicata anche all’esperienza vinciana la prima sessione del terzo giorno della Summer School “Orizzonti del Terzo settore”, il 12 settembre scorso presso il Complesso di San Micheletto a Lucca, appuntamento di rilievo nazionale dedicato quest’anno al tema degli “Immobili dinamici”.
Il progetto Carciofarte, promosso dall’Associazione SETE AIR, insieme alle altre realtà del territorio, e dal Comitato Noi per San Pantaleo, è stato presentato come un’esperienza particolarmente significativa all’interno del percorso dedicato alla rigenerazione urbana e sociale.
La Summer School, giunta alla sesta edizione, è promossa dal Cesvot e dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in collaborazione con il Centro di Ricerca Maria Eletta Martini, e riunisce venti rappresentanti di enti del Terzo settore toscani. Un confronto che quest’anno è partito dagli immobili e dalla possibilità di trasformare spazi inutilizzati o sottoutilizzati in luoghi capaci di produrre nuove relazioni, partecipazione e sviluppo. Come sottolineato nel programma dell’iniziativa, non si tratta soltanto di recuperare edifici, ma di generare comunità, attivare energie sociali e costruire luoghi di incontro e innovazione.
È proprio dentro questa idea di rigenerazione che la vicenda di San Pantaleo ha trovato uno spazio di particolare interesse. La storia dei comitati popolari, il presidio di Carciofarte, inaugurato lo scorso anno, e il lavoro portato avanti dalle associazioni sono stati letti come elementi di un modello nel quale il recupero di un luogo coincide con il recupero della sua identità.
Non soltanto un immobile, dunque, ma un pezzo di storia da restituire alla comunità. La rigenerazione, in questo caso, parte dalla memoria: conoscere i luoghi, riscoprirne le storie, riconoscerne le peculiarità e trasformare questo patrimonio in una risorsa per il futuro.
E qui entra in gioco anche Leonardo. Perché, è stato sottolineato nel corso dell’incontro, Vinci non è soltanto Leonardo, ma Leonardo, con la memoria dei luoghi della sua infanzia, le persone, le tradizioni, sono parte di quella cultura materiale che nel tempo ha costruito l’identità della comunità. Una prospettiva che consente di guardare al territorio con occhi diversi: non solo attraverso i grandi personaggi e i monumenti, ma attraverso il patrimonio diffuso fatto di memorie, saperi, relazioni e tradizioni.
La presentazione è stata affidata al professore Luca Gori, della Scuola Superiore Sant’Anna e direttore scientifico del Centro di Ricerca Maria Eletta Martini, con la conduzione di Andrea Maestrelli. Sono intervenuti Nicola Baronti, Camilla Boldrini, Lorenzo Micheli, Chiara Torrigiani, Sara Giotti e Massimo Maestrelli, contribuendo ad analizzare l’esperienza di San Pantaleo da diversi punti di vista.
Sul tavolo anche il tema delle risorse necessarie per dare continuità al progetto. Una questione decisiva: come trasformare la capacità di iniziativa delle comunità locali in un progetto strutturato e sostenibile, capace di diventare un'opportunità concreta per Vinci e per l’intero territorio.
Durante l’incontro è stata inoltre presentata la prossima edizione de “La Via di Caterina, sulle orme di Leonardo fanciullo” il prossimo 18 ottobre 2026, il trekking teatralizzato da Vinci a San Pantaleo che rappresenta uno dei percorsi attraverso cui, in vent’anni di attività, sono stati costruiti progetti di rigenerazione nell’area del Vincio.
Un’esperienza che ha saputo mettere insieme storia, arte e cultura, partendo dal saper fare delle generazioni che hanno vissuto questi luoghi. Ed è proprio da qui che è stata riscoperta anche una delle icone più semplici e autentiche del territorio: il carciofo. Un prodotto della tradizione, legato alla cultura contadina, apparentemente povero ma ricchissimo di storia, socialità e convivialità. Da prodotto della terra a simbolo di un progetto di comunità.
La proposta arrivata da San Pantaleo alla Summer School è stata molto semplice ma ambiziosa: per rigenerare un territorio non basta recuperare un edificio o, come in questo caso, un borgo. Bisogna recuperare ciò che quel luogo racconta. Memoria, identità e partecipazione possono diventare così strumenti di sviluppo. “E San Pantaleo, con Carciofarte e con la rete di persone e associazioni che negli anni ha continuato a investire sul territorio, prova a dimostrare che anche da un piccolo presidio locale può nascere un progetto capace di guardare lontano”, come ha tenuto a precisare nel suo intervento il presidente di Sete Air, Andrea Maestrelli.
Fonte: Ufficio stampa
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