
Tra gli ospiti il prefetto Renato Cortese, il procuratore Luca Tescaroli e la figlia di Bruno Caccia, magistrato ucciso dall'Ndrangheta. Parteciperanno il presidente Giani e la vicepresidente Diop
Un confronto su come sono cambiate le mafie e su cosa serve oggi per contrastarle con, tra gli altri, Paolo Borrometi, giornalista sotto scorta per le sue inchieste su Cosa nostra, Paola Caccia, figlia del procuratore Bruno Caccia ucciso dalla 'Ndrangheta nel 1983, il procuratore di Prato Luca Tescaroli e uno dei più importanti e stimati investigatori dell'antimafia italiana, il prefetto Renato Cortese. E poi un incontro tra associazioni antimafia per fare il punto su come proseguire il lavoro di costruzione della cultura della legalità e il mini-concerto live di Lodo Guenzi.
Sono i momenti principali, e gli ospiti, di "Suvignano Tenuta Aperta", l’ormai tradizionale appuntamento con cui si apre alla cittadinanza la Tenuta di Suvignano, podere che si estende su complessivi 638 ettari tra Monteroni d'Arbia e Murlo (Siena), un tempo nelle mani di Cosa nostra, poi confiscato e restituito nel 2018 alla collettività attraverso la Regione Toscana con la gestione dell’Ente Terre Regionali Toscana.
Quest’anno sarà l'ottava edizione della manifestazione e si terrà nel pomeriggio di sabato 19 settembre. Previsti i saluti istituzionali del presidente Eugenio Giani, del sindaco di Monteroni d'Arbia Gabriele Berni e del sindaco di Murlo Davide Ricci.
Alle 14.30, ad aprire la giornata nella Tenuta, che oggi unisce una forte vocazione agricola e zootecnica a un ruolo di presidio per la promozione della cultura della legalità democratica, "Coltivare legalità. L'impegno delle Associazioni nei territori", spazio di discussione tra le associazioni impegnate nell'antimafia per raccontare il lavoro svolto sul territorio e formulare proposte per il futuro.
A seguire il momento istituzionale "Mafie, una sfida ancora aperta. Cosa è cambiato, cosa resta da fare" interroga, a oltre trent'anni dalla stragi di Capaci, di via D'Amelio e di quelle del continente del '93, su come sono cambiate le organizzazioni mafiose e su cosa manchi ancora, a istituzioni e società civile, per sconfiggerle. Ne discutono il giornalista e scrittore Paolo Borrometi, dal 2014 sotto scorta per le sue inchieste sulle infiltrazioni mafiose tra Ragusa e Siracusa, dopo un'aggressione subita per mano di uomini legati a Cosa nostra e ripetute minacce di morte, tra cui un progetto di attentato sventato dai carabinieri; il prefetto e direttore centrale delle specialità della Polizia di Stato Renato Cortese, celebre per aver guidato la cattura di boss storici come Bernardo Provenzano e Giovanni Brusca; il procuratore capo di Prato Luca Tescaroli, tra i massimi esperti giudiziari della stagione stragista italiana di Cosa nostra e da sempre in prima linea nel contrasto di fenomeni come sfruttamento lavorativo, caporalato, lavoro nero, filiere produttive opache; e Paola Caccia, figlia del procuratore capo di Torino Bruno Caccia, ucciso dalla 'Ndrangheta nel 1983. Modera la vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop.
Alle 18 chiude la giornata "Parole e musica live" di Lodo Guenzi, intervistato da Simona Bellocci, giornalista di Intoscana.it.
"Suvignano – afferma il presidente Giani - non è solo un simbolo: è un investimento che la Regione porta avanti con continuità, anno dopo anno, mettendo risorse concrete per far vivere queste terre e restituire lavoro e produttività a un bene sottratto alle mafie. Otto edizioni di questa festa raccontano un impegno che non si esaurisce in una giornata di memoria, ma si traduce in bilanci, investimenti agricoli e zootecnici, presidio quotidiano del territorio. È così che le istituzioni, a partire dalla Regione, dimostrano, costruendo, di voler sconfiggere la criminalità organizzata”.
"Trent'anni fa la legge 109 del '96 – dichiara la vicepresidente Diop - ha aperto una strada che allora sembrava impensabile: restituire alla collettività ciò che le mafie avevano sottratto. Suvignano è la prova che quella scelta era giusta, ma la cultura della legalità non si consolida una volta per tutte: va coltivata ogni giorno, nelle scuole, nei territori, insieme alle associazioni che pagano un prezzo personale per continuare a raccontare la verità. Per questo Suvignano resta uno spazio di confronto vero, non solo simbolico."
L'iniziativa è promossa da Regione Toscana, Comune di Monteroni d'Arbia e Comune di Murlo, organizzata da Fondazione Sistema Toscana in collaborazione con Ente Terre Regionali Toscana, Tenuta di Suvignano e Giovanisì.
Scarica il programma di Suvignano Tenuta Aperta 2026
Fonte: Regione Toscana
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