
In piazza cittadini e comitati civici, esponenti del centrodestra e consiglieri di opposizione. L'Ordine degli Ingegneri: "Comprensibili le preoccupazioni. Bilancio ambientale dell'opera è positivo"
"Vogliamo il referendum", "Gli alberi siamo noi", "Tagliare un albero è un crimine". Questi alcuni degli slogan scanditi durante il corteo promosso da cittadini e comitati civici a Firenze contro il taglio degli alberi previsto dal progetto della nuova linea tramviaria che da piazza della Libertà arriverà a Rovezzano. I manifestanti, circa un migliaio, hanno sfilato da piazza delle Cure fino a piazza Berlinguer. Presenti anche alcuni consiglieri comunali e rappresentanti del centrodestra fiorentino, che hanno sfilato senza bandiere e simboli di partito.
Secondo Marco Stella, segretario regionale di Forza Italia, e Alberto Locchi, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Vecchio, presenti al corteo (qui notizia), gli alberi sono "un patrimonio verde che contribuisce alla qualità dell'aria, alla vivibilità dei quartieri e alla mitigazione delle temperature estive. Prima di procedere con abbattimenti di questa portata, riteniamo doveroso verificare ogni possibile alternativa che possa contribuire a ridurre l'impatto della nuova infrastruttura sul patrimonio arboreo e sulla viabilità urbana".
La manifestazione, secondo Stella e Locchi, "dimostra la vitalità dei comitati cittadini e la loro capacità di fare proposte. Per questo, è urgente che il centrodestra cittadino si riunisca e lanci un appello a tutte le forze alternative alla sinistra".
All'evento erano presenti anche i consiglieri fiorentini Dmitrij Palagi e Lorenzo Palandri (qui notizia), che in una nota sostengono che la manifestazione non debba essere liquidata "come una piazza di destra" e che questo "fa un favore proprio a quella parte politica".
I consiglieri contestano che "chi l'ha organizzata ha chiesto che non ci fossero adesioni politiche. Anche se fosse andata diversamente, la nostra non ci sarebbe stata: erano presenti molti esponenti del centrodestra e realtà storicamente contrarie alla tramvia, con cui non condividiamo nessuna visione ambientale e di mobilità. Ma in piazza non c’erano solo loro. Abbiamo visto tante e tanti che magari hanno votato l'attuale maggioranza, o altri gruppi di opposizione".
Stefano Corsi, Ordine degli Ingegneri di Firenze: "Comprensibili le preoccupazioni. Bilancio ambientale dell'opera è positivo"
"La realizzazione di una nuova linea tramviaria richiede una valutazione ambientale che tenga insieme più fattori: le trasformazioni del patrimonio arboreo, le nuove piantumazioni e la riduzione delle emissioni legata a una mobilità meno dipendente dall’automobile privata. In questo senso, le esperienze delle linee già realizzate a Firenze portano a dire che, a livello tecnico, il bilancio dell’opera è positivo". A dirlo è Stefano Corsi, coordinatore della Commissione Ambiente ed Energia dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze, che interviene a seguito della protesta.
"Dal punto di vista tecnico è importante valutare l'intervento nel suo insieme - ha detto Corsi -, considerando sia le conseguenze della rimozione degli alberi lungo i tracciati sia le misure previste per rinnovare e mantenere il patrimonio arboreo. Le nuove piantumazioni sono importanti, così come lo sono la scelta delle specie, la loro collocazione e la manutenzione necessaria a garantirne la crescita. Gli alberi giovani non possono svolgere immediatamente tutte le funzioni ambientali degli esemplari adulti: per questo la progettazione del verde deve essere accompagnata da interventi adeguati nel tempo. Il numero delle nuove alberature è dunque un indicatore significativo - sottolinea il coordinatore della commissione dell'Ordine - ma non l'unico parametro da considerare".
Secondo Corsi è importante considerare anche "il contributo che la tramvia può dare alla riduzione del traffico privato e delle emissioni di CO₂. Se una parte degli spostamenti oggi effettuati in automobile passerà al trasporto pubblico - spiega Corsi - il beneficio ambientale potrà essere rilevante e protrarsi negli anni. Una minore pressione del traffico potrà inoltre consentire, nel tempo, di ripensare alcuni spazi urbani, recuperando superfici oggi destinate alla circolazione e alla sosta delle auto per restituirle, dove possibile, al verde e alla vivibilità dei quartieri".
"La tramvia, da sola, non basta - conclude Corsi -: occorre che il Comune accompagni il potenziamento del trasporto pubblico con scelte urbanistiche coerenti, capaci di valorizzare gli spazi liberati e incrementare la presenza di verde. È in questa integrazione tra mobilità sostenibile e qualità urbana che si può costruire un beneficio ambientale duraturo".
Notizie correlate
Tutte le notizie di Firenze
<< Indietro





