Nel nome di Maati nasce una ciclofficina solidale

L'iniziativa coinvolge i giovani della Virtus Montaione Gambassi e ragazzi del territorio nel recupero e nella riparazione di biciclette da destinare alle persone in difficoltà


Trasformare un dolore profondo in un'occasione concreta di aiuto. È questo lo spirito che anima il nuovo progetto nato nel territorio di Gambassi Terme e Certaldo nel ricordo di Maati Moubakir, il 17enne di Certaldo morto nel dicembre 2024 a Campi Bisenzio dopo essere stato aggredito al termine di una serata in discoteca. La sua memoria torna a vivere attraverso un'iniziativa che mette insieme sport, educazione e impegno sociale. La notizia è riportata su Il Tirreno.

Protagonisti dell'iniziativa saranno alcuni giovani calciatori della Virtus Montaione Gambassi, insieme ad altri ragazzi del territorio e adolescenti coinvolti in un percorso educativo, alcuni dei quali provenienti da contesti personali e sociali difficili. A guidare i giovani, tra cui anche i calciatori dell'Under 16 della Virtus Montaione Gambassi, ci sarà l'allenatore Samuele Morelli, che aveva allenato proprio Maati.

Il progetto è stato presentato al centro tecnico federale di Coverciano, nella sala intitolata ad Azeglio Vicini, nell'ambito della terza edizione di 'Non solo piedi buoni', percorso promosso dal diacono ed educatore Figc Tommaso Giani insieme alla Lega nazionale dilettanti Toscana. L'obiettivo è portare i valori dello sport fuori dal campo, trasformandoli in strumenti di inclusione, responsabilità e partecipazione.

Il cuore dell'iniziativa sarà una ciclofficina solidale, realizzata grazie all'associazione A-Maati, nata per volontà della madre di Maati, Silvia, insieme ad amici e famiglie del territorio. I giovani calciatori saranno coinvolti nelle attività di recupero e riparazione delle biciclette, che saranno poi destinate a persone e famiglie in difficoltà.

L'avvio ufficiale dell'attività è previsto a Gambassi Terme con un appuntamento dedicato anche al calcio. Nel corso dell'evento saranno illustrati il progetto, le modalità di partecipazione e i luoghi nei quali verranno organizzati a Certaldo i laboratori della ciclofficina.

Parallelamente all'iniziativa sociale, prosegue il procedimento giudiziario per la morte di Maati. Nell'aula bunker del Tribunale di Firenze è stata ascoltata anche la testimonianza di un trentenne che quella notte si trovava sull'autobus sul quale il 17enne aveva cercato riparo per sottrarsi all'aggressione.

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