Plures, il Comitato Open Multiutility chiede chiarezza sui conti dei Comuni soci

Il Comitato Open Multiutility chiede una verifica sui rapporti contabili tra Plures S.p.A. e alcuni dei Comuni soci. Al centro della contestazione ci sono poste che, secondo la ricostruzione del Comitato sulla base degli atti esaminati, non troverebbero una corrispondenza nei rendiconti degli enti. La somma delle diverse voci indicate ammonta, secondo il Comitato, a 47,11 milioni di euro.

"Non è una svista. Rischia di essere una prassi contabile sulla quale fare chiarezza subito - sostiene il Comitato -. I bilanci dei Comuni soci e i libri contabili di Plures S.p.A. raccontano, su alcuni punti, realtà che – a quanto risulta dagli atti di cui si è presa visione – risultano incompatibili tra loro".

Il Comitato precisa che i 47,11 milioni rappresentano la sommatoria aritmetica di poste di natura eterogenea e non un unico debito già esigibile. I dati sono inoltre indicati "allo stato e salvo ogni diverso accertamento".

Nel dettaglio, la ricostruzione riguarda quattro Comuni:

Firenze: Il disallineamento indicato ammonterebbe a circa 31 milioni di euro. Plures avrebbe iscritto 40,99 milioni di euro come credito, a fronte di 11,65 milioni riconosciuti da Palazzo Vecchio. A questi si aggiungerebbero 2,2 milioni di euro di fatture respinte, secondo il prospetto di conciliazione allegato al Rendiconto e la segnalazione del presidente della Commissione Controllo Paolo Bambagioni.

Scandicci: La cifra indicata è di 9,5 milioni di euro, riferita a conguagli regolatori che, secondo la segnalazione della consigliera Maria Luisa Dipalo, risulterebbero vantati da Plures ma non iscritti nel consuntivo dell'ente, in ragione del meccanismo di saturazione del tetto previsto da ARERA.

Sesto Fiorentino: La voce indicata ammonta a 5,08 milioni di euro e riguarda detrazioni TARI accumulate dal 2021 al 2026. Secondo la ricostruzione del capogruppo Daniele Brunori, la società avrebbe dichiarato di non voler rinunciare a esigere tali somme, mentre il Comune non le imputerebbe a passività.

Prato: Il Comitato richiama infine 991.411,33 euro di dividendi che risulterebbero congelati per contenziosi con terzi. Su scala societaria, la cifra sarebbe di circa 5 milioni di euro secondo una stima proporzionale definita però non ufficiale e da verificare. Nel Rendiconto 2025 del Comune la somma sarebbe stata accantonata integralmente nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità. Parallelamente, secondo quanto segnalato da Jonathan Targetti, la società avrebbe distribuito 34,4 milioni di euro attingendo alle riserve, dopo il ritiro e la successiva riapprovazione del bilancio 2025.

"Ripararsi dietro le sole regole MTR-2 di ARERA non risolve il nodo del disallineamento. Il rinvio dei conguagli per effetto del tetto tariffario, ove confermato, non cancella la posta: ne rinvia l'esigibilità nel tempo. E la domanda politica che poniamo, nel rispetto di tutti, alle Giunte della piana è una sola: chi sosterrà questo conto da 47,11 milioni - inteso come sommatoria aritmetica di poste di natura eterogenea e non come debito unitario esigibile - quando verrà richiesto il saldo? I cittadini con incrementi sulla TARI?".

"Le società a partecipazione pubblica sono soggette all'art. 97 della Costituzione e all'obbligo di conciliazione di cui all'art. 11, comma 6, lett. j, D.Lgs. 118/2011"

Le richieste del Comitato sono quattro: Riconciliazione immediata dei conti: pubblicazione di tutti i verbali di asseverazione dei Revisori ex art. 11 D.Lgs. 118/2011 per gli esercizi 2021-2025; Commissione d'indagine intercomunale: tavolo straordinario tra i Comuni soci, con audizione di ATO Toscana Centro, dei Collegi dei Revisori e, ove ritenuto, della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti; Moratoria prudenziale e audit: sospensione di ogni ulteriore distribuzione di riserve fino a completa riconciliazione e audit indipendente sulla esigibilità dei crediti futuri; Trasparenza sui PEF: accesso ai piani economico-finanziari analitici per singolo Comune e piena applicazione del controllo analogo ex TUSP.

La posizione del Comitato, in conclusione, non mette in discussione la prosecuzione del progetto della Multiutility: "La Multiutility può e deve andare avanti ma con una maggiore trasparenza".

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