Montedomini, oltre 300 file consegnati in due mesi: "Stesso rigore nella lettura degli atti"

L'Asp fiorentina denuncia tentativi di accesso non autorizzato ai documenti e chiede di evitare letture parziali su patrimonio, canoni e selezione del nuovo direttore generale


"I nostri uffici stanno svolgendo una ricognizione completa e approfondita degli atti che riguardano la gestione del patrimonio immobiliare e stanno facendo il massimo per dare risposte puntuali alle richieste di accesso e ai chiarimenti che vengono sollevati. È un lavoro serio, che riguarda documenti, contratti e procedure stratificati nel tempo e che non può essere affrontato con ricostruzioni improvvisate o attraverso la selezione di singoli elementi estratti dal loro contesto. L’obiettivo resta uno solo: mettere a disposizione dati e atti verificati e, quando necessario, integrare le informazioni già fornite. Ma allo stesso rigore con cui Montedomini sta ricostruendo, verificando e consegnando centinaia di documenti deve corrispondere altrettanto rigore nella loro lettura, analisi e rappresentazione pubblica. Massima trasparenza, dunque, ma anche piena consapevolezza non soltanto di ciò che è stato, ma soprattutto di ciò che sarà. Perché Montedomini è un pezzo fondamentale della storia di Firenze e lo sarà anche in futuro".

A dirlo è Asp Firenze Montedomini, in relazione alle richieste e ai rilievi avanzati negli ultimi giorni sulla gestione del patrimonio dell’Azienda e sugli accessi agli atti.

La premessa dell’Asp è netta: "Montedomini è un’azienda pubblica di servizi alla persona: risponde dei propri atti, della propria gestione e dei servizi che eroga. Non entra e non intende entrare nelle dinamiche politiche. Il nostro compito è mettere a disposizione documenti e dati verificati e pretendere che il confronto avvenga sulla base di quegli stessi documenti, nella loro completezza".

Accessi agli atti

"Dal 16 luglio sono state presentate 18 istanze di accesso agli atti e sono stati trasmessi complessivamente oltre 300 file. In più occasioni sono stati richiesti nuovamente documenti già forniti o chiarimenti su elementi già presenti nella documentazione trasmessa. È un’attività che richiede un impegno molto rilevante da parte degli uffici e che si somma all’ordinaria attività dell’azienda. Gli uffici continueranno a rispondere puntualmente a tutto ciò che è dovuto, perché la richiesta di accesso agli atti è pienamente legittima. Ma la trasparenza – sottolineano da Montedomini – non può trasformarsi in un meccanismo nel quale, dopo la consegna di centinaia di documenti e di successivi chiarimenti, ogni ricostruzione riparte sistematicamente da zero come se quanto già trasmesso dall’azienda non esistesse. Chi riceve gli atti ha naturalmente piena facoltà di valutarli e contestarli. È però ragionevole aspettarsi che vengano letti integralmente, analizzati con serietà e rappresentati tenendo conto delle risposte e dei chiarimenti forniti, evitando di isolare singoli dati dal loro contesto o di riproporre come irrisolte questioni sulle quali la documentazione è già stata consegnata. Montedomini continuerà a stare sul terreno dei documenti e dei fatti. Ed è su quello stesso terreno che chiede che si svolga il confronto".

"A questo si sono aggiunte nelle ultime ore alcune gravi anomalie nella gestione degli accessi alla documentazione, che seguono regole precise. I documenti vengono infatti messi a disposizione attraverso collegamenti ad aree riservate – continuano da Montedomini – con validità temporale limitata. Nelle comunicazioni di trasmissione viene espressamente ricordato che dati e documentazione devono essere utilizzati esclusivamente per finalità connesse all’esercizio delle funzioni consiliari, nel rispetto degli obblighi di riservatezza e delle limitazioni alla diffusione verso soggetti estranei. Nella giornata di ieri il sistema ha rilevato due tentativi di accesso al collegamento relativo a una delle richieste da parte di soggetti terzi non autorizzati. Entrambi i tentativi sono stati bloccati e non hanno consentito l’accesso alla documentazione".

"Montedomini sta inoltre rafforzando ulteriormente le modalità tecniche di condivisione dei documenti. L’azienda non formula conclusioni sulle modalità attraverso le quali il collegamento sia arrivato nella disponibilità di soggetti estranei alla procedura. Il dato oggettivo, tuttavia, resta: si sono verificati tentativi di accesso da parte di soggetti che non erano autorizzati a consultare quella documentazione. È quindi necessario ribadire un principio elementare: trasparenza amministrativa non significa libera e indiscriminata circolazione di documenti acquisiti attraverso procedure di accesso. Il rispetto delle condizioni di utilizzo, degli obblighi di riservatezza e delle limitazioni previste per la documentazione ricevuta è parte integrante della stessa procedura. Montedomini – prosegue l'Asp – garantirà pienamente il diritto di accesso. Con la stessa fermezza tutelerà la corretta gestione, l’utilizzo e la riservatezza della documentazione messa a disposizione".

Immobili e dati patrimoniali

"Sui numeri del patrimonio – dicono da Montedomini – occorre evitare di confrontare dati che non hanno lo stesso perimetro. Il dato degli 11 immobili riguarda le unità destinate esclusivamente agli affitti brevi. Altri numeri richiamati nel dibattito riguardano invece immobili nei cui contratti non è esclusa, in presenza dei requisiti di legge, una forma di utilizzo turistico-ricettivo. Sono categorie diverse e non possono essere trattate come equivalenti.Lo stesso vale per gli immobili commerciali: i 30 fondi locati ad uso commerciale e/o artigianale rappresentano la consistenza complessiva indicata dall’Azienda; i sei contratti trasmessi nell’ambito dell’accesso del 27 luglio sono quelli ricompresi nel perimetro temporale 2022-2026 richiesto nell’istanza".

"Quanto alla differenza tra 216 e 232 unità immobiliari richiamate in documenti diversi – aggiungono da Montedomini – i due numeri derivano da basi inventariali differenti, costruite con perimetri e criteri di classificazione non sovrapponibili. Non si tratta quindi di due conteggi contraddittori della stessa identica base patrimoniale, ma di due estrazioni effettuate secondo criteri diversi. Su via Faenza 44 agli atti non risultano attività turistico-ricettive. Quanto a via Magenta 18, Montedomini non detiene attualmente immobili a quell’indirizzo".

Canoni, procedure e investimenti

"Le procedure patrimoniali – sottolineano dall'azienda – non possono essere giudicate isolando un singolo dato dal resto del fascicolo. Canone, durata, lavori, investimenti, scomputi e valore finale delle migliorie devono essere letti insieme. Per via Guelfa 83, ad esempio, i circa 406 mila euro richiamati rappresentano la quota prevista a scomputo, mentre il quadro dei lavori indicato dagli uffici è pari ad almeno 900 mila euro. Ridurre la valutazione dell’operazione al solo importo del canone significa quindi non considerare una parte sostanziale delle condizioni economiche della procedura".

Via Faenza 38

"Anche su via Faenza 38 la cronologia degli atti deve essere ricostruita correttamente e nella sua interezza. Sulla situazione del nucleo precedentemente presente nell’immobile Montedomini si è già espressa pubblicamente nel comunicato stampa diffuso il 5 settembre scorso, fornendo elementi puntuali che restano integralmente confermati. In quella sede l’azienda aveva chiarito che il trasferimento era avvenuto in un contesto nel quale l’alloggio risultava occupato senza titolo dal 2008 e presentava condizioni che rendevano necessario intervenire anche sotto il profilo della sicurezza. Montedomini aveva inoltre precisato di essersi autonomamente attivata per individuare una soluzione alternativa, mettendo a disposizione un immobile di circa 100 metri quadrati in via del Porcellana, attraverso un contratto con canone fortemente calmierato. L’immobile di via Faenza è stato successivamente integralmente ristrutturato nell’ambito della nuova procedura. Si tratta dunque di circostanze già chiarite pubblicamente dall’azienda e documentate: riproporre la vicenda senza tenere conto di questi elementi – proseguono dall'Asp – significa restituirne una rappresentazione parziale, sulla quale Montedomini ritiene necessario ribadire ancora una volta i fatti già comunicati. L’avviso di locazione è stato pubblicato il 18 aprile 2023, sulla base della determinazione di autorizzazione n. 90 del 17 aprile 2023, con termine per la presentazione delle offerte fissato al 18 maggio. La variante urbanistica comunale sugli affitti brevi è stata invece adottata il 2 ottobre 2023. Il contratto è stato sottoscritto il 23 ottobre 2023, ma quella data rappresenta l’atto finale di una procedura pubblica avviata quasi sei mesi prima dell’adozione della variante. Utilizzare la sola data della firma del contratto per ricostruire l’intera vicenda significa omettere la sequenza degli atti che ha condotto alla sottoscrizione. Ed è precisamente questo il tipo di lettura parziale che Montedomini ritiene necessario superare attraverso l’esame completo della documentazione".

Il lavoro del Cda

"È vero, il Consiglio di amministrazione sta dedicando particolare attenzione alla gestione patrimoniale. Per un semplice motivo: il patrimonio non è separato dalla funzione sociale dell’Azienda, ne sostiene in misura rilevante la sostenibilità economica. Nel 2025 i ricavi derivanti dal patrimonio sono stati pari a 2.289.789 euro, circa il 19% dei ricavi complessivi. È su questa base che ogni scelta deve essere valutata: tutela del patrimonio, interesse pubblico e capacità dell’azienda di garantire i propri servizi", sottolineano da Montedomini.

Selezione del direttore generale

"Anche sulla procedura per il nuovo direttore generale – dicono dall'azienda - è necessario attenersi agli atti. Si tratta di una procedura di selezione pubblica comparativa. La commissione, composta da tre membri nominati dal Consiglio di amministrazione, esamina i curricula e svolge i colloqui dei candidati selezionati, formulando al CdA una rosa di massimo cinque nominativi. La scelta finale compete al Consiglio di amministrazione. Sono state individuate professionalità tecniche esperte nelle materie oggetto della selezione, nel rispetto delle incompatibilità previste".

"Montedomini continuerà a mettere a disposizione gli atti, a rispondere alle richieste e a fornire tutti i chiarimenti dovuti. Ma trasparenza e disponibilità non significano accettare che documenti e risposte vengano sistematicamente ignorati, letti in maniera parziale o utilizzati fuori dal loro contesto. L’azienda continuerà quindi a rispondere nel merito alle ricostruzioni che non trovano riscontro nella documentazione e, allo stesso tempo, tutelerà con fermezza la corretta gestione, l’utilizzo e la riservatezza degli atti che vengono messi a disposizione", conclude l’Asp.

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