Il Rione Il Vicario conquista la X edizione di Calambur

Doppia vittoria per il Rione Il Vicario, che si aggiudica sia le sfide dei ragazzi sia quelle degli adulti. Una giornata all’insegna della partecipazione, della tradizione e della sana competizione


Si è svolta ieri a Certaldo la X edizione di Calambur – La Disfida dei Rioni, manifestazione organizzata dall’Associazione Culturale Elitropia, con il patrocinio del Comune di Certaldo e la direzione artistica di Riccardo Diana.

A conquistare il Cencio della Vittoria dipinto dalla scuola di acquerello “Io sposto l’acqua”, diretta da Massimo Tosi è stato il Rione Il Vicario, che ha ottenuto una doppia affermazione, imponendosi sia nelle sfide dedicate ai ragazzi sia in quelle degli adulti.

La giornata ha visto i sei Rioni cittadini – Alberone, Fonti, I’ Mulino, Canonica, I Cipressi e Il Vicario – confrontarsi in una serie di prove ispirate alla tradizione della manifestazione, tra abilità, forza, coordinamento e spirito di squadra. Ad accompagnare il corteo e i giochi sono stati anche gli sbandieratori e musici della Contrada San Pierino di Fucecchio.

La competizione ha preso il via con il gioco dei Cavalieri della Sabbia, seguito dal gioco del Carro e dal gioco dei Pani, prove affrontate sia dagli adulti sia dai ragazzi. Al termine delle diverse sfide, il Rione Il Vicario ha conquistato il primo posto in entrambe le categorie.

Particolarmente significativo anche il Cencio della Vittoria, realizzato per questa decima edizione dalla scuola di acquerello “Io sposto l’acqua”, diretta da Massimo Tosi, realtà attiva a Certaldo da oltre vent’anni e impegnata nella formazione e nella valorizzazione di nuovi talenti, in particolare valdelsani.

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«La decima edizione di Calambur è stata una giornata molto bella – dichiarano Grazia Palmieri, presidente dell’Associazione Culturale Elitropia, e Riccardo Diana, direttore artistico della manifestazione – sia per le condizioni favorevoli sia, soprattutto, per come si è svolta la manifestazione. Non ci sono stati contrasti né contestazioni: tutto si è svolto all’insegna di una sana competizione, del rispetto tra i Rioni e di una particolare concordia, che è proprio uno degli aspetti più importanti di un gioco che nasce dalla partecipazione di tutti».

«Calambur nasce dall’unione di due parole che richiamano anche la tradizione boccaccesca, “calandrino” e “burla”. Da questa fusione nasce un nome che conserva il legame con la tradizione di Boccaccio, ma che allo stesso tempo introduce qualcosa di nuovo: la suddivisione della città in sei Rioni e la creazione di giochi attraverso i quali confrontarsi e ritrovarsi. La partecipazione è infatti uno degli elementi più importanti della manifestazione: non riguarda soltanto la giornata finale, ma anche tutte le prove, la preparazione e il lavoro che la precedono».

«È proprio questo il valore che vogliamo sottolineare: la possibilità per generazioni diverse di incontrarsi e lavorare insieme, nella scoperta del fare e del partecipare a qualcosa di comune. La trasversalità del gioco, che coinvolge persone di età e realtà sociali diverse, rappresenta forse l’aspetto più significativo di Calambur, perché crea coesione e offre alla comunità un’occasione per ritrovarsi attorno a un progetto condiviso».

«In questa edizione – proseguono Palmieri e Diana – abbiamo avuto anche una manifestazione accompagnata da un gioco di carte appositamente realizzato e ispirato ai Tarocchi e agli Arcani maggiori, oltre alla presenza degli sbandieratori e musici della Contrada San Pierino di Fucecchio. Siamo molto soddisfatti di come è andata la giornata e del riscontro che abbiamo avuto. Questa decima edizione ci dà un ulteriore impulso a consolidare la manifestazione e a lavorare perché possa crescere e ampliarsi sempre di più nelle sue diverse componenti».

Con la doppia vittoria del Rione Il Vicario, si chiude così la decima edizione di Calambur, una manifestazione che continua a unire gioco, tradizione, identità cittadina e partecipazione, coinvolgendo insieme bambini, ragazzi e adulti in un appuntamento che mette al centro la comunità.

Fonte: Comune di Certaldo - Ufficio Stampa

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