Liberazione di Empoli: "Celebrazione che rinnova impegno per la democrazia e la pace"

Nell'82esimo anniversario il Consiglio comunale si è riunito in piazza 2 settembre 1944. Presenti i familiari di Rina Chiarini e Remo Scappini, Mantellassi: "Sono stati un nostro punto di riferimento"


Nella seduta consiliare aperta di ieri sera (mercoledì 30 settembre 2026) è stata celebrata con tutti gli onori la liberazione della città di Empoli dal nazifascismo, nella ricorrenza dell’82° anniversario. Alla serata di memoria storica della nostra città sono stati molti i contributi istituzionali, degli ospiti, dei familiari presenti di Rina Chiarini e Remo Scappini – due delle figure più importanti nella storia della Liberazione di questa città - e anche da parte della cittadinanza che ha partecipato numerosa a questo appuntamento identitario per Empoli.

La seduta si è svolta in “Piazza 2 Settembre 1944” e i lavori sono stati seguiti anche in diretta sull’apposita piattaforma empoli.consiglicloud.it e sul canale Facebook Comune di Empoli.

L’assemblea è stata aperta dalla presidente del Consiglio comunale, Simona Cioni: “La celebrazione della Liberazione di Empoli dal nazifascismo rinnova ogni anno il nostro impegno per la democrazia e per la pace, quindi, in un momento in cui nel mondo persistono conflitti che colpiscono le popolazioni civili in maniera sempre più intensa, la memoria della nostra storia non poteva non collegarsi all'attualità del periodo che stiamo vivendo. I lavori di questo consiglio e gli interventi degli ospiti ci hanno ricordato, intrecciando il passato con il presente, il valore del dialogo, dei diritti e della libertà”.

È seguito l’intervento del sindaco del Comune di Empoli, Alessio Mantellassi: “Siamo in un luogo che si chiama 2 Settembre 1944, all'intitolazione dicemmo che la liberazione di Empoli non arriva come un dono importato o portato ma è frutto di un lunghissimo sacrificio ostinato di uomini e donne. Di solito ricordiamo gli ultimi anni dal '43 al '44. Ma c'è stato anche uno sforzo intellettuale che è durato più di 20 anni. Ricordavo qui Tani Vieri che partì da qui, leggere e discutere insieme in un garage tra Pozzale e Casenuove e quella era una forma di resistenza che portava un rischio altissimo. Quando citiamo l’8 marzo come data della deportazione parliamo anche del 4 marzo data dello sciopero che fu organizzato a Empoli in condizioni pessime. Ci sono altre date significative: la strage del 24 luglio 1944. Perché fu una strage. Abbiamo deciso di ricorrere in appello contro la decisione del giudice per richiesta danni di guerra subiti e a noi non è stato riconosciuto che quel giorno fu una strage, per questo il ricorso, per proteggere l'onore di quella storia. Dopo il 24 luglio, intorno al 29 luglio liberazione di Monterappoli, il 14 agosto del '44 fu la data che ricorda lo sforzo dei neozelandesi con la battaglia intorno a piazza San Rocco. Tutte date che ci portano al 2 settembre del 1944 che viene dopo questi anni di resistenza. Poi ci fu il 13 febbraio del 1945 quando i 530 partirono da piazza del Popolo da dove partirono per liberare il paese, uno sforzo di generosità e da quella lotta di dirigenza nacque un gruppo importante. Remo Scappini e Rina Chiarini sono stati un nostro punto di riferimento ed è in virtù anche del loro ricordo che abbiamo formulato la richiesta al Comune di Genova per il gemellaggio nel loro nome e nel loro ricordo. Su quel nome e su quelle mani ha senso di costruire un percorso nuovo con le due comunità che deve anche nutrirsi di presente. Nell’ottobre del 2024 partecipai a quella spedizione di medici e volontari nelle terre Saharawi, da anni subisce ingiustizie e molti anni fa Empoli riconobbe quel legame con quel popolo. Stiamo andando avanti sul gemellaggio della città di Betlemme, sul patto di amicizia con Hebron e così tutte queste iniziative che vedono un forte movimento in questa città, ci raccontano un mondo in fiamme rispetto al quale dobbiamo volgere lo sguardo per manifestare per il senso della pace, un’urgenza, una necessità che una storia come ha la nostra città non può non tenere di conto”.

In collegamento è intervenuto, Gennaro Giudetti, operatore umanitario con esperienza nei principali teatri di guerre ed emergenze internazionali che ha portato la sua testimonianza: “Sono un operatore umanitario in vari Paesi in zone di guerra, ma quello che ho visto a Gaza è altro, è troppo. È too much. Sono tornato in Italia perché mi hanno espulso. Sono tre anni che tutte le organizzazioni internazionali hanno raccontato coi fatti il genocidio di Gaza.

Gaza è molto peggio di ciò che sappiamo, di ciò che vediamo e si fa fatica a raccontarlo. Come si fa a mettere una telecamera in faccia a dei bambini di 5 anni e non raccontarlo. Il 70% della popolazione rimasta ha meno di 18 anni, con il maggior numero di mutilati al mondo. Operavano chirurgicamente senza anestesia perché non facevano entrare i farmaci, non entrava il latte in polvere. Il problema di Gaza lo abbiamo denunciato in tutti i modi: lì è stato raggiunto il livello 5 di malnutrizione. Le donne venivano a chiederci il latte in polvere per i loro figli. Non c’è più niente. E lo capisci quando i bambini rimasti orfani, soli, ti venivano a chiedere di morire, perché non avevano più nessuno – così smettiamo di soffrire – ci dicevano -. Non esiste più la striscia, 36 ospedali bombardati, campi non più coltivabili, un ecocidio che va a sommarsi al genocidio. Hanno bombardato le nostre case. Ho perso tutto. Oltre tremila mq di farmacie e medicine distrutte. Israele sa che non pagherà mai. Senza giustizia non ci sarà mai pace. Tra dieci 15 -20 anni, le future generazioni ci chiederanno perché non siamo stati in grado di fermare tutto questo?”.

GLI INTERVENTI DEI FAMILIARI

“Non so se mi conoscete, sono Tania Scappini nipote di Remo. La vita di mio zio è stata una lunga strada fatta di lotta, lavoro e di ideali. Partito come operaio dalla sua cara Empoli dedicò ogni energia alla Resistenza e alla libertà del suo paese fino a quel 25 aprile 1945 quando come Presidente del CLN della Liguria ebbe l'onore di firmare a Genova la resa delle truppe tedesche. Dopo ha continuato a servire le istituzioni come Depositato Senatore Presidente dell'Anpi e consigliere comunale a Genova e a Empoli, ma il suo cuore è sempre rimasto legato ai valori semplici e autentici delle sue origini. Aldilà dell’impegno pubblico la sua gioia era anche quando poteva ritornare a Santa Maria e riunirsi alla sua famiglia in particolare con me essendo ragazzina, voleva sapere come si svolgeva la mia vita, parlavamo tanto e cercava di trasmettermi l'onestà, il rispetto e la forza morale. I suoi consigli mi hanno aiutato tanto, quando da sola ne ho avuto bisogno, zio Reno per me è sempre stato importante e presente. Ringrazio le cittadine e i cittadini che sono intervenuti al Consiglio comunale di Empoli per l'affetto e la stima che mi avete dimostrato, per avermi invitato a questa manifestazione. Continuerò con orgoglio a custodire la memoria, i valori di libertà e di democrazia su cui è fondata la nostra comunità”, così Tania Scappini, nipote di Remo.

Valerio Chiarini, nipote di Rina Chiarini, con commozione ha ripercorso le tappe principali della vita di Rina e Remo, da Santa Maria a Genova, mettendo in evidenza la loro formazione antifascista, il periodo della lontananza, della prigionia di Remo, l'arresto e le torture di Rina. E poi Genova: la fuga rocambolesca dal lager di Bolzano e la resa del Generale Meinhold ed ha concluso con due ricordi personali.

La seduta consiliare si è conclusa con i vari interventi dei Gruppi consiliari, i quali (in sintesi) hanno ricordato l’importanza della storia della nostra città, le persone comuni che hanno scritto quella storia, di quanto sia importante riunire il Consiglio comunale aperto per celebrare una data scolpita nell’identità di questa città Medaglia d’Oro al Merito Civile per il valoroso comportamento tenuto dalla popolazione durante la Resistenza, di quanto sia importante ciò che è accaduto ‘ieri’ per quello che viviamo ‘oggi’, di non voltarsi dall’altra parte, che il significato di ricordare significa rendere omaggio a tutti coloro che hanno combattuto per la nostra libertà senza ambiguità.

Fonte: Comune di Empoli - Ufficio Stampa

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