
L'Amministrazione comunale di Santa Maria a Monte interviene sulle dichiarazioni delle consigliere di Sinistra Plurale, Patrizia Faroni ed Elisa Eugeni, relative alla realizzazione dell'impianto fotovoltaico in via Lungomonte, respingendo le accuse di mancata programmazione e di inerzia nella tutela del territorio.
«La critica politica è legittima, ma dovrebbe partire da una corretta conoscenza dei fatti e delle competenze istituzionali. Sostenere che l'impianto fotovoltaico sia il risultato dell'immobilismo dell'Amministrazione significa ignorare quanto effettivamente avvenuto e, soprattutto, il quadro normativo che disciplina la realizzazione di questi impianti». Il Comune chiarisce innanzitutto che il progetto, della potenza di circa 6,8 MW, è stato presentato nell'Ottobre 2023 dalla società privata Sorgenia Renewables direttamente alla Regione Toscana, autorità competente al rilascio dell'Autorizzazione Unica.
«È bene chiarire un concetto fondamentale: non è stato il Comune a scegliere l'area, a proporre l'impianto o ad autorizzarne la realizzazione. La normativa nazionale consente, a determinate condizioni, l'installazione di impianti fotovoltaici anche in zone agricole e attribuisce alla Regione la competenza autorizzativa. Pensare che un Comune possa autonomamente impedire qualsiasi intervento semplicemente attraverso una diversa previsione urbanistica, significa non tenere conto della legislazione vigente».
L'Amministrazione respinge inoltre l'accusa di non essersi attivata per salvaguardare il paesaggio. «Già il 26 Gennaio 2024, ben prima delle attuali polemiche, il nostro Ufficio Tecnico aveva formalmente evidenziato alla Regione Toscana le criticità relative all'inserimento paesaggistico dell'impianto, richiamando espressamente le tutele previste dagli strumenti urbanistici comunali. Erano stati richiesti approfondimenti sulla vegetazione esistente, sugli alberi destinati all'abbattimento e soprattutto sull'impatto visivo dell'intervento rispetto, al sistema collinare ed alle visuali panoramiche storiche».
Richieste tutt'altro che generiche, tanto che la Regione Toscana, nel febbraio 2024, ha disposto la sospensione del procedimento per consentire alla società proponente di produrre le integrazioni necessarie. Anche sotto il profilo ambientale il percorso autorizzativo è stato tutt'altro che automatico. Nel marzo 2024 la Regione aveva inizialmente espresso una valutazione negativa sullo screening di incidenza ambientale, evidenziando criticità connesse alla vicinanza delle aree protette delle Cerbaie e di Montefalcone. Solo successivamente, a seguito di ulteriori approfondimenti, nell'Ottobre 2024, è stata rilasciata una valutazione favorevole, subordinata al rispetto di specifiche prescrizioni per la tutela della biodiversità, della vegetazione e dell'avifauna, compreso un monitoraggio ambientale pluriennale. Il procedimento si è infine concluso con il rilascio dell'Autorizzazione Unica da parte della Regione Toscana, con decreto n. 12655 dell'11 giugno 2025, successivamente rettificato nell'Ottobre dello stesso anno. L'autorizzazione, rilasciata alla società Sorgenia Andromeda, prevede il rispetto delle prescrizioni ambientali e una garanzia finanziaria di oltre 428mila euro per la futura dismissione dell'impianto e il ripristino dei luoghi.
«Questi sono fatti, documentati da comunicazioni ufficiali, pareri tecnici e provvedimenti regionali. Parlare di totale assenza di intervento da parte del Comune appare quindi quantomeno ingeneroso e non corrispondente alla realtà amministrativa». Quanto alle osservazioni di Sinistra Plurale sulla necessità di una diversa pianificazione urbanistica, l'Amministrazione sottolinea un ulteriore aspetto.
«Nessuno mette in discussione l'importanza della pianificazione territoriale, ma occorre ricordare che gli strumenti urbanistici comunali non possono derogare liberamente alle disposizioni legislative nazionali e regionali. Nel procedimento in questione, l'area è stata ricondotta dalla stessa Regione Toscana alle fattispecie di idoneità previste dalla normativa sulle energie rinnovabili. La possibilità di individuare aree preferenziali per gli investimenti non equivale al potere di vietare automaticamente gli impianti nelle altre aree. Affermare il contrario rischia di generare aspettative nei cittadini che non trovano riscontro nelle effettive competenze comunali».
L'Amministrazione ribadisce infine che la tutela del paesaggio e del territorio agricolo rimane una priorità, ma che deve essere perseguita attraverso strumenti giuridicamente legittimi e verifiche concrete. «Comprendiamo le preoccupazioni dei cittadini rispetto alle trasformazioni del paesaggio e condividiamo la necessità di conciliare la produzione di energia rinnovabile con la salvaguardia del territorio. Proprio per questo abbiamo chiesto approfondimenti e riteniamo fondamentale che tutte le prescrizioni contenute nei provvedimenti autorizzativi siano rigorosamente rispettate».
«Ciò che non possiamo accettare è che una vicenda amministrativa complessa, nella quale intervengono soggetti privati e diverse autorità pubbliche, venga ridotta a uno slogan sull'incapacità di governo della Giunta. La responsabilità politica non consiste nel promettere poteri che il Comune non possiede, ma nell'esercitare concretamente quelli che la legge gli attribuisce. Ed è ciò che questa Amministrazione ha fatto e continuerà a fare»
Notizie correlate
Tutte le notizie di Santa Maria a Monte
<< Indietro





