La Geotermia di Enel protagonista al convegno dei 25 anni dell'Unione Geotermica Italiana

La due giorni di Roma, organizzata dall’UGI in collaborazione con il Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR, il nuovo Dipartimento di Geoscienze (CNR-GEO) e l’Università di Roma La Sapienza, ha visto gli interventi di Enel Green Power sui temi di innovazione e sviluppo sostenibile della risorsa.


Per celebrare i 25 anni dalla sua fondazione, l’Unione Geotermica Italiana (UGI-ETS) ha tenuto a Roma, nei giorni 8 e 9 ottobre 2026, il convegno “L’energia del Pianeta per un futuro sostenibile - La Geotermia per la sicurezza ed indipendenza energetica europea”, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR (CNR|DSSTTA), il nuovo Dipartimento di Geoscienze (CNR-GEO) e l’Università di Roma La Sapienza.

Il convegno, svoltosi nelle prestigiose sedi della Facoltà di Ingegneria civile e industriale in via Eudossiana e del CNR in piazzale Aldo Moro, “ha offerto – secondo le parole del presidente di UGI Bruno Della Vedova – l’opportunità non solo per ricordare il lavoro svolto fin qui da UGI, ma anche per indicare le linee d’azione nei prossimi 25 anni, coerenti con l’obiettivo europeo di decarbonizzazione dei consumi energetici entro il 2050 (Green Deal). Una parte importante è stata dedicata alle nuove tecnologie in corso di sperimentazione e in sviluppo, che moltiplicheranno l’efficienza di coltivazione di questa fonte e valorizzeranno risorse geotermiche che fino a pochi anni fa non erano utilizzabili. La geotermia, generosamente disponibile nel nostro Paese più che in altre aree europee, è la fonte di energia rinnovabile più affidabile e continuativa sul pianeta, non dipende dalle condizioni meteo o dall'alternarsi del giorno e della notte. Le nuove tecnologie apriranno la strada ad investimenti sostenibili e ad un aumento di scala degli impianti per far crescere significativamente il suo contributo alla domanda globale di energia termica ed elettrica”.

A questo proposito, significativo è stato il contributo di Enel Green Power a diversi panel del convegno con gli interventi del responsabile Geotermia Italia Luca Rossini, del responsabile esercizio impianti geotermici Francesco Lazzeri e di Massimo Luchini di Enel Geothermal Innovation. Dalle prospettive di sviluppo in Toscana e in Italia fino all’innovativa centrale di Cello Pabellon, in Cile, al progetto Shift, Enel Green Power ha confermato l’innovazione come alleata principale della risorsa geotermica: dalla Toscana al Cile, passando per l’Islanda, il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha infatti rafforzato il ruolo internazionale nello sviluppo della geotermia avanzata, portando competenze e tecnologie sulle nuove frontiere della cosiddetta “Geotermia superhot”.

Nel corso del congresso si è discusso delle opportunità e delle prospettive del settore, a partire dalla semplificazione normativa dei processi autorizzativi, i modelli finanziari e l’esigenza di un’azione coordinata e condivisa dell’intero settore nazionale, si è aggiunta la disamina delle nuove tecnologie in sperimentazione per la geotermia profonda. Capofila di questo settore è Enel, che già aveva conquistato i riflettori nell’ottobre 2025 al Superhot Geothermal Summit di Reykjavik, dedicato alla perforazione in ambienti geotermici ad altissima temperatura nell’ambito dell’Assemblea del Circolo Polare Artico 2025, e che a maggio aveva ospitato a Larderello il Kick-off Meeting tecnico del progetto SHiFT (SuperHot geothermal - Integrated demonstration and Flow Testing). Il programma, guidato da Reykjavík Energy e finanziato dal programma Horizon Europe con 10 milioni di euro su un investimento complessivo di 28 milioni, coinvolge 17 partner europei e punta a sviluppare tecnologie per l’utilizzo di fluidi geotermici oltre i 400°C, attraverso pozzi più profondi e performanti, con l’obiettivo di ampliare il potenziale della geotermia.

Ma il seminario dei 25 anni di UGI è stata anche l’occasione per approfondire il presente della geotermia toscana: Luca Rossini e Francesco Lazzeri hanno illustrato il contributo e il lavoro di Enel Green Power allo sviluppo sostenibile della risorsa, con particolare riferimento ai nuovi impianti che potranno essere realizzati tra Monterotondo Marittimo e l’Amiata grossetano e senese, alla realizzazione di nuovi teleriscaldamenti geotermici come quello in corso di ampliamento a Piancastagnaio o in costruzione ad Arcidosso, nonché al riutilizzo della CO2 carbon free con il cantiere di Nippon Sanso Operations alle fasi conclusive a Piancastagnaio, grazie al quale sarà possibile recuperare circa 100mila tonnellate di anidride carbonica di origine naturale, messa a disposizione da Enel Green Power ed utile a coprire circa il 30% del fabbisogno nazionale di CO2 pura, con destinazione prevalente per i comparti alimentare, delle bevande e farmaceutico.

In Toscana Enel Green Power gestisce il più antico e allo stesso tempo innovativo complesso geotermico del mondo, che conta 34 centrali geotermoelettriche, per un totale di 37 gruppi di produzione, dislocate tra le province di Pisa, Siena e Grosseto. I quasi 6 miliardi di KWh annui derivanti dall’attività geotermica, oltre a soddisfare più del 33% del fabbisogno elettrico regionale e a rappresentare il 70% delle rinnovabili prodotte in Toscana, forniscono calore utile a riscaldare 13 mila utenti residenziali in 9 Comuni geotermici nonché aziende ed esercizi commerciali, oltre a 26 ettari di serre, e contribuiscono ad alimentare un’importante filiera artigianale, agroalimentare e turistica con più di 60 mila visite all’anno presso i poli museali, gli eventi e le manifestazioni naturali, i percorsi di trekking geotermici.

Fonte: Enel Group

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