
“Fotografie impossibili”, questo è il titolo della relazione che Massimo Sestini, fotoreporter di grande fama, ha scelto per la relazione tenuta lo scorso 10 Settembre alla Cucina S. Andrea, su invito del presidente del Rotary Club Empoli Luca Prosperi. Alla presenza di numerosi soci e ospiti il Presidente ha introdotto l’ospite enumerando i suoi molteplici impegni professionali e accennando alla sua brillante carriera. Sestini, da par suo, ha illustrato con dovizia di particolari le sue imprese professionali corredandole con slides delle sue innumerevoli splendide fotografie. Pratese di nascita, fin da giovanissimo ha la passione della fotografia e, negli anni ottanta, comincia a realizzare alcuni scatti importanti, tra cui l’arresto di Licio Gelli a Ginevra, Carlo d’Inghilterra a Recanati, e le immagini dell’attentato al Rapido 904 nel 1984, che gli valgono la copertina di Stern. Negli anni successivi lavora sulla cronaca nera, politica, spettacolo e costume. La sua vera rivoluzione avviene però con la fotografia aerea e zenitale con cui sviluppa il suo linguaggio più riconoscibile. Non si limita a fotografare un avvenimento dall'elicottero: cerca di mettersi esattamente sopra la scena, in posizione perpendicolare, trasformando le persone, le automobili, le barche e il paesaggio in una sorta di composizione geometrica. È un punto di vista che cambia completamente il significato della fotografia: dall'alto si può vedere la struttura di un avvenimento, non soltanto il suo protagonista. Sestini stesso ha spiegato più volte che dall'alto riesce a cogliere cose che da terra non sarebbero percepibili. Ha fotografato alcuni degli eventi più drammatici e importanti dell'Italia contemporanea: la strage di Capaci e quella di via D'Amelio, il disastro della Moby Prince, il terremoto dell'Aquila, il naufragio della Costa Concordia, i funerali di Giovanni Paolo II, il G8 di Genova, numerose operazioni della Marina e della Polizia. Probabilmente il suo scatto più famoso è quello realizzato nel 2014, durante l'operazione Mare Nostrum: da un elicottero della Marina Militare fotografò dall'alto un barcone con circa 500 migranti, al largo della Libia. La fotografia è straordinaria perché vista dall'alto la barca sembra quasi un'immagine astratta: un piccolo guscio circondato dal Mediterraneo, pieno di persone che guardano verso l'elicottero. Quell'immagine vinse il World Press Photo 2015.
Successivamente quella fotografia è diventata anche un progetto più ampio: Sestini, insieme a National Geographic, ha cercato e contattato alcuni dei migranti fotografati per raccontare che cosa fosse successo loro dopo il viaggio, nel progetto “Where are you?”. Sestini ha poi ricordato un evento drammatico capitatogli quando nel gennaio 2025, immergendosi nel lago Lavarone in Trentino per un servizio, per un problema con l’erogatore, bevve molta acqua ed ebbe un arresto cardiaco e, per la prontezza dei soccorritori, fu riportato in vita con il massaggio cardiaco. Ebbene uno scatto automatico lo riprende nel momento dell’arresto cardiaco, praticamente, come lo ha definito lui, quasi un selfie da morto.
La relazione e le immagini delle avvincenti foto hanno appassionato i numerosi presenti, che hanno posto domande e ottenuto esaurienti risposte da parte del relatore. Le foto di rito hanno concluso una serata speciale con la soddisfazione del Presidente Luca Prosperi per la riuscita dell’evento.
Fonte: Ufficio Stampa
Notizie correlate
Tutte le notizie di Empoli
<< Indietro






