
Due giorni di studi della Fondazione Dramma Popolare, con l'inaugurazione del nuovo Museo dedicato al murale di Tropei e alle opere di Lotti e Greco
Non una semplice figura consegnata alla storia o custodita nella devozione, ma una presenza viva, capace di interrogare la contemporaneità e di abitare i linguaggi del nostro tempo. È questo il San Francesco emerso dal convegno "«San Francesco nella narrazione spettacolare: teatro, musica, nuovi media", ospitato nella cornice del convento monumentale di San Miniato.
Promossa dalla Fondazione Dramma Popolare, guidata dal presidente Marzio Gabbanini, insieme al Museo Biblioteca dell’Attore di Genova e all’Accademia Properziana di Assisi, in collaborazione con Nuovi Orizzonti, l’iniziativa ha riunito per due giorni studiosi, esperti e artisti per esplorare la figura del Poverello attraverso le arti della scena e della comunicazione.
Al microfono si sono alternati, tra gli altri, Andrea Mancini, Simone Marchesi, Maximilian Nisi — già interprete del Santo per il Dramma Popolare nel 1998 —, Fulvia Angeletti, Samuele Chiovoloni, Don Vincenzo Arnone, Gianni Poli, Andrea Scappa, Marco Moretti e Alessandro Tinterri. Un mosaico di interventi che ha tracciato la continuità di un percorso ideologico ed estetico lungo decenni, da "Il Poverello" di Jacques Copeau (1950) fino al recente "La ferita, la letizia" di Davide Rondoni.
L’evento è stato anche l’occasione per inaugurare il nuovo Museo gestito da Nuovi Orizzonti, alla presenza dell’assessore comunale Matteo Squicciarini. Il polo culturale nasce attorno al murale sul Cantico delle Creature, realizzato negli anni ’70 da Pietro Marchesi (Tropei), affiancato dall’Annunciazione scultorea di Dilvo Lotti e dalle opere su iuta di Giulio Greco.
L'iniziativa conferma così come la spiritualità francescana sappia farsi ancora oggi arte, visione e narrazione viva, ponendo domande profonde alla società contemporanea.
Fonte: Ufficio Stampa Fondazione Dramma Popolare
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