
Scoppiata nel tardo pomeriggio del 30 settembre, la situazione è tornata alla normalità dopo ore di intervento dei mediatori di polizia penitenziaria
All'alba di stamani, intorno alle 5, è rientrata la protesta dei detenuti nel carcere di Pisa, scoppiata nel tardo pomeriggio di ieri mercoledì 30 settembre nel secondo reparto della sezione giudiziaria. La situazione risulta essere tornata alla normalità dopo l'intervento dei mediatori della polizia penitenziaria, andato avanti per ore.
Da quanto emerso alcuni detenuti sarebbero stati arrestati e trasferiti, altri lo saranno nelle prossime ore perché la sezione interessata avrebbe riportato danni ingenti. Ieri sera la rivolta è partita intorno alle 19 dopo che alcuni detenuti avrebbero riferito di aver trovato microspie e dispositivi elettronici nelle celle. Durante la protesta c'è stata anche una diretta su Tik Tok dall'interno del carcere, realizzata tramite un cellulare nelle disponibilità dei detenuti.
I COMMENTI
Così commenta Francesco Oliviero, segretario regionale toscano del Sappe dopo la rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa: "Quanto accaduto conferma la necessità di rivedere urgentemente le piante organiche e di adeguarle alle reali esigenze degli istituti penitenziari di tutto il distretto. La polizia penitenziaria continua a garantire la sicurezza e la fiunzionalità ma non può essere lasciata da sola a fronteggiare emergenze strutturali: servono uomini, risorse, e interventi concreti da parte del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e del ministero della Giustizia. La vicenda - ha aggiunto - si è conclusa intorno alle 6 grazie alla professionalità della polizia penitenziaria e a una lunga trattativa con i detenuti condotta dai negoziatori che li hanno convinti a lasciare spontaneamente le loro celle e interrompere la protesta dopo molte ore. Esprimo il mio apprezzamento per la profesionalità del personale che ha saputo gestire una situazioni critica nonostante le gravi carenze di organico". Oliviero ha ricordato che a Pisa, "a fronte di una pianta organica prevista di 132 unità maschili e 31 femminili sono attualmente in servizio 106 uomini e 45 donne, creando solo nel ruolo degli agenti assistenti una carenza del 22,7%".
"Esprimo la mia totale e incondizionata solidarietà agli agenti della Polizia Penitenziaria del carcere Don Bosco di Pisa e ai colleghi giunti da Firenze, - dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio regionale Diego Petrucci.- che con grande professionalità e senso del dovere sono riusciti a domare la violenta rivolta scoppiata ieri sera e a riportare l'ordine all'interno della struttura. La situazione delle carceri è complessa e deriva da anni di totale immobilismo sul tema, bisogna però fare una riflessione sulla popolazione carceraria. Il Don Bosco è infatti uno delle carceri toscane che vede una delle più alte percentuali di detenuti stranieri, quasi il 60%, come ho avuto modo di constatare nel sopralluogo che abbiamo fatto lo scorso giugno. La strada da seguire quindi, è anche quella di accelerare le espulsioni degli immigrati che delinquono, è tempo che si finisca di frapporre ostacoli o cavilli giuridici che impediscono i rimpatri. Su questo punto accogliamo con favore il fatto che il Governo stia portando avanti la realizzazione di un Centro per i Rimpatri nella nostra Regione”.
Notizie correlate
Tutte le notizie di Pisa
<< Indietro





