
La Rete Toscana Tutela Beni Comuni chiede alla Regione garanzie su personale, strumenti e capacità dei laboratori dell’Agenzia
La Rete Toscana Tutela Beni Comuni lancia l'allarme sul possibile depotenziamento di ARPAT e chiede alla Regione Toscana maggiori risorse per garantire l'attività di controllo ambientale. La richiesta è contenuta in una lettera inviata al presidente Eugenio Giani, all'assessore all'Ambiente David Barontini, al Consiglio regionale e ad ARPAT.
Le associazioni esprimono "piena solidarietà e adesione" al documento della RSU ARPAT del 25 settembre, intitolato “ARPAT 2026 – La fine di un’agenzia?”. Nel documento, spiegano, vengono segnalati un contributo regionale "sostanzialmente fermo ai livelli di dieci anni fa", un'inflazione nel frattempo cresciuta di circa il 25%, oltre a difficoltà nelle assunzioni, carenze di strumentazione e una riduzione delle attività.
Secondo la rete, la stessa RSU evidenzia le difficoltà nel "mantenere il numero dei controlli di iniziativa adeguato alle pressioni del territorio". Anche i laboratori, si legge nella lettera, "senza strumentazioni e risorse adeguate, non riescono più a garantire pienamente completezza delle analisi e requisiti di qualità".
Per le associazioni, il problema riguarda direttamente la capacità del sistema pubblico di tutela ambientale: "Se l’ente pubblico incaricato dei controlli ambientali dichiara di non avere risorse sufficienti per garantire controlli adeguati, il problema non riguarda soltanto ARPAT e i suoi lavoratori, riguarda direttamente la capacità del sistema pubblico di prevenire e individuare tempestivamente situazioni potenzialmente pericolose per l’ambiente e per la salute dei cittadini".
La rete richiama inoltre i nuovi obblighi europei in materia di acque, qualità dell'aria e trattamento delle acque reflue, sottolineando che "di fronte a nuovi e maggiori obblighi di controllo ambientale, la risposta non può essere quella di ridurre la capacità operativa dell’ente pubblico chiamato a svolgere proprio quei controlli".
Da qui la richiesta alla Regione di garantire ad ARPAT "risorse economiche, personale, strumentazione e capacità laboratoristiche adeguate" e di assicurare che i livelli dei controlli ambientali siano adeguati alla tutela dell'ambiente e della salute.
Le associazioni chiedono infine un quadro trasparente sull'evoluzione di personale, risorse, dotazioni strumentali e numero dei controlli effettuati da ARPAT, così da consentire ai cittadini di verificare "se e in quale misura la capacità di controllo dell’Agenzia sia diminuita".
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