
Per Stella e Ferri "è inutile girarci intorno, serve struttura nella regione". L'ex primo cittadino e capogruppo di Avs Falchi: "Se intendono proseguire troveranno un'intera comunità e istituzioni pronte a dare battaglia in ogni sede"
"A Ravenna, sui 34 migranti irregolari giudicati inidonei ad essere trasferiti in un Cpr, oltre il 25% hanno commesso, nel giro di pochi giorni, gravi crimini sul territorio, come furti, spaccio, molestie e accoltellamenti. Siamo qui a chiedere quanti, tra gli 80 immigrati giudicati inidonei ad andare nel Cpr nel territorio di riferimento dell'Asl Toscana Centro, hanno compiuto atti delittuosi. E vorremmo avere anche i dati sui territori di competenza delle altre Aziende sanitarie locali della nostra regione". È quanto chiedono, in un'interrogazione, i consiglieri regionali di Forza Italia, Marco Stella e Jacopo Ferri ricordando che la Procura di Ravenna sta indagando su una presunta associazione per delinquere finalizzata alla formazione di falsi certificati per impedire l'invio di cittadini stranieri irregolari nei Cpr, inchiesta che ha portato a perquisizioni anche a Firenze e Livorno.
"È inutile girarci intorno - continuano Stella e Ferri -. La Toscana ha assolutamente bisogno di un Centro di permanenza per i rimpatri. Forza Italia propone che ne venga realizzato uno a Sesto Fiorentino, una zona ricca di aree isolate e periferiche, ma al contempo centrale nella geografia della nostra regione, vicina ad autostrade, aeroporto, stazione ferroviaria e a grandi sedi di polizia e delle forze dell'ordine. Chiediamo che la Regione Toscana promuova, in raccordo con altri enti e con l'autorità giudiziaria, verifiche ispettive al fine di accertare eventuali responsabilità nella vicenda del rilascio di certificazioni mediche non veritiere, finalizzato ad impedire il trattenimento di cittadini stranieri irregolari presso i Cpr".
Proposta che ha provocato reazioni e commenti, a partire dal sindaco di Sesto Fiorentino Damiano Sforzi. "Sesto Fiorentino non è e non sarà il luogo dove confinare le persone e dove spostare fisicamente problemi che la politica nazionale non è stata capace di affrontare" scrive in un post pubblicato sulla propria pagina social. "La nostra posizione sui CPR è chiara: un fenomeno complesso come l’immigrazione non può essere affrontato semplicemente moltiplicando i luoghi di detenzione amministrativa. Per noi sicurezza significa legalità e rispetto delle regole, ma anche politiche serie di integrazione, lavoro, inclusione e coesione sociale. Una comunità è più sicura quando nessuno viene lasciato nell’invisibilità e nella marginalità. C’è poi il metodo con cui è stata indicata Sesto. Si parla di autostrada, ferrovia, aeroporto e di presunte aree isolate. Ma Sesto non è una cartina geografica: tra quelle infrastrutture ci sono quartieri abitati, imprese, il Polo scientifico e universitario, luoghi di lavoro, associazioni e una comunità viva. La nostra città ha costruito nel tempo la propria identità sulla solidarietà, sull’accoglienza e sulla tutela dei diritti. Sono principi che hanno guidato scelte concrete e che non intendiamo mettere da parte".
Le interrogazioni e la risposta dell'assessora Monni
Nell'Aula di palazzo del Pegaso, il 22 settembre, due le interrogazioni sui Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), una del gruppo di Fratelli d’Italia e l’altra di Forza Italia, cui ha risposto l’assessora a sanità e politiche sociali Monia Monni. Le interrogazioni sono state mosse dall'inchiesta in corso e dalle perquisizioni eseguite anche a Firenze e Livorno. Nell'interrogazione di FdI, si legge in una nota del Consiglio regionale, si fa riferimento in particolare a dati sanitari relativi al territorio toscano dai quali risulterebbe che – specificatamente nell’Azienda Usl Toscana centro – circa il 30 per cento delle persone sottoposte a visita nel 2025 sia stato dichiarato non idoneo al trattenimento, evitando così l’espulsione.
"Quale il quadro delle certificazioni di inidoneità emesse negli anni 2025 e 2026 suddiviso per ciascun presidio ospedaliero e Pronto Soccorso? Quale lo stato di avanzamento della firma dei Protocolli d’intesa tra le Prefetture e le Aziende Sanitarie della Toscana, e quali linee guida trasparenti e uniformi si intendano adottare per standardizzare ed esaminare la correttezza dei processi di certificazione medica pre-ingresso nei Cpr? Quali iniziative urgenti la Giunta intenda intraprendere per garantire che la tutela della salute avvenga nella massima trasparenza?" E ancora: "L’esecutivo intende attivarsi, anche in raccordo con l’Autorità Giudiziaria e con il Ministero dell’Interno, per promuovere verifiche ispettive e per costituirsi parte attiva al fine di accertare eventuali responsabilità?". Queste, in sintesi, le richieste che gli interroganti di entrambi i gruppi hanno rivolto all’esecutivo regionale.
L’assessora Monia Monni ha affermato che la Giunta regionale è a conoscenza delle segnalazioni e del procedimento giudiziario. Le Aziende sanitarie, ha proseguito, hanno assicurato piena collaborazione all’Autorità giudiziaria. I dati sulle certificazioni tuttavia non sono uniformi sul territorio regionale, ha spiegato Monni ricordando come la Regione non abbia competenze specifiche. E dopo aver passato in rassegna alcuni dati, relativi alla percentuale di idonei al trattamento e alla sottoscrizione di protocolli, anche per quantificare e distinguere le diverse patologie, ha aggiunto che "i medici rilasciano certificazioni in scienza e coscienza – ha concluso Monni – e la responsabilità che si assumono è grande, come grande deve essere il nostro rispetto per chi fa un lavoro così delicato; non possiamo fare il processo ai medici, nessuna cura può essere considerata un reato".
Proposta del Cpr a Sesto Fiorentino, commenti e reazioni
"Mi sembrano i soliti annunci della destra, prima Aulla, poi Sesto Fiorentino" ha detto la sindaca Sara Funaro a margine della seduta del Consiglio della Città Metropolitana. Ad Aulla, in questi giorni, è iniziato un presidio permanente davanti all'area ex Cimeco di Pallerone, indicata tra le possibili sedi in Toscana per la realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr): la mobilitazione riunisce cittadini e rappresentanti di associazioni contrari al progetto. "Io ho sempre detto che i Cpr come sono non vanno assolutamente bene, che non sono quelle le soluzioni, le soluzioni sono altre". Funaro ha inoltre aggiunto che "quando ci sono persone che delinquono devono essere rimpatriate: questo deve essere fatto ampliando tutti quelli che sono gli accordi bilaterali e dall'altra parte" è necessario fare "percorsi di inclusione per persone che hanno fragilità. La strada è questa, il resto è propaganda".
"I Cpr non sono la soluzione a nessuna problematica migratoria, ma rappresentano esclusivamente dei buchi neri per i diritti umani, luoghi in cui la dignità delle persone viene sistematicamente calpestata per mera propaganda ideologica". Così Lorenzo Falchi, capogruppo in Consiglio regionale di Avs ed ex sindaco di Sesto Fiorentino. "La destra dovrebbe sapere bene che la comunità sestese ha una storia profondamente radicata nell'accoglienza, nella solidarietà e nell'integrazione. Se davvero vorranno perseguire questa strada sappiano fin da ora che troveranno un'intera comunità e delle istituzioni salde, compatte e pronte a dare battaglia in ogni sede. A Sesto Fiorentino e in Toscana non c'è, e non ci sarà mai, spazio per le politiche della reclusione e della disumanità".
"Sostengo la posizione del sindaco Damiano Sforzi e dell’amministrazione comunale di Sesto Fiorentino. I Cpr sono una risposta sbagliata, a Sesto Fiorentino come altrove" dichiara Monia Monni, assessore alla sanità e alle politiche sociali della Toscana. "Trattenere le persone non risolve le cause dell’immigrazione, non governa gli arrivi e non costruisce sicurezza. La proposta di Forza Italia sceglie un luogo dove confinare le persone, senza affrontare il problema". Monni rivendica al contrario "l’esperienza diversa" fatta in Toscana già quindici anni fa: quella dell’accoglienza diffusa, "dove Comuni, associazioni e comunità locali hanno costruito progetti che accompagnano le persone nell’apprendimento della lingua, nella formazione, nel lavoro e nelle relazioni con il territorio". "È così – dice - che l’accoglienza diventa inclusione. Ed è da quell’esperienza che dobbiamo ripartire, se vogliamo governare l’immigrazione anziché limitarci a spostare le persone da un luogo all’altro".
Per l’assessora "i decreti sicurezza di salviniana memoria hanno colpito proprio quei percorsi, riducendo le possibilità di inclusione e contribuendo a lasciare più persone nell’irregolarità. Oggi – sottolinea - la destra indica quella marginalità per giustificare nuovi Cpr. Noi diciamo che bisogna ricostruire ciò che è stato smantellato: possibilità concrete di imparare, lavorare e vivere dentro una comunità. È una scelta di giustizia ed è anche il modo più serio di costruire sicurezza, insieme al rispetto delle regole e al contrasto dei reati. Sesto Fiorentino – conclude Monni - ha ragione a respingere questa proposta. La Regione Toscana continuerà a opporsi ai Cpr e a difendere un modello fondato sull’accoglienza diffusa e su progetti di inclusione. È da lì, e da politiche nazionali capaci di sostenerli, che può arrivare una risposta all’immigrazione rispettosa dei diritti e capace di rendere più sicure le nostre comunità". Sostegno al sindaco Sforzi anche dal Pd metropolitano di Firenze, come afferma la segretaria Monica Marini: "Il punto non è scegliere un altro Comune: i CPR sono una risposta sbagliata all’immigrazione. La Toscana ha dimostrato che esiste un’altra strada: l’accoglienza diffusa, costruita con i Comuni e il terzo settore, con percorsi di lingua, formazione e lavoro. I decreti sicurezza hanno indebolito questi strumenti, lasciando più persone nella marginalità. Ripartire da lì significa governare l’immigrazione e costruire comunità più sicure. Stella e Ferri scelgono Sesto perché è vicina all’aeroporto e alle autostrade. Noi crediamo che la politica debba guardare alle persone e investire nei percorsi che permettono loro di vivere nella legalità, non cercare il luogo più comodo in cui confinarle".
Replicando a Funaro, il consigliere di FI Marco Stella interviene nuovamente in una nota: "Riassume in sé tutte le contraddizioni della sinistra. Dice che i Centri di permanenza per il rimpatrio 'non vanno assolutamente bene, le soluzioni sono altre', poi ammette che 'quando ci sono persone che delinquono, devono essere rimpatriate'. Sono tutte scuse e giochi di parole per dire che la sinistra, a cominciare dal Pd, non vuole i Cpr e vuole lasciare gli immigrati irregolari liberi di delinquere e compiere reati. Noi, invece, siamo certi della necessità dei Cpr, la Toscana non ne ha ancora uno per colpa della sinistra che la governa da troppo tempo. Forza Italia non fa annunci, ma proposte concrete e chiede che venga istituito un Centro di rimpatrio a Sesto Fiorentino, che per i suoi spazi e la sua posizione strategica ha le caratteristiche giuste". A Firenze, aggiunge Stella, "sono 1.065 i crimini di strada avvenuti nel 2025 come emerge dal report redatto dalla Fondazione Caponnetto sulla criminalità urbana nel capoluogo toscano, e basato sui dati raccolti nei 12 mesi dello scorso anno. Non passa giorno senza che ci siano spaccate, rapine, risse e accoltellamenti. È la fotografia di una città allo sbando, pericolosa, del resto basta leggere un giornale per rendersene conto. Questi dati fanno il paio con i dati nazionali che vedono Firenze seconda città in Italia per numero di reati in rapporto alla popolazione, con 6.507 reati denunciati ogni 100.000 abitanti, peggio c'è solo Milano. Noi denunciamo l'emergenza sicurezza a Firenze da anni, inascoltati. Alla sinistra questi temi non interessano, e le dichiarazioni odierne della Funaro sono emblematiche di questo disinteresse".
"Funaro parla dei "soliti annunci della destra", mentre Avs annuncia battaglia contro i CPR a Sesto e in tutta Italia. Ma la realtà è un’altra: di fronte all’immigrazione irregolare non si può continuare a rispondere con slogan e ideologia" dichiara Francesco Torselli, europarlamentare FdI-ECR. "Se una persona non ha titolo per restare in Italia e deve essere rimpatriata, lo Stato deve avere gli strumenti per farlo. I CPR servono esattamente a questo e il loro rafforzamento è una scelta di legalità e di sicurezza, non di propaganda. La sinistra ci dica, invece di ripetere che "le soluzioni sono altre", quali sarebbero queste soluzioni e come intenderebbe rendere effettivi i rimpatri. Perché per anni abbiamo assistito a politiche sull’immigrazione che hanno lasciato irrisolto il problema dell’irregolarità. Noi non torniamo indietro: accoglienza e integrazione per chi ha diritto di restare, fermezza e rimpatrio per chi non ha titolo a farlo. Sui CPR il Governo va avanti. La sinistra si metta l’animo in pace: questa volta si farà sul serio".
In una nota Emiliano Fossi, segretario del Pd Toscana, afferma: "Confermiamo, come Partito Democratico della Toscana, la contrarietà nostra contrarietà ai CPR: non è moltiplicando i luoghi di detenzione che si affronta seriamente il tema dell'immigrazione. Quella di Stella e Ferri è l'ennesima uscita propagandistica della destra toscana, costruita su una lettura superficiale del territorio: si contano autostrada, ferrovia e aeroporto sulla cartina, ma si ignora la città reale, fatta di quartieri abitati, imprese, un polo universitario e scientifico, associazionismo diffuso. La sicurezza vera non si costruisce con muri e reclusione, ma con legalità, lavoro, integrazione e coesione sociale. È il modello che la Toscana ha scelto e che continueremo a difendere in ogni territorio della regione. Saremo al fianco delle comunità locali in ogni sede per contrastare questa ipotesi se mai dovesse concretizzarsi. Nel frattempo continuiamo a chiedere alla destra toscana di occuparsi dei problemi veri delle persone, invece di rincorrere slogan elettorali sulla pelle dei più fragili".
"Respingiamo con forza la proposta di Forza Italia di realizzare un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) a Sesto Fiorentino" dichiarano dal Pd di Sesto Fiorentino. "Sesto non è il retrobottega della destra né una periferia di servizio dove scaricare i fallimenti delle politiche nazionali sull'immigrazione. I CPR sono strutture costose, fallimentari e disumane, che non risolvono i problemi ma creano solo tensioni e marginalità. La nostra è una comunità da sempre aperta, coesa e fondata sui valori della solidarietà. Lo abbiamo dimostrato concretamente negli anni attraverso l'accoglienza diffusa, i servizi sul territorio e i percorsi d'inclusione lavorativa e sociale: è soltanto costruendo comunità e togliendo le persone dall'invisibilità che si garantisce la vera sicurezza e la tenuta sociale della nostra città. Per il Partito Democratico la risposta alla complessità non si fa con le sbarre e la propaganda, ma investendo sull'integrazione e sui diritti. A Sesto non c'è spazio per chi sa parlare soltanto di reclusione".
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