Allagamenti Empoli, FdI chiede verifiche su allagamenti e rete fognaria

Il gruppo consiliare sollecita chiarimenti al Comune sui 130 interventi di pulizia delle caditoie e sulle opere realizzate dopo l'alluvione del 2025. Chiesto anche un piano di sostegno per cittadini e imprese danneggiati


Dopo il nubifragio del 17 settembre, Fratelli d'Italia Empoli interviene sui danni provocati dagli allagamenti, con particolare attenzione alle attività commerciali del centro storico e alle zone di Ponzano e Serravalle. Il gruppo consiliare esprime solidarietà ai cittadini e agli operatori economici colpiti, ma chiede all'amministrazione comunale "risposte puntuali" sulle cause degli allagamenti e sugli interventi necessari per ridurre il rischio.

Nel mirino del gruppo la gestione della rete fognaria: secondo FdI, l'affermazione del Comune secondo cui il sistema "non è in grado di sopportare precipitazioni di questa portata" rende necessario un "accertamento tecnico serio" per individuare eventuali criticità strutturali e carenze manutentive.

La richiesta, contenuta in una domanda di attualità, riguarda in particolare le verifiche avviate con Acque e gli interventi realizzati dopo l'alluvione del marzo 2025. FdI chiede inoltre di conoscere "localizzazione, cronologia, natura e risultato" dei 130 interventi di pulizia e ispezione delle caditoie dichiarati dal Comune e sollecita misure di sostegno per cittadini e imprese danneggiati.

La nota completa

Il Gruppo consiliare Fratelli d’Italia Empoli esprime piena solidarietà ai cittadini e agli operatori economici colpiti dal violento nubifragio del 17 settembre, con un pensiero particolare ai commercianti del centro storico che hanno visto acqua e fango invadere negozi, depositi e impianti, subendo danni alle merci, agli arredi e giornate di mancato incasso. A loro, così come ai residenti delle altre zone interessate, va la nostra concreta vicinanza. Ringraziamo inoltre vigili del fuoco, Protezione civile, forze dell’ordine, Polizia locale, volontari e personale comunale impegnati nell’emergenza.

Quanto accaduto, tuttavia, impone risposte puntuali. Secondo il Comune sono caduti 75 millimetri di pioggia in un’ora; sono stati attivati il Centro operativo comunale e circa 60 interventi con idrovore e pompe. Le cronache hanno documentato allagamenti nel centro, a Ponzano e Serravalle, garage e piani bassi invasi dall’acqua, sottopassi impraticabili e automobilisti soccorsi. In via del Giglio più attività hanno denunciato migliaia di euro di danni, risalite da tombini e pozzetti, problemi igienico-sanitari e la necessità di interrompere l’attività. Non si tratta dunque di meri “disagi”, ma di conseguenze economiche e personali pesanti.

L’Amministrazione sostiene che i 130 interventi di pulizia e ispezione delle caditoie eseguiti tra maggio e settembre abbiano favorito un rapido deflusso e, nello stesso tempo, afferma che il sistema fognario non è in grado di sopportare precipitazioni di questa portata. È proprio questa ammissione a rendere indispensabile un accertamento tecnico serio: occorre stabilire se gli allagamenti siano dipesi soltanto dall’intensità della pioggia oppure se abbiano concorso limiti strutturali della rete, insufficienze del reticolo minore o carenze localizzate nella manutenzione di caditoie, pozzetti e collegamenti fognari.

Dopo l’alluvione del marzo 2025, che colpì duramente Ponzano, Santa Maria, Carraia, Marcignana e altre aree, e dopo ulteriori episodi verificatisi anche nel 2026, non è più politicamente credibile limitarsi a invocare ogni volta l’eccezionalità. L’intensificazione degli eventi meteorologici estremi richiede una programmazione pubblica capace di prevenire, adattare le infrastrutture e proteggere il tessuto economico. La rapidità con cui l’acqua è defluita non cancella i danni già prodotti né risponde alla domanda essenziale: dove sono i punti deboli della rete e quali opere servono per ridurre il rischio?

Con la domanda di attualità depositata, chiediamo al sindaco di riferire sulle verifiche avviate con Acque S.p.A. e con tutti i soggetti competenti; sugli interventi strutturali e manutentivi effettivamente realizzati dopo il marzo 2025; sulle opere oggi programmate o ritenute necessarie. Chiediamo inoltre l’elenco verificabile delle aree interessate dai 130 interventi dichiarati, con date e indicazione degli ultimi lavori svolti nei quartieri e nelle strade allagate il 17 settembre. La trasparenza non può esaurirsi in un numero complessivo: servono localizzazione, cronologia, natura e risultato degli interventi.

Infine, chiediamo misure urgenti per cittadini e imprese danneggiati: una ricognizione tempestiva e documentata dei danni, un punto unico comunale di assistenza, l’attivazione di ogni possibile sostegno e agevolazione di competenza dell’ente e il coordinamento con Regione e altri livelli istituzionali per reperire risorse straordinarie. La visita agli esercizi colpiti è un gesto di vicinanza, ma adesso occorrono atti, tempi e responsabilità chiare.

Empoli non può abituarsi a contare i danni dopo ogni temporale intenso. L’Amministrazione deve passare dalla gestione dell’emergenza a un piano pubblico, verificabile e finanziato di messa in sicurezza idraulica urbana. È questa la risposta che attendono commercianti, famiglie e quartieri già più volte colpiti.

 

Il Gruppo consiliare Fratelli d’Italia Empoli

Cosimo Carriero, capogruppo Francesca Peccianti

Danilo Di Stefano

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