
Fondazione Giovanni Paolo II e le famiglie ospitate raccontano il percorso iniziato un anno fa: appuntamento il 26 settembre a Sant'Agata in Arfoli
È trascorso un anno da quando la canonica della piccola chiesa di Sant'Agata in Arfoli, sulle colline di Reggello, ha aperto le sue porte alla prima famiglia arrivata dalla Striscia di Gaza per motivi sanitari. Col lavoro della Fondazione Giovanni Paolo II, l’accoglienza della parrocchia e della comunità e il supporto logistico del Comune, quella casa è diventata molto più di un luogo dove abitare: è stata il punto di partenza di un percorso pensato per accompagnare le famiglie nella cura dei propri figli e offrire loro la possibilità di immaginare un futuro diverso.
Nelle settimane successive sono arrivati altri due nuclei familiari, anch'essi provenienti dalla Striscia di Gaza e in Italia per consentire ai propri bambini di ricevere le cure necessarie. Tre famiglie che hanno trovato nell'accoglienza della comunità di Reggello non soltanto un tetto, ma una rete di persone e realtà impegnate ad accompagnarle nella vita quotidiana.
I bambini sono stati inseriti nelle scuole del territorio, mentre gli adulti hanno iniziato a studiare la lingua italiana, primo passo per raggiungere una maggiore autonomia, trovare un lavoro e, nel tempo, una soluzione abitativa propria. L'obiettivo del progetto della Fondazione Giovanni Paolo II – da dieci anni impegnata nell’accoglienza di famiglie di richiedenti asilo - è infatti quello di accompagnarli nel passaggio dall'emergenza a una nuova quotidianità, sostenendole nel percorso di integrazione e di autonomia.
A un anno dall'arrivo della prima famiglia, la Fondazione Giovanni Paolo II racconta insieme agli ospiti questo percorso e riporta l'attenzione sulla situazione della Terra Santa e sulla condizione delle popolazioni che continuano a vivere le conseguenze della guerra.
È questo il senso dell'incontro "La situazione in Terra Santa raccontata da chi la vive ogni giorno", in programma sabato 26 settembre alle ore 10.30 nella chiesa di Sant'Agata in Arfoli, a Reggello.
L'iniziativa, promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II insieme alla parrocchia, nasce dal desiderio di offrire alla comunità un'occasione di riflessione e approfondimento attraverso la testimonianza diretta di chi opera quotidianamente in Terra Santa e di chi ha vissuto sulla propria pelle le conseguenze del conflitto.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Reggello Piero Giunti e l'introduzione di don Roberto Brandi, parroco dell'unità parrocchiale di Reggello e Cascia, si terrà l'incontro "Con gli occhi dei testimoni".
A raccontare la situazione in Terra Santa sarà padre Ibrahim Faltas, membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Giovanni Paolo II, suo legale rappresentante in Terra Santa e direttore delle Scuole della Custodia di Terra Santa: porterà la sua conoscenza e testimonianza diretta di quanto sta avvenendo in Palestina, a Gaza e in Cisgiordania, ma anche in Libano e nello stesso Israele. Al suo intervento si affiancheranno le testimonianze delle famiglie provenienti da Gaza ospitate dalla comunità di Sant'Agata. A condurre il confronto sarà Riccardo Bigi, redattore di Toscana Oggi.
La presenza di padre Ibrahim e la voce diretta delle famiglie permetteranno di guardare alla situazione della Terra Santa non soltanto attraverso i numeri e le cronache del conflitto, ma attraverso le storie delle persone. Storie che raccontano la necessità delle cure, la fuga dalla guerra, la perdita delle proprie sicurezze e, allo stesso tempo, la possibilità di ricominciare quando intorno a una famiglia si costruisce una rete di accoglienza.
Fonte: Fondazione Giovanni Paolo II
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