
Il Tribunale del lavoro di Firenze ha condannato il ministero della Salute a versare un indennizzo a una donna che, dopo aver ricevuto due dosi di vaccino Comirnaty/Pfizer-BioNTech (16 aprile e 8 maggio 2021), ha sviluppato una sindrome neurologica a distanza di circa quaranta giorni dalla prima somministrazione. Lo riporta La Nazione.
Con la sentenza, pronunciata il 18 settembre, il giudice ha riconosciuto un nesso causale tra le vaccinazioni e la patologia, stabilendo il diritto della donna a un assegno bimestrale più gli arretrati.
Decisiva la consulenza tecnica d'ufficio, che ha escluso altre possibili cause della sindrome e ha concluso che è «più probabile che non» che questa sia legata al vaccino. Il giudice ha chiarito che per riconoscere l'indennizzo non serve una certezza scientifica assoluta, ma basta appunto il criterio della "maggiore probabilità". La consulenza, contestata dall'Avvocatura dello Stato, è stata giudicata dal tribunale plausibile e coerente, tanto da non richiedere un rinnovo della perizia.
Il caso si inserisce in un filone di pronunce simili emesse negli ultimi anni da diversi tribunali italiani, che hanno riconosciuto risarcimenti a persone colpite da sindromi insorte dopo la somministrazione dei vaccini anti-Covid.
Gli avvocati della donna hanno espresso soddisfazione, sottolineando che la loro assistita ha subito una lesione grave e irreversibile.
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