Riordino enti regionali: dopo IRPET e ARPAT al vaglio la riforma dell'ARS

La proposta di legge nelle commissioni Affari istituzionali e Sanità. Si riallinea l’Agenzia regionale ai rilievi della Corte dei conti reintroducendo la figura del presidente e riportando il direttore nell’alveo del CCNL della dirigenza pubblica


Semplificazione organizzativa, uniformità giuridica e un deciso allineamento alle direttive nazionali sul pubblico impiego. Si inquadra in questo percorso complessivo la proposta di legge di riordino dell’Agenzia Regionale di Sanità (ARS), attualmente al vaglio delle commissioni consiliari Affari istituzionali, presieduta da Vittorio Salotti (Casa Riformista) e Sanità, presieduta da Andrea Vannucci (Pd), riunite in seduta congiunta.

L'intervento normativo risponde direttamente alle sollecitazioni della Corte dei conti rivolte alla Giunta per adeguare l'inquadramento giuridico e retributivo delle figure apicali degli enti dipendenti regionali ai sensi del Testo Unico sul Pubblico Impiego (decreto legislativo 165/2001).

Dopo l'approvazione delle riforme relative ad IRPET e ARPAT, l'iter prosegue ora con ARS, ente anch'esso attualmente in regime commissariale. L'impianto, illustrato nel corso della seduta di martedì 15 settembre, riporta l'assetto di ARS ad una “netta e virtuosa” separazione tra compiti di indirizzo/rappresentanza e ruoli strettamente gestionali:

Istituzione della figura di presidente: scorporato dal Comitato di indirizzo e nominato vertice autonomo dell'Agenzia, assume la rappresentanza legale, i rapporti con gli organi regionali, l'adozione di bilancio, budget e regolamenti, e la presentazione del Piano della Performance (PIAO/PQPO). Per il ruolo è prevista un'indennità massima pari al 13 per cento di quella spettante al presidente della Giunta.

Direttore con profilo tecnico: torna ad essere una figura strettamente gestionale con compiti amministrativi e di coordinamento delle attività sanitarie, senza funzioni di rappresentanza politica. L'inquadramento viene ricondotto alla disciplina ordinaria del pubblico impiego e del CCNL comparto dirigenza.

Completano la governance il Comitato di Indirizzo e Controllo e il Collegio dei Revisori. Ai componenti del Comitato è riconosciuto un gettone di presenza di 30 euro oltre all'eventuale rimborso spese. Vengono infine cancellati i due coordinatori esterni (Epidemiologia e Qualità/Equità) finora regolati da contratti di diritto privato, con un conseguente risparmio di spesa per le casse regionali.

Nel corso dei lavori, il confronto tra maggioranza e opposizione ha riguardato tanto i nodi centrali della governance quanto il ruolo futuro dell'Agenzia. L'opposizione ha richiamato con forza la necessità di preservare l'autonomia scientifica di ARS, ponendo l'accento sulle modalità di scelta dei vertici e sulla salvaguardia delle competenze professionali interne.

In particolare, Alessandro Tomasi portavoce dell’opposizione ha sottolineato quanto sia cruciale definire i “requisiti curriculari stringenti e indiscutibili” per la figura del presidente. Secondo Tomasi, il vertice dell'Agenzia deve possedere un profilo di alto livello scientifico ed epidemiologico per evitare il rischio che la nuova carica diventi un mero incarico fiduciario o politico, depotenziando il valore tecnico di ARS.

Diego Petrucci (Fratelli d’Italia) si è soffermato sul ruolo del Consiglio regionale, chiedendo che l'Aula non venga esautorata nelle fasi di nomina e di definizione dell'indirizzo strategico. Petrucci ha inoltre ribadito la centralità della collaborazione con il mondo accademico e con i tre atenei toscani, affinché le analisi di ARS continuino ad essere un presidio di terzietà al servizio di tutto il sistema sanitario della regione.

Chiara La Porta, vicepresidente della commissione Afari istituzionali (Fratelli d’Italia) ha sollevato la questione del personale e della continuità operativa dell'ente, chiedendo garanzie concrete affinché la soppressione delle figure di coordinamento esterno e il riallineamento contrattuale non penalizzino la qualità della produzione scientifica né la stabilità dei ricercatori che costituiscono la spina dorsale di ARS.

Jacopo Ferri (Forza Italia) ha evidenziato come l'adeguamento ai rilievi della Corte dei conti fosse un atto dovuto da tempo, sollecitando la Giunta a non limitarsi al solo restyling burocratico ma a cogliere l'occasione per snellire le procedure di bilancio e rendere più trasparenti i flussi informativi tra l'Agenzia e le Commissioni consiliari competenti.

Dalla maggioranza è stato ribadito il valore del percorso di riordino intrapreso dalla Regione, confermando la massima disponibilità al confronto per affinare il testo nel passaggio in aula.

Serena Spinelli (Pd) ha rimarcato come la proposta di legge metta finalmente ordine in una situazione di precarietà istituzionale e commissariamento che dura da anni, ristabilendo la certezza delle regole. Spinelli ha evidenziato anche come la separazione tra la figura del presidente (indirizzo e rappresentanza) e quella del direttore (gestione e coordinamento tecnico) risponda ai migliori standard della pubblica amministrazione.

Lorenzo Falchi (AVS) ha espresso apprezzamento per il superamento dei contratti esterni di diritto privato a favore di un pieno riassorbimento nelle logiche del pubblico impiego, definendolo un passo importante verso la trasparenza amministrativa e il contenimento dei costi di consulenza esterna.

Simone Bezzini capogruppo Pd, ha richiamato il valore insostituibile dei dati e delle analisi prodotte da ARS per la programmazione sanitaria regionale. Bezzini ha assicurato che la maggioranza è pronta ad accogliere ogni contributo migliorativo che vada nella direzione di rafforzare l'indipendenza conoscitiva dell'ente e la sua capacità di lettura dei bisogni di salute della popolazione toscana.

Il presidente della Commissione Sanità, Andrea Vannucci (Pd), ha concluso i lavori sottolineando la serietà del dibattito svolto e confermando la volontà di procedere a un esame dettagliato degli emendamenti nelle prossime sedute congiunte, con l'obiettivo di consegnare all'Aula un testo solido, condiviso e in grado di dare stabilità duratura all'Agenzia.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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