Giani: "Abolire il bollo è demagogia, si usano i soldi delle Regioni"

Il presidente della Toscana contesta la misura del governo e le compensazioni previste: "Per la Toscana si tolgono risorse per 350 milioni e se ne rimborsano 100"


Il presidente della Toscana Eugenio Giani critica l'ipotesi di abolizione del bollo auto e moto da parte del governo, definendola una misura di carattere elettorale e contestando il meccanismo delle compensazioni previste per le Regioni.

"Siamo in piena campagna elettorale, la demagogia sta arrivando a dei livelli esagerati", afferma Giani in un'intervista al Fatto Quotidiano. Il presidente toscano richiama inoltre la precedente posizione della premier Giorgia Meloni sulle accise: "Se Giorgia Meloni vuol prendere un provvedimento fiscale coerente con se stessa dovrebbe fare quello che ha detto per anni: abolire le accise sul carburante. Lo ha promesso finché era all'opposizione, senza mai dare seguito alle sue parole".

Nel merito delle conseguenze per i bilanci regionali, Giani contesta l'entità delle compensazioni annunciate dal governo. "All'articolo 3 del decreto si parla di un rimborso alle Regioni per 2 miliardi e 200 milioni. In un paese con 20 Regioni significa rimborsare al massimo 100 milioni. Per la Toscana, dunque, da un lato si toglie la possibilità di ottenere risorse per 350 milioni, dall'altra se ne rimborsano 100. La cosa è scandalosa".

Secondo il presidente della Toscana, la misura inciderebbe anche sull'autonomia tributaria delle Regioni. "Meloni ha agito con una superficialità estrema: si gioca una misura elettorale in cui taglia le tasse, ma lo fa - guarda caso - non con le imposte dello Stato, ma delle Regioni. Non si era mai arrivato a tanto in 80 anni di Repubblica. Si ledono i cardini dell'affidabilità delle amministrazioni pubbliche".

Giani collega infine la questione alle risorse destinate alla sanità regionale, richiamando il fabbisogno finanziario indicato dalle Regioni: "Anche il ministro Schillaci ha detto che le Regioni hanno bisogno di 5 miliardi. E il governo in questo contesto si mette a levargliene 3, dicendo che poi compensa? Ma che ragionamento è? Prima dovrebbe darci quello di cui abbiamo bisogno, non toglierci risorse".

Il presidente toscano contesta anche la trasformazione del gettito tributario regionale in trasferimenti compensativi: "Senza contare che non è assolutamente corretto trasformare un tributo in un ipotetico trasferimento di risorse, che non si dice da dove vengono".

Bezzini e Mazzeo (Pd): "Senza coperture a pagare saranno i cittadini. Il Governo intervenga su carburanti e sanità"

“La sospensione pe un anno del bollo auto annunciata dal Governo Meloni rischia di trasformarsi in un clamoroso boomerang per i cittadini. Una misura di questo tipo è sostenibile solo se il Governo garantisce una copertura finanziaria adeguata e strutturale, capace di compensare integralmente il gettito finora assicurato alle Regioni. Se così non fosse, e i numeri fin qui emersi confermano il nostro timore, ci troveremmo di fronte a un inganno di proporzioni colossali: da una parte si mette qualcosa nelle tasche dei cittadini, dall’altra si sottraggono alle Regioni risorse destinate a finanziare servizi fondamentali, dalla sanità al sociale, dall’istruzione al trasporto pubblico. Se il Governo vuole davvero alleggerire i costi che gravano sui cittadini, intervenga sul prezzo dei carburanti e trovi le risorse necessarie per la sanità pubblica. Da anni chiediamo di portare il finanziamento del servizio sanitario nazionale al 7,5 per cento del Pil, ma su questo le risorse non si trovano. È una contraddizione evidente: si annuncia l’abolizione del bollo mentre non si interviene su altri aggravi che pesano sulle famiglie e continua a mancare un investimento appropriato sulla sanità pubblica. E se, per di più, il mancato gettito del bollo non fosse integralmente compensato, il peso economico verrebbe semplicemente spostato sui bilanci delle Regioni e, quindi, sui servizi alle persone. È evidente che siamo di fronte a un provvedimento elettorale dettato dalla paura di perdere le prossime elezioni. Ma il sostegno che serve alle famiglie, di fronte a sempre maggiori difficoltà economiche, non si risolve con spot una tantum. Quello che serve davvero, e su cui questo governo ha totalmente fallito, è aumentare i salari e abbassare la pressione sui bilanci familiari, a partire dalle bollette e dai carburanti. Voci che, in questi quattro anni di governo Meloni, sono aumentate a dismisura e pesano sulle tasche degli italiani ben più di un anno di bollo auto”. È quanto dichiarano Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale, e Antonio Mazzeo, consigliere regionale Pd e vicepresidente del Consiglio regionale, in merito misura sul bollo auto.

Michelotti - La Porta (FdI): "Giani le cerca tutte per attaccare Governo"

“La ricerca famelica di fantomatici danni creati dal taglio del bollo auto è la conferma della sola modalità politica alla quale il presidente della Toscana ci ha ormai abituato: attaccare, per principio e strumentalmente, il Governo. L’abolizione del bollo auto prevista per il 2027 assicurerà compensazioni alla Regione, perché il decreto prevede una misura che si baserà non sull’incassato storico ma sui dati effettivi, coprendo tutte le risorse che mancano. Una tassa da sempre odiata dai cittadini sarà sospesa grazie a una scelta fatta dall’Esecutivo per sostenere il ceto medio e questo fa infuriare Giani, illustre esponente del partito delle tasse. Giani se ne faccia una ragione: se e quando il ‘campo largo’ tornerà al governo, potrà immediatamente rimettere il bollo auto. D’altronde, per loro la mobilità non è un diritto da agevolare, ma una sorta di colpa da tassare. Singolare come, peraltro, oggi il Presidente si sia dimenticato che l’ex leader del Pd Matteo Renzi propose una misura analoga dieci anni fa. Peccato, però, che dalle promesse non si passò ai fatti. Anziché sbraitare contro il governo, Giani spieghi ai toscani perché l’aumento dell’aliquota IRPEF sia divenuto strutturale anziché una tantum e tra le più alte d’Italia”. Lo scrivono, in una nota, il deputato e coordinatore regionale toscano di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti e il capogruppo in Consiglio Regionale Chiara La Porta.

Fonte: Regione Toscana

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