Tetto del 30% agli studenti stranieri in classe, Cisl: "Basta ideologie, serve pragmatismo sulle realtà territoriali"

La CISL Scuola Toscana fa chiarezza sulla norma per l'integrazione linguistica: "Non è un tetto generalizzato agli alunni stranieri, ma una misura mirata sui nuovi arrivati. Ora servono risorse concrete, organici dedicati e mediazione culturale"


Affrontare le difficoltà linguistiche e favorire una piena integrazione degli alunni nelle scuole è un obiettivo concreto e condivisibile, ma ogni intervento deve fare i conti con la sua effettiva applicabilità nei diversi contesti territoriali. È questa la posizione della CISL Scuola Toscana sul recente Decreto Scuola, espressa dal Segretario Generale regionale Roberto Malzone, in continuità con le valutazioni della Segretaria Generale nazionale Ivana Barbacci.

Sulla discussa soglia del 30% per la formazione delle classi prime, la CISL Scuola Toscana ritiene fondamentale superare le semplificazioni emersa nel dibattito pubblico:

"È importante chiarire cosa stabilisce realmente il decreto — dichiara Roberto Malzone —. Non siamo di fronte a un tetto generalizzato alla presenza di alunni con cittadinanza non italiana. La norma individua una platea più circoscritta, tenendo conto della nascita in Italia e del percorso già compiuto nel nostro sistema scolastico. Il problema riguarda soprattutto l’inserimento di chi arriva senza una conoscenza sufficiente della lingua italiana. Letta in questi termini, la finalità della misura appare più definita e merita di essere valutata senza preconcetti".

Il nodo centrale resta tuttavia l'applicazione pratica, particolarmente complessa in una regione eterogenea come la Toscana, caratterizzata da aree ad alta incidenza di famiglie di origine straniera ed estese zone interne. La distribuzione della popolazione, la conformazione della rete scolastica e le distanze territoriali rischiano di impattare in modo significativo sull'organizzazione delle scuole e sulle esigenze delle famiglie.

Per rendere la norma davvero efficace e sostenibile, la CISL Scuola Toscana individua alcune priorità imprescindibili da affiancare al testo legislativo:

Potenziamento dell'insegnamento dell'italiano come seconda lingua;
Rafforzamento della mediazione linguistica e culturale negli istituti;
Assegnazione di organici coerenti con i reali bisogni dei singoli plessi;
Coinvolgimento dei CPIA (Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti) in percorsi d'integrazione linguistica rivolti ai genitori.

Inoltre, il sindacato esprime soddisfazione per l'inserimento nel decreto di diverse risposte alle istanze avanzate dalla CISL Scuola in materia di personale e funzionamento delle istituzioni scolastiche, frutto di un confronto proficuo con le istituzioni.

"Come CISL Scuola Toscana seguiremo l’iter di conversione parlamentare del decreto con uno spirito costruttivo — conclude Malzone —: niente letture ideologiche, massima attenzione ai problemi reali e piena disponibilità a confrontarci sulle soluzioni che possono funzionare davvero nelle nostre scuole".

Fonte: Cisl Toscana, Cisl Firenze-Prato- Uffici Stampa

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