Fiesole ricorda il sacrificio di tre Carabinieri martiri

Cerimonia per l'82esimo anniversario della morte di Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti, fucilati nel 1944 dopo essersi consegnati alle truppe tedesche per salvare dieci civili tenuti in ostaggio


Questa mattina, alle 10.00, nella splendida cornice della cittadina di Fiesole, in occasione dell’82° anniversario del loro sacrificio, si è tenuta la cerimonia di commemorazione dei Carabinieri Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti. Il 12 agosto 1944, giovanissimi ed in servizio alla Stazione Carabinieri di Fiesole, essi non esitarono a consegnarsi alle truppe tedesche, nella consapevolezza che sarebbero stati fucilati, al fine di assicurare salva la vita di dieci civili tenuti in ostaggio e vittime di una rappresaglia.

Dopo la celebrazione della Santa Messa, nella locale Cattedrale, officiata dal Vescovo di Fiesole, S.E. Mons. Stefano Manetti, e dal Capo Servizio Assistenza Spirituale della Legione, Don Pietro Folino Gallo, sul vicino Colle San Francesco è stata data lettura della motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” dei tre ed il Comandante della Legione Generale Pierluigi Solazzo e il Sindaco di Fiesole hanno deposto una corona d'alloro, al monumento dedicato. Gli onori militari sono stati resi da un picchetto e dalla Fanfara della Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze.

La cerimonia si è svolta alla presenza delle massime Autorità Militari e Civili, dei familiari dei Caduti, nonché di numerosi cittadini e studenti delle scuole del circondario. Nel corso del suo intervento, il Generale Solazzo ha, tra l’altro, richiamato l’alto valore simbolico del sacrificio dei Martiri di Fiesole, affermando: “I Carabinieri La Rocca, Marandola e Sbarretti erano uomini dell’Arma. Avevano una divisa, un dovere, una responsabilità. Ma, soprattutto, erano uomini. Uomini che di fronte alla possibilità di salvarsi, decisero di non sottrarsi al loro dovere. Scelsero di consegnarsi ai loro aguzzini per impedire che venissero uccisi gli ostaggi che erano stati affidati alla loro protezione. Sapevano quale sarebbe stato il prezzo della loro scelta. Eppure andarono incontro a quel destino. È questo che rende il loro sacrificio così grande. Non fu soltanto un atto di coraggio. Fu una scelta consapevole. La scelta di tre uomini che, nel momento più difficile, affermarono con i fatti un principio semplice e straordinariamente alto: la vita degli altri vale più della propria. Ecco perché, a distanza di tanti anni, il loro gesto continua a parlarci.”

Fonte: Ufficio stampa

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