
Tra i venti fondatori del Premio Pozzale Luigi Russo, Vera Viti era l’unica donna. In tanti alla cerimonia di intitolazione questa mattina
Un gesto di gratitudine doverosa. Questo è stata l’intitolazione del “Parco Vera Viti, Fondatrice del Premio Pozzale”, tra i venti fondatori del Premio, Vera Viti era l’unica donna del Comitato Organizzatore. Il parco che porta il suo nome è situato tra via delle Tofane, via della Presanella e via Sottopoggio per San Donato.
Sviluppo culturale, politico, sociale, impegno, passione per la sua comunità. La sua città. Vera era questo e molto altro.
La presenza numerosa da parte della cittadinanza che questa mattina (sabato 10 ottobre 2026) si è ritrovata alla cerimonia nella frazione di Pozzale, è stata la testimonianza di attaccamento, ricordo e memoria di questa grande donna.
Vera Viti nasce in una famiglia contadina pozzalese nel 1924. Per lavoro fu contadina e operaia ma per la società empolese fu un vero pilastro dell’emancipazione femminile. E molto altro. Fin da giovane ha vissuto sostenendo la parità di genere e contrastando gli stereotipi della società patriarcale. Ha fatto parte dell’UDI Unione Donne Italiane di Empoli, si è impegnata per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici nel Sindacato e ha lottato per il riscatto delle classi sociali più umili. Grande fu anche il suo impegno politico: schierata nel PCI, fu una grande attivista nella sezione del Pozzale e di Empoli. Sempre impegnata nelle iniziative del Circolo e nelle feste di paese. Il Comune nel 1995 e nel 2005 le ha conferito il Sant’Andrea d’Oro per il Suo impegno e per la Sua solerte operosità. La prima volta come "esempio di dedizione al lavoro", la seconda perché tra i 20 fondatori del Premio Pozzale.
Vera ci ha lasciato nel 2013. Amatissima nell’empolese e soprattutto dai pozzalesi che la ricordano sempre impegnata ad aiutare tutti e fiera del suo essere donna libera.
Il sindaco del Comune di Empoli, Alessio Mantellassi, dopo aver salutato e ringraziato cittadine e cittadine, la Giunta, consigliere e consiglieri, le associazioni del territorio, le Forze dell’Ordine, la Polizia Locale, le relatrici e i relatori, ha dichiarato: “Siamo felici come amministrazione di proseguire con il percorso di intitolazione perché ogni volta scopriamo un'affezione sincera della comunità verso figure meritevoli e simboliche anche di alcune zone di Empoli. Per il Pozzale, Vera Viti è un nome veramente importante, che è partita come contadina per arrivare a qualcosa di più, grazie alla sua determinazione e al suo impegno, in un mondo come quello del Dopoguerra che certamente era in divenire ma non era sicuramente semplice. È stata una delle fondatrici, anzi l'unica donna, del Premio Pozzale, una realtà che continua ancora oggi a scoprire e certificare opere dal valore letterario, sociale, anche accademico. Un Premio che è nato dal basso, dalle origini umili come lei, ma che si è ritagliato un posto di rilievo nel panorama culturale toscano e nazionale. Vera Viti ha intrapreso anche la strada verso la lotta per i diritti di chi ne aveva pochi e limitati nella società del suo tempo, ossia le donne. Sappiamo che il percorso per le vere pari opportunità è ancora lungo, ma i primi semi nascono nell'UDI, di cui fece parte anche un'altra concittadina che abbiamo ricordato con un'intitolazione pochi mesi fa, Giovanna Salvadori. Ripristinare una toponomastica che riconosca il ruolo fondamentale delle donne è uno dei nostri obiettivi di mandato e la storia di Vera Viti è esemplare per dare il nome a questo bellissimo parco, che abbiamo sistemato con nuove attrezzature ludiche e una cura maggiore. Per il Pozzale, per il ricordo di Vera Viti e per l'importanza che continua a rappresentare nella storia recente di Empoli. Vera Viti sarà ricordata anche con una menzione speciale del Premio Pozzale-Luigi Russo per figure che hanno caratterizzato e promosso la cultura popolare anche in altri ambiti artistici, non solo nella letteratura. E lavoreremo per dei nuovi cartelli che all'ingresso della frazione indichino Pozzale - frazione del Premio letterario Pozzale”.
A intervento concluso, il momento dello scoprimento del cartello con i nipoti di Vera Viti: Katy e Adamello. Applausi e commozione.
Tra i presenti alla cerimonia anche il Senatore della Repubblica Italiana, Dario Parrini.
LE DICHIARAZIONI – "Per il territorio di Empoli è un vanto poter annoverare una donna tra le fondatrici del Premio Pozzale. Per la strada di emancipazione che fin dal Dopoguerra, dopo il diritto di voto esteso sin dalle prime elezioni amministrative, ha visto figure femminili al centro della vita politica, culturale, sociale della nostra città – ha sottolineato Matteo Bensi, assessore alla Cultura del Comune di Empoli - . E già nella prima edizione ci fu un'altra grande donna empolese nella terzina, Nada Parri, la cui storia è stata raccontata magistralmente da Giorgio Van Straten nel suo libro La ribelle (anche se per la prima vincitrice del Pozzale abbiamo dovuto aspettare il 1963 con Laura Conti). Empoli era già avanti nel percorso verso la parità di genere e oggi tributiamo a lei un giardino per il suo impegno non solo nella cultura ma nella società empolese, in un luogo amato dalla cittadinanza nella sua Pozzale".
“Sono molto onorata, nonché emozionata, di essere qui, come presidente, ma soprattutto come portavoce del Comitato organizzatore del Premio Pozzale Luigi Russo: un premio che – da Statuto - si propone di promuovere e favorire la ricerca culturale, il libero confronto delle idee, la circolazione e la diffusione della cultura. Tutto ciò che il Premio rappresenta ancora oggi, è nato qui al Pozzale nel 1948, dall’idea che la società del dopoguerra dovesse e potesse essere diversa, e che in questo progetto di costruzione/ricostruzione, la cultura avesse un ruolo importante. Il Premio Pozzale ha origine da questa fiducia riposta nei libri, fiducia che trovo meravigliosa e piena di futuro: la cultura come dialogo, la cultura come amalgama e al contempo come lente atta a distinguere e valorizzare le differenze. Tra i venti fondatori del Premio, Vera Viti era l’unica donna: una lavoratrice, prima contadina e fiascaia, poi operaia di una fabbrica di cera, e contemporaneamente attivissima sindacalista e membro dell’Unione donne italiane. Vera nasce 1924 e cresce in un tempo in cui per le donne è molto difficile anche solo ottenere autonomia personale, figuriamoci conquistare uno spazio pubblico e decisionale. Vera è stata una pioniera, si è comprata il motorino nel 1948, la vespa negli anni ’50, ha preso la patente nel '58 e ha comprato la macchina nel ‘60. Ha difeso la propria libertà con le sue scelte personali, e quella di tutte nell’attività politica. Trovarla tra i fondatori del Premio Pozzale è una conferma certa della sua consapevolezza: la cultura e i diritti non sono privilegi riservati a pochi, e possono diventare strumenti di riscatto e di emancipazione per tutti quanti. È indubbio, quindi, che il gesto che stiamo celebrando, intitolare un parco della frazione del Pozzale a Vera Viti, non sia un atto formale, ma di sostanza: è un gesto di gratitudine doverosa, il riconoscimento consapevole delle radici del nostro Premio letterario. Ma deve essere anche un monito: la civiltà della cultura è scomoda e faticosa, non si crogiola nei pregiudizi ma apre strade, non si accontenta di quello che c'è ma crede nel poter essere, nell'emancipazione di chi i diritti non ce li ha ancora e nella convivenza pacifica delle differenze. E il Premio Pozzale ne è manifesto, promuovendo letture che valorizzano la diversità, in ogni sua forma. Siamo certi che questo a Vera Viti piacerebbe molto”, così Francesca Cecchi, presidente del Comitato organizzatore del Premio Pozzale Luigi Russo.
“L’associazione culturale La Costruenda ha raccolto e trasformato in realtà l’idea di un giovane studente, Edoardo Lai, che alcuni anni fa aveva proposto di valorizzare figure femminili significative della storia locale. Da quella proposta è nato il percorso che ha portato alla realizzazione della targa dedicata a Vera Viti, protagonista della vita sociale, politica e culturale del Pozzale e di Empoli – ha affermato Giancarlo Boldrini, presidente dell’associazione culturale La Costruenda -. Impegnata per i diritti delle donne, dei lavoratori e per la crescita della comunità, Vera Viti fu anche l’unica donna tra i promotori del Premio Letterario Pozzale “Luigi Russo”. Con questa iniziativa, La Costruenda contribuisce a mantenere viva la memoria di una donna che ha lasciato un segno importante nella storia del territorio e a trasmetterla alle nuove generazioni”.
“Sono molto contento perché oggi si realizza un’idea nata tra i banchi di scuola e non pensavo potesse avverarsi. Ringrazio Giancarlo e tutta la Costruenda che ha portato avanti questo percorso per dare voce a delle donne che non meritano di essere dimenticate intitolando a loro delle vie o luoghi della nostra comunità”, chiosa Edoardo Lai.
Fonte: Comune di Empoli - Ufficio Stampa
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