
Gli specialisti sono intervenuti nella mattinata odierna, rimuovendo il manufatto in sicurezza e trasferendolo in un luogo idoneo alla sua distruzione materiale
Era una bomba da mortaio da 81 millimetri, di fabbricazione italiana e priva di esplosivo, il residuato bellico trovato domenica scorsa dai parrocchiani davanti a una chiesa di Arezzo. La natura dell'ordigno è stata accertata dagli artificieri del nucleo Cmd del Reggimento Genio Ferrovieri dell'Esercito, con sede a Castel Maggiore, in provincia di Bologna.
Gli specialisti sono intervenuti nella mattinata odierna, rimuovendo il manufatto in sicurezza e trasferendolo in un luogo idoneo alla sua distruzione materiale. L'ordigno era stato rinvenuto all'interno di una siepe, nelle vicinanze di alcuni cantieri dell'acquedotto.
L'operazione di bonifica, coordinata con la Prefettura di Arezzo, è stata disposta dal Comando Territoriale Nord di Padova, responsabile degli interventi militari a supporto delle istituzioni pubbliche in tempo di pace nell'Italia centro-settentrionale, comprese le attività di bonifica dei residuati bellici.
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