Riformisti per San Miniato: "Verifichiamo il programma del sindaco, servono i fatti"

Il gruppo Riformisti per San Miniato interviene sul programma elettorale dell'amministrazione comunale, chiedendo al sindaco una verifica pubblica di metà mandato sullo stato di attuazione degli impegni assunti nel 2024. Nel mirino, secondo il gruppo, ci sarebbero in particolare scuola, impianti sportivi, manutenzione stradale e centro storico. I Riformisti contestano quella che definiscono una distanza tra gli obiettivi annunciati e i risultati raggiunti e chiedono che, punto per punto, venga chiarito cosa è stato realizzato, cosa è in corso e cosa invece non è stato portato a termine.

La presa di posizione nasce da un commento del sindaco sui social, nel quale il primo cittadino aveva scritto: "È difficile da comprendere che i cittadini mi abbiano eletto anche in base ad un programma elettorale, e che questo programma vada attuato e tradotto in provvedimenti?".


LA NOTA COMPLETA

Il sindaco, durante uno dei suoi passatempi preferiti, quello di commentare sui social con una certa stizza le osservazioni che gli vengono rivolte, ha scritto: "È difficile da comprendere che i cittadini mi abbiano eletto anche in base ad un programma elettorale, e che questo programma vada attuato e tradotto in provvedimenti? Capisco che è difficile da capire".

Parole che, se pronunciate da qualunque altro sindaco, potremmo persino condividere.

Ma quando a pronunciarle è il sindaco di San Miniato, rappresentante di un’amministrazione che governa ormai da anni e che sembra aver trasformato l’inefficienza in una sorta di programma parallelo, quelle stesse parole finiscono inevitabilmente per suscitare un sorriso (anche questo di stizza).

Perché un programma elettorale non può essere soltanto una raccolta di buoni propositi da rispolverare quando serve una replica sui social. È un patto politico con i cittadini. E proprio per questo abbiamo fatto una cosa semplice: siamo andati a rileggerlo.

Abbiamo riletto il programma con il quale il sindaco è stato legittimamente eletto nel 2024. E, con una certa sorpresa (in realtà no), abbiamo ritrovato molti degli stessi obiettivi già contenuti (e non raggiunti) nel programma del 2019.

Sette anni, dunque, sono un periodo sufficientemente lungo per chiedere non più promesse, ma risultati.

E allora veniamo ai fatti.

LA SCUOLA NON È UN COSTO

Nel programma si leggeva che la scuola non è un costo, perché investire nella scuola significa investire nei cittadini di domani.

Siamo perfettamente d’accordo.

Peccato che, a fronte di questa solenne dichiarazione di principio, restino ancora sul terreno molti degli impegni annunciati.

Il nuovo Liceo Marconi moderno e stabile, previsto nell’area tra Molino d’Egola e Ponte a Egola, non è stato realizzato secondo l’impostazione annunciata dall’amministrazione. Ed anzi la Provincia ha scelto autonomamente una diversa collocazione e, al di là delle dichiarazioni, non si intravede neppure quel progetto complessivo per l’area di via Catena che avrebbe dovuto prevedere l’abbattimento del vecchio edificio, una nuova palestra per il Cattaneo e il consolidamento del versante della collina. Un impegno già presente nel programma del 2019 (mai attuato).

Quanto alla nuova scuola di Ponte a Elsa, si parla di completamento dei lavori, certificato da una scadenza del 31 agosto legata agli obblighi del PNRR. Sulla effettiva conclusione dell’intervento, tuttavia, riteniamo doveroso che siano i cittadini a poter verificare con chiarezza lo stato reale dei lavori.

E poi ci sono il miglioramento della scuola dell’infanzia di San Miniato Basso, il nido in Valdegola, la nuova scuola a Balconevisi, il progetto per una nuova scuola media a Ponte a Egola.

Quanti di questi impegni sono diventati realtà?

SPORT

Anche nello sport il programma era ricco di progetti.

Una nuova palestra a Fontevivo, già finanziata e con il terreno acquistato da tempo. Una nuova pista di atletica con il rifacimento del manto. Interventi di cui si parla da anni, ma dei quali ancora non si vede la realizzazione.

Nel frattempo, gli impianti sportivi continuano a chiedere manutenzione e una parte crescente degli oneri ricade sulle società sportive.

Non contestiamo la necessità degli interventi: contestiamo la scelta delle priorità, la programmazione e il modo con cui vengono utilizzate le risorse pubbliche.

E allora, permetteteci una battuta: forse, in questi anni, abbiamo visto più fotografie di cuoricino disegnati sull’asfalto per la Festa dello Sport che cantieri aperti per risolvere i problemi strutturali degli impianti.

La comunicazione è importante, e siamo d’accordo, ma un’amministrazione pubblica non può confondere il comunicare con l’amministrare.

SICUREZZA STRADALE E MANUTENZIONI

Il programma prometteva 150 mila euro all’anno per la sicurezza stradale e cinque milioni di euro in cinque anni per la riqualificazione e la manutenzione delle strade comunali.

Che fine hanno fatto quelle promesse?

La sicurezza stradale non può essere ridotta alla semplice proliferazione dei dossi rialzati, alcuni dei quali hanno peraltro suscitato più di una perplessità tra gli automobilisti e i cittadini.

La sicurezza stradale dovrebbe essere garantita con manutenzione, progettazione, illuminazione, marciapiedi, attraversamenti, controllo e qualità delle infrastrutture. E soprattutto con la programmazione.

Cinque milioni di euro in cinque anni erano un impegno preciso. Vorremmo sapere quanti ne sono stati effettivamente investiti e dove.

Anche perché risorse per interventi importanti, evidentemente, il Comune riesce a trovarle: basti pensare ai circa tre milioni e mezzo destinati alla realizzazione di una scuola già finanziata nell’ambito del PNRR.

CENTRO STORICO

Veniamo poi al centro storico.

Quello che nel programma avrebbe dovuto rappresentare una vera forza attrattiva per il turismo e che avrebbe dovuto essere valorizzato attraverso un dialogo costante con residenti e operatori economici.

Qui però la distanza tra le parole e la realtà appare ancora più evidente.

L’ampliamento del parcheggio di Pancole, l’ampliamento del parcheggio alle Colline, la strategia per nuovi parcheggi al servizio del centro storico, a partire dall’ampliamento del Cencione: tutti obiettivi messi nero su bianco ma rimasti, in larga parte, soltanto tali.

Il Cencione, nel frattempo, è stato drasticamente ridimensionato. E non possiamo pensare che ogni problema del territorio possa essere giustificato soltanto con gli eventi meteorologici: esiste anche una responsabilità politica nella cura, nella manutenzione e nella prevenzione.

E poi c’erano le grandi opere annunciate: l’ascensore per collegare Corso Garibaldi con Piazza del Duomo, il restauro della Scala Santa. Belle parole, certamente. Ma soltanto parole.

Governare significa invece trasformare le parole in atti, i progetti in cantieri e i cantieri in opere.

Potremmo continuare ancora a lungo.

Potremmo affrontare il lavoro, l’ambiente, la cultura, il turismo, le politiche giovanili.

L’elenco sarebbe però troppo lungo e rischierebbe di diventare persino ingeneroso.

Il punto politico, comunque, è semplice: il sindaco ci ricorda che i cittadini lo hanno eletto anche sulla base di un programma.

Bene.

E’ proprio per questo che chiediamo di poter verificare quel programma.

Non con le solite polemiche sui social, bensì con i fatti (che evidentemente non ci sono, altrimenti non ci sarebbe bisogno di rispondere ai post di critica sui vari social media).

Perché il cittadino che vota non consegna alla politica una delega senza scadenza, consegna un mandato sulla base di impegni precisi. E chi amministra ha il dovere di rendere conto di ciò che ha fatto, di ciò che non ha fatto e, soprattutto, di ciò che intende ancora fare.

Per questo chiediamo al sindaco di promuovere una vera verifica di metà mandato.

Una verifica pubblica, trasparente, aperta alla cittadinanza e non nelle segrete stanze del Partito Democratico.

*Di fronte ai cittadini di San Miniato si prenda il programma elettorale, si legga punto per punto e si dica con chiarezza: "questo è stato fatto, questo è in corso, questo non è stato fatto e queste sono le ragioni".

È così che si esercita la responsabilità politica.

Perché amministrare non significa soltanto essere stati eletti: significa dimostrare, giorno dopo giorno, di essere all’altezza del mandato ricevuto.

Perchè alla fine, in un paese normale, più delle parole, più dei post e più delle polemiche, dovrebbe contare una sola cosa: il giudizio dei fatti.

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