
L’incidente è avvenuto mentre l’uomo era impegnato nelle attività lavorative
Un operaio è morto in un incidente sul lavoro nel cantiere della linea ferroviaria ad Alta velocità a Firenze. L’incidente è avvenuto mentre l’uomo, un 31enne di origine marocchina che viveva a Firenze, operaio specializzato del consorzio Florentia, era impegnato nelle attività lavorative.
La morte sarebbe stata causata dalla caduta di un pilone durante la fase di scarico da un mezzo: secondo le testimonianze di altri operai di origine straniera che erano nel cantiere, sarebbe stato investito dal pilone durante una manovra di scarico, a causa di un cedimento. L'incidente si è verificato all'interno del cantiere della stazione Foster dell'Alta Velocità, in via Circondaria, area che si estende fino a via Zefferini. Da quanto appreso, altri quattro operai sarebbero in stato di choc.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la polizia e un’ambulanza. Sono in corso gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’incidente e ricostruire le circostanze della morte. Presenti anche la sindaca di Firenze Sara Funaro e il presidente della Regione Toscana.
Rfi "esprime il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari dell'operaio del consorzio Florentia, azienda impegnata nella realizzazione della nuova stazione AV di Firenze, deceduto oggi durante le attività di lavoro. La dinamica di quanto accaduto è al vaglio delle competenti autorità". Così Rfi in una nota in merito all'incidente sul lavoro avvenuto nel pomeriggio
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"Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone colpite da questa morte sul lavoro. Sarà necessario fare piena luce sulla dinamica e sulle cause dell’incidente. Una cosa però è certa: sulla salute e sicurezza nei cantieri bisogna fare molto di più, rafforzando prevenzione, controlli e responsabilità lungo tutta la catena degli appalti. La sicurezza sul lavoro deve venire prima di tutto. Ogni giorno nei cantieri si continua a morire o a subire gravi infortuni, è una strage che non può essere accettata né considerata una tragica fatalità", così in una nota la Filca-Cisl. "La richiesta di più sicurezza in tutti i cantieri, pubblici e privati - spiega Stefano Tesi responsabile territoriale di Firenze della Filca-Cisl Toscana - passa dal rispetto rigoroso delle norme sulla salute e sicurezza; dalla piena regolarità del lavoro, dei contratti e dai maggiori controlli. Il diritto di lavorare senza mettere a rischio la propria vita e più formazione per una vera cultura della sicurezza. Non è accettabile continuare a morire di lavoro. La sicurezza non è un costo ma un dovere e ogni vita persa rappresenta una ferita profondo per l'intera società"
Cordoglio e rabbia da parte di Cgil e Fillea Firenze: "Un’altra morte sul lavoro, ancora nel nostro territorio. Siamo sconvolti, addolorati e arrabbiati. Esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia della vittima e ai suoi colleghi. Chiediamo sia fatta chiarezza. Troppi morti nei cantieri, troppi morti nelle grandi opere, anche dove operano grandi stazioni appaltanti che dovrebbero garantire i massimi livelli di tutela e sicurezza". "Soltanto lunedì - continua il sindacato - eravamo in assemblea proprio in quel cantiere e abbiamo dedicato gran parte del tempo a parlare di salute e sicurezza sul lavoro, dell’importanza della formazione e della prevenzione. A distanza di appena due giorni siamo qui a piangere l’ennesima vittima, l’ennesimo operaicidio. È una cosa inaccettabile. La vita di chi lavora vale più di qualsiasi cronoprogramma. Servono controlli, formazione, prevenzione e un’organizzazione del lavoro che metta davvero al centro la salute e la sicurezza delle persone. Non possiamo limitarci ogni volta al cordoglio e alla rabbia. Valuteremo fin da subito iniziative di mobilitazione e protesta. Perché non è accettabile uscire di casa per andare a lavorare e non farvi più ritorno".
"Un ragazzo di appena 31 anni ha perso la vita mentre lavorava nel cantiere dell’Alta Velocità a Firenze, un altro è rimasto ferito. Una tragedia terribile, che colpisce profondamente tutta la nostra comunità. Alla famiglia, ai colleghi e ai suoi cari va il mio cordoglio e la vicinanza di tutto il Partito Democratico della Toscana. Sarà necessario fare piena luce sulla dinamica dell’incidente e accertare ogni eventuale responsabilità. Ma una cosa è certa: non possiamo continuare ad assistere a morti sul lavoro come se fossero una tragica fatalità inevitabile" così invece Emiliano Fossi, segretario del PD Toscana. "La sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta della politica, non un tema da evocare soltanto dopo ogni tragedia. Servono più controlli, più ispettori, investimenti nella prevenzione e responsabilità precise lungo tutta la filiera degli appalti. Il governo Meloni deve smetterla di rispondere a questa emergenza con annunci e dichiarazioni di circostanza: occorrono risorse, norme efficaci e interventi concreti. La politica ha il dovere di garantire che ogni persona possa tornare a casa viva dopo una giornata di lavoro. Ogni morte rappresenta una sconfitta per le istituzioni e per l’intero Paese. E non possiamo più permettercelo" conclude Fossi.
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