
Dalla sua pagina, la presidente del consiglio se la prende col consigliere pontederese Della Bella. Interviene il sindaco Franconi e spiega tutto
Un lapsus che è finito fino a Palazzo Chigi e ha creato un caso. Si parla di Ciociaria e ciociare, ma senza riferimenti alla zona geografica né al meraviglioso film con Sophia Loren. A Pontedera il consigliere Floriano Della Bella apostrofa la presidente del consiglio Giorgia Meloni come 'Ciociara' anche se intendeva dire 'Caciarona', stando poi a quanto riferito pure dal sindaco Matteo Franconi. Però Meloni non l'ha presa bene e ha scritto un post sulla sua pagina istituzionale per denunciare quanto fatto dal consigliere del Partito Democratico. Insomma, una vicenda che apparentemente sembrava di poco conto è finita alle altissime sfere della politica italiana.
"Perché un signore del Partito democratico, tal Floriano Della Bella, ha detto in una seduta del Consiglio comunale di Pontedera che la Meloni è una “'ciociara, nella maniera più dispregiativa'. E per questo è stato richiamato dal Presidente dell’Aula, altro esponente del Pd, che aggiunge: 'Per favore, usi termini consoni al suo ruolo'” ha scritto Meloni.
Sempre la presidente del consiglio: "Per questi signori, essere 'ciociari' è una vergogna e se lo dici a qualcuno equivale ad insultarlo. Non solo: è addirittura un termine che non va pronunciato in un luogo istituzionale. Mi spiace per loro, ma io non la penso così. E sono orgogliosa di essere definita ciociara. Perché la Ciociaria è uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia. Terra di Papi e condottieri, Si riempiono la bocca di popolo, rispetto e coesione. Ma poi insultano, in un colpo solo, quasi mezzo milione di italiani definendoli inferiori, ignoranti, cittadini di serie B. Ma ad essere ignoranti sono solo loro".
Matteo Franconi, sindaco di Pontedera, ha risposto con un commento a Meloni e ha riportato la vicenda anche sulla sua pagina personale. Ha spiegato che tutto è dovuto a un qui pro quo di Floriano Della Bella, che invece di usare il termine 'caciarona' ha spostato la semantica sul piano geografico e quindi ha detto 'ciociara'. Ecco dunque l'origine del caso del giorno.
"In quella discussione il consigliere Della Bella, nella concitazione di una accesa discussione, per mero errore (poi ammesso) l'ha apostrofata con il termine "ciociara" mentre voleva dire "caciarona"; certo non un complimento né un termine da diplomazia bizantina ma niente a che vedere con giudizi negativi sulla Ciociaria che, voglio rassicurarla, per me, per il consigliere Della Bella e per Pontedera tutta è, come lei dice, uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia" ha detto Franconi.
Ancora il sindaco pontederese: "Mi permetto di suggerirle, vista la sua attenzione al linguaggio pubblico, di ascoltare cosa dice, volontariamente, dentro quella stessa discussione, un consigliere comunale del suo partito su cosa pensa dei concerti di "Elodie con perizoma a novanta gradi". Viva la Ciociaria! Viva la libertà delle donne di vestirsi come vogliono!".
Sui social sono poi arrivate le scuse dello stesso Floriano Della Bella, che ha scelto di intervenire direttamente per ricostruire quanto accaduto. Il consigliere ha chiarito che, durante il confronto con alcuni consiglieri di Fratelli d'Italia, non intendeva riferirsi alla presidente Meloni come "ciociara" in senso dispregiativo, facendo riferimento, spiega, "alla sua posa poco istituzionale tenuta dal palco di Fenix , dove ha intonato 'Bollo ciao'". "Era mia intenzione dire 'caciarona' in senso dispregiativo, riferendomi a quel comportamento", scrive Della Bella.
"In un lapsus linguistico, di cui mi sono accorto solo successivamente, ho usato un termine diverso - spiega nel post -: non ho mai avuto intenzione di offendere la Ciociaria o gli abitanti del Frusinate, né d'altronde il termine 'ciociara' è usato da me o da altri a Pontedera in senso denigratorio di qualcuno. Di questo lapsus mi scuso con chiunque si sia sentito offeso".
Della Bella spiega di ritenere "incredibile" che la vicenda abbia assunto una dimensione nazionale, fino a coinvolgere direttamente la presidente del Consiglio: "ritengo inaccettabile che nel bel mezzo di varie crisi nazionali si trovi il tempo per mettere alla berlina le dichiarazioni, peraltro non volute, di chi come me fa politica da tanto tempo, sempre con correttezza nei modi e nei termini", scrive.
Il consigliere parla anche di aver ricevuto delle offese a seguito alla, "da profili reali o fake che siano, alla mia persona e alla mia famiglia, mi amareggiano moltissimo, tanto più poiché non motivate se non dall'odio cui sono stato esposto".
"Essere ciociari, lodigiani, baresi o pontederesi non è mai stata una offesa per nessuno - ribadisce Della Bella -, e io non ho mai identificato una persona in base alla sua provenienza in senso dispregiativo. Evidentemente, era necessario per Fratelli d'Italia trovare un capro espiatorio, per distogliere l'attenzione dalle dichiarazioni dei propri consiglieri comunali. Da parte mia, rimangono le scuse a chi, seppur immotivatamente, si sia sentito offeso da un mero errore linguistico non voluto".
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