Keu sulla 429, Masi: "Nessun monitoraggio dal 2023". Il Comune: "Ultimi dati del 2025. Sollecitato enti competenti"

Gli ultimi monitoraggi, da quanto appreso, risalgono al 2025 ma i risultati non sono stati resi noti. Sui più recenti il Comune ha sollecitato gli Enti


"Io sono abbastanza esterrefatto: è da fine 2023 che quei pozzi non vengono controllati. La nostra interrogazione è del primo luglio e ancora non abbiamo controlli di quell'acqua. Abbiamo letto tutti cosa è successo a Crespina Lorenzana. Non capisco sinceramente cosa si aspetti ad alzare il telefono, chiamare l'ARPAT e dirgli 'Ti devi muovere', oppure la Regione o la Città Metropolitana", così il consigliere Leonardo Masi a seguito delle risposte dell'Amministrazione comunale all'interrogazione presentata dal gruppo consiliare Buongiorno Empoli sulla situazione dei monitoraggi ambientali sul Keu nell'area della strada regionale 429 e sulle iniziative del Comune nel procedimento giudiziario.

Dal dibattito in aula, infatti, emerge che nonostante i solleciti dell'Amministrazione comunale non sarebbe effettivamente stato ancora depositato il monitoraggio previsto dalla determina con cui si disponeva la messa in sicurezza permanente (MISP) dell'area nel marzo 2026, dopo il quale si parò appunto di "controlli semestrali".

Secondo Buongiorno Empoli gli ultimi campionamenti "risalgono al fine 2023" (leggi qui), ma da quanto appreso monitoraggi più recenti sarebbero stati fatti nell'aprile del 2025, come confermò anche l'Amministrazione comunale attraverso l'assessora Mannucci (leggi qui), ma i dati, che pare siano stati consegnati al Comune, non sono stati resi noti.

 

L'oggetto dell'interrogazione

A seguito di quanto avvenuto nel comune di Crespina Lorenzana, dove è stata registrata un'elevata concentrazione di cromo esavalente nelle acque profonde dei pozzi vicini a uno dei siti in cui è stato sversato illegalmente il Keu, il gruppo consiliare Buongiorno Empoli ha presentato un'interrogazione per conoscere lo stato dei monitoraggi.

Nell'interrogazione si chiedeva se sia stato effettuato il collaudo della MISP e se siano ufficialmente ripresi i monitoraggi ambientali dai piezometri esistenti e da quelli di nuova installazione, se l'amministrazione intenda garantire la pubblicazione periodica dei dati di monitoraggio sul sito del Comune, e "se l'amministrazione comunale ritenga sufficienti gli interventi di messa in sicurezza effettuati oppure continui a valutare necessaria la rimozione completa dei materiali contaminanti, soprattutto alla luce delle recenti notizie", ribadendo la propria contrarietà alle soluzioni alternative alla bonifica.

 

La risposta dell'Amministrazione comunale

A fornire i chiarimenti a nome della giunta è stata l'assessora Mannucci, che ha ricostruito il quadro delle competenze tecniche e lo stato dell'azione legale, ricordando che la Città Metropolitana è incaricata dei controlli sullo stato del deposito cementizio, degli ancoraggi, dei sistemi di drenaggio e della pavimentazione; il Commissario Unico cura il monitoraggio semestrale, per cinque anni, delle acque sotterranee; ARPAT svolge invece le verifiche in contraddittorio sui campionamenti della falda.

Mannucci ha spiegato che "con nota del 26 febbraio 2026 sono stati richiesti aggiornamenti ai soggetti coinvolti" e che, in assenza di riscontro, "è stato fatto un sollecito perché non è arrivata risposta e quindi questa amministrazione ha sollecitato perché era una prescrizione della determina dirigenziale". Il sollecito è datato 3 luglio.

Anche se non ne è stato fatto cenno durante la seduta in consiglio comunale, il Comune, però, ha precisato in un secondo momento che gli ultimi monitoraggi sono dell'aprile 2025, anche se ad oggi, come già spiegato precedentemente, non sono stati resi noti i risultati.

In merito alla scelta della MISP rispetto alla rimozione totale dei rifiuti, l'assessora ha evidenziato che l'intervento ha ottenuto "i pareri favorevoli degli enti tecnici di controllo" in conferenza dei servizi.

Mannucci ha anche precisato che la decisione non è stata dettata solo da ragioni economiche, ma anche da valutazioni d'impatto ambientale e sicurezza: "Capisco che ci si voglia soffermare sul tema economico, in realtà era anche un tema di benefici non solo economici; era emerso da dalle varie verifiche che un'eventuale bonifica poteva anche per peggiorare la situazione perché quel materiale poteva dispendersi"

 

Masi: "Bloccare 429 fino a consegna analisi"

Il confronto in aula si è quindi concluso con la replica del consigliere Masi, che si è detto "esterrefatto" dei tempi e della scarsa fermezza nell'azione dell'Amministrazione comunale, notando peraltro come il sollecito del Comune sia stato trasmesso il 3 luglio 2026, "due giorni dopo il deposito dell'interrogazione consiliare, vuol dire che questa interrogazione ha suscitato un ricordo"

"Io ho visto sindaci - prosegue - che si sono incatenati di fronte a le discariche per non farle riaprire, sindaci che sono andati in mezzo di strada. Qui ci vuole sindaci e giunta che vanno di fronte a quei pozzi e dice 'Io blocco la 429 finché non vedo gli enti preposti che vengono qui e fanno le analisi. Perché non posso permettere che l'acqua dei miei cittadini sia inquinata così come è successo a Crespina Lorenzana'. Non ci siamo resi conto del danno ambientale che quella lavorazione ha costruito a Empoli in tutta la Toscana probabilmente e anche fuori dalla Toscana"

BE ha quindi annunciato l'intenzione di proseguire la battaglia con "tutte le denunce possibili e immaginabili".

Il procedimento giudiziario

Nella interrogazione si chiedeva anche quali azioni legali o eventuali impugnazioni l'ente intenda intraprendere nell'ambito del procedimento penale sul Keu.

L'assessora Mannucci ha chiarito che il Comune non può impugnare direttamente la sentenza di non luogo a procedere emessa al termine dell'udienza preliminare: "Questa sentenza non può essere impugnata dall'ente, ma solo dal pubblico ministero titolare del fascicolo davanti alla Corte d'Appello". Qualora il pm presenti appello, "il Comune sarà legittimato a partecipare al procedimento d'appello".

Per gli imputati e i capi d'imputazione per i quali è stato disposto il rinvio a giudizio, l'amministrazione ha invece deciso di proseguire l'azione già intrapresa: "Il Comune ha stabilito di continuare a svolgere la sua attività difensiva in qualità di parte civile nell'ambito della fase dibattimentale davanti al tribunale di Pisa". In caso di appello del pubblico ministero contro il non luogo a procedere, il Comune continuerà inoltre "l'azione civile già intrapresa con la costituzione di parte civile".

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