
Dopo il rigetto in primo grado, la giunta di Empoli ha dato il via libera al ricorso in appello contro la sentenza con cui la seconda sezione civile del Tribunale di Firenze ha respinto, alcuni mesi fa, la richiesta di riconoscimento e risarcimento dei danni non patrimoniali subiti dalla città a causa dei crimini del Terzo Reich.
Con l'azione legale l'amministrazione punta a ottenere l'accesso al fondo per le vittime dei crimini contro l'umanità, chiedendo che sia accertata la responsabilità della Repubblica federale tedesca per il disastro sociale ed economico arrecato al territorio. Lo scrive Il Tirreno.
La vicenda parte da due date che a Empoli tutti conoscono. L'8 marzo 1944, all'indomani del grande sciopero del 4 marzo, i nazifascisti sequestrarono 55 empolesi, tra cui 26 operai della ex vetreria Taddei, portati a Firenze e da lì deportati nei campi di sterminio in Germania e in Austria. Il 24 luglio dello stesso anno, poi, l'eccidio: 29 cittadini fucilati per rappresaglia dalle truppe naziste. Eventi che, ricorda il Comune, hanno scosso la comunità e lasciato una cicatrice indelebile nella storia locale.
Il giudice fiorentino, però, ha letto la norma in senso restrittivo: il fondo non può essere esteso oltre i casi previsti e l'accesso spetta solo alle vittime o ai loro eredi. Una tesi che il Comune intende ribaltare, richiamando altre pronunce. Nel 2017 il Tribunale di Sulmona riconobbe al Comune di Roccaraso i danni morali subiti dall'ente per le conseguenze dell'eccidio nazista sul territorio, sostenendo che gli enti locali, chiamati a tutelare gli interessi delle comunità che rappresentano, possono essere considerati soggetti danneggiati.
A curare l'appello sarà l'avvocato Diego Cremona, al quale la giunta ha conferito l'incarico: l'atto sarà predisposto nelle prossime settimane.
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