Bilancio Firenze, Bambagioni: "Disallineamento da oltre 31 milioni nei conti con Plures"

Paolo Bambagioni
Paolo Bambagioni

Il presidente della Commissione Controllo chiede chiarimenti alla Giunta Funaro. Differenze per 29,3 milioni sui debiti e 2,2 milioni sui crediti


Un disallineamento contabile da oltre 31 milioni di euro emergerebbe dal confronto tra i conti di Palazzo Vecchio e quelli di Plures S.p.A., partecipata attiva nei servizi ambientali. Le differenze risultano dal prospetto di riconciliazione contenuto nell’allegato al Bilancio 2025 del Comune.

A dirlo è secondo il Consigliere Comunale Gruppo consiliare Lista Civica Eike Schmidt e presidente della Commissione Controllo del Comune di Firenze Paolo Bambagioni.

Sul fronte dei crediti, secondo Bambagioni, Palazzo Vecchio dichiara di vantare nei confronti di Plures 40.019,68 euro, mentre la società registra debiti verso il Comune per 2.244.800,18 euro, con una differenza di circa 2,2 milioni. Ancora più consistente lo scostamento relativo ai debiti del Comune. L’amministrazione fiorentina iscrive a bilancio 11.659.309,69 euro nei confronti della partecipata, mentre Plures indica crediti verso Palazzo Vecchio per 40.999.397,75 euro. La differenza raggiunge così circa 29,34 milioni di euro.

A spiegare almeno in parte il disallineamento sono le note contenute nello stesso documento. La voce principale, pari a 31.236.711,67 euro, riguarda somme contabilizzate da Plures come crediti nei confronti del Comune che, riferisce Bambagioni, non risultano presenti nei Piani economico-finanziari approvati da ATO. La società ipotizza tuttavia che queste somme possano trovare collocazione nei PEF futuri.

A questa cifra si aggiungono altre partite ancora da definire: oltre 1,25 milioni di euro per lavori e prestazioni in corso di verifica da parte del Comune, circa 1,99 milioni di dividendi relativi agli esercizi 2023 e 2024 contabilizzati da Plures ma imputati dal Comune al 2025 e circa 944mila euro relativi all’Iva in regime di split payment. Figurano inoltre 275mila euro di fatture considerate da Plures non saldate al 31 dicembre 2025 ma rifiutate dal Comune e poco più di 30mila euro per prestazioni di sanificazione e smaltimento di rifiuti speciali ancora in fase di verifica.

"L’analisi dell’allegato lascia pochi dubbi: il debito che il Comune iscrive a bilancio non è lo stesso che iscrive Plures. Con le note si prova a giustificare lo scostamento, ma in contabilità questi numeri devono coincidere in modo identico. Non possono esserci due verità diverse" afferma Bambagioni.

Il presidente della Commissione Controllo esprime inoltre "forte preoccupazione" per i tempi necessari all’allineamento delle partite ordinarie e manifesta perplessità soprattutto sulla possibilità di rinviare i 31 milioni ai prossimi Piani economico-finanziari, parlando di un meccanismo che, a suo giudizio, sembrerebbe configurarsi come «finanza creativa».

Secondo Bambagioni, la questione potrebbe avere anche conseguenze sulle tariffe pagate dai cittadini. Dal momento che il costo del servizio rifiuti viene coperto attraverso la Tari, sostiene il consigliere, l’eventuale recupero dei 31 milioni nei PEF dei prossimi anni potrebbe riflettersi sulle bollette.

Bambagioni chiede quindi alla Giunta Funaro di chiarire in Consiglio comunale la natura della somma da oltre 31 milioni di euro e ad ATO di precisare se e quando intenda riconoscerla e quale potrebbe essere l’eventuale impatto sulla tariffa dei rifiuti. Il presidente della Commissione Controllo sollecita infine il Collegio dei revisori e la Corte dei conti a verificare la regolarità della riconciliazione contabile.

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