
Le precisazioni in vista della manifestazione, il 24 settembre dalle 16 alle 18, e del "tavolo congiunto" annunciato dal Comune con negozianti e associazioni di categoria
"Abbiamo iniziato la protesta autonomamente, hanno aderito decine di commercianti, poi è arrivato il comunicato del Comune in cui si annunciava un incontro con le associazioni di categoria, ma questa protesta è nata come indipendente, con l'idea di farsi ascoltare direttamente dal sindaco. L'invito del sindaco, nelle stesse ore della manifestazione, è stata un'operazione scorretta", così i commercianti promotori della nota con cui, dopo gli allagamenti dello scorso 17 settembre, sono state raccolte le firme per aderire alla serrata di due ore e alla manifestazione davanti al Comune di Empoli, in programma per domani, dalle 16 alle 18.
Dopo la notizia della serrata, a cui avrebbero aderito circa 60 commercianti, il Comune di Empoli, attraverso una nota, aveva invitato le associazioni di categoria e i commercianti ad un "tavolo congiunto" per stilare un "patto condiviso" proprio durante le due ore di serrata; un tavolo che è stato aperto a tutte le le associazioni di categoria (qui le note di Confcommercio, CNA, Confesercenti) le quali avrebbero a loro volta richiesto un incontro.
Al di là di chi abbia tra le mani al bandierina del primo invito, i firmatari dell'appello non sembrano aver apprezzato il modus operandi, rivendicando invece l'autonomia dell'iniziativa dei commercianti: "L'idea era di farsi ascoltare direttamente dal sindaco, chiedendogli anche di fare un giro nel centro con le serrande chiuse per fargli vedere cosa rischia di essere il centro storico".
I promotori spiegano di aver consegnato e protocollato oggi una lettera al sindaco proprio per chiedere di scendere in strada, parlare e fare un giro con i commercianti, rivendicando l'autonomia dell'iniziativa dal tavolo di confronto.
I promotori precisano che la protesta non vuole rappresentare un attacco alle associazioni di categoria: "Noi come commercianti non è che non ci sentiamo rappresentati, molti di noi aderiscono; le associazioni hanno giustamente accettato l'invito per fare i nostri interessi", ma sottolineano che "l'iniziativa doveva essere autonoma, così si è voluto mettere un filtro tra Comune e noi". I promotori rivendicano quindi di essere parte, ma autonomi, nella protesta e nel dialogo, e mettono anche i puntini sulle ì: "Si è scritto che eravamo 14 commercianti, ma si dimentica abbiamo raccolto oltre 60 adesioni"
Il problema non riguarderebbe soltanto gli ultimi episodi di allagamento, ma una serie di criticità che si trascinerebbero da tempo, come le questioni relative al decoro del centro, alla sicurezza e ai controlli sugli immobili e sui fondi commerciali: "Gli allagamenti sono stati solo l'ariete con cui si sfonda una porta che doveva essere sfondata. Sono ormai tre anni cerchiamo un incontro con il sindaco, ma le risposte sono inadeguate. Ci sono altre problematiche e le porteremo all'attenzione dell'Amministrazione"
Una iniziativa, quella di domani, che già era stata criticata dai comitati cittadini riuniti sotto la sigla dell'Unione Cittadini Alluvionati, i quali hanno chiesto attraverso una nota di essere ammessi al tavolo di dialogo per esporre le problematiche di tutta la cittadinanza e hanno annunciato la loro partecipazione.
Al momento resta da capire se l'Unione Cittadini Alluvionati sarà o meno parte di quel tavolo, né se il sindaco accetterà la richiesta di 'separare i tavoli' e dedicare uno spazio di quelle due ore per parlare con i commercianti. L'appuntamento è a domani.
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