Pontedera, critiche alla camminata identitaria di Futuro Nazionale: "Pericolo politico e culturale"

Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, Comitato Valdera per la Palestina e circolo Arci Il Botteghino contro l'iniziativa. Nel comunicato l'appello per una città "aperta, solidale e antifascista".


Sinistra Italiana Valdera e Valdicecina, Rifondazione Comunista – circolo Karl Marx di Pontedera, Comitato Valdera per la Palestina e circolo Arci Il Botteghino prendono posizione contro la camminata identitaria di Futuro Nazionale a Pontedera. In una nota intitolata "Contro la provocazione identitaria di Futuro Nazionale a Pontedera", le quattro realtà definiscono il movimento un "pericolo politico e culturale" e contestano la retorica della "sicurezza" e della "difesa dell’identità", accusandolo di alimentare "paura e rancore". Nel documento viene inoltre respinta l’associazione tra problemi sociali e origine delle persone: "I problemi non nascono dalla convivenza tra persone di culture diverse", sostengono i firmatari, che concludono rivendicando una Pontedera "aperta, solidale e antifascista" e chiedendo: «FUORI FUTURO NAZIONALE DALLA VALDERA».

"La presenza e l'attivismo di Futuro Nazionale a Pontedera rappresentano un pericolo politico e culturale che non può essere ignorato né normalizzato. Dietro la retorica della "sicurezza" e della "difesa dell'identità" si nasconde il solito progetto reazionario: dividere la popolazione, individuare capri espiatori e alimentare paura e rancore per raccogliere consenso.

Non accettiamo la narrazione tossica secondo cui i problemi sociali della nostra città avrebbero un colore della pelle o una nazionalità. I problemi non nascono dalla convivenza tra persone di culture diverse, ma da precarietà, salari bassi, caro-affitti ,impoverimento dei servizi pubblici e crescenti diseguaglianze. La propaganda identitaria di Futuro Nazionale serve a  mettere i penultimi contro gli ultimi, per lasciare intatti i privilegi di chi si arricchisce sulla nostra pelle.

La povertà, il degrado e l'insicurezza non si risolvono perseguitando chi è più vulnerabile, ma combattendo le disuguaglianze e l'abbandono dei territori.

A Pontedera vivono e lavorano migliaia di persone di origine straniera che contribuiscono ogni giorno alla vita della città. Tentare di trasformarle nel bersaglio di una campagna permanente di odio significa avvelenare la convivenza civile e aprire la strada a una cultura dell'esclusione e della discriminazione.

Le cosiddette "marce identitarie" non sono una risposta ai problemi reali. Sono provocazioni politiche costruite per diffondere una visione nazionalista, autoritaria e xenofoba della società. Chi le organizza non porta soluzioni: porta propaganda, divisione e conflitto tra persone che condividono gli stessi quartieri, gli stessi luoghi di lavoro e le stesse difficoltà.

Respingiamo con forza ogni tentativo di riportare indietro le lancette della storia. Respingiamo chi attacca i diritti delle donne, chi mette sotto accusa le persone LGBTQIA+, chi considera la diversità una minaccia invece che una ricchezza, chi sogna una società chiusa, patriarcale, gerarchica e fondata sull'esclusione.

Pontedera deve essere una città aperta, solidale e antifascista. Non lasceremo spazio a chi semina odio, razzismo e intolleranza. Contro ogni nazionalismo identitario, contro ogni discriminazione, contro ogni rigurgito fascista, continueremo a costruire solidarietà, partecipazione e conflitto sociale dal basso.

Pontedera non si piega all'odio.

Pontedera è antifascista.

FUORI FUTURO NAZIONALE DALLA VALDERA."

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