
L’incidente è avvenuto mentre l’uomo era impegnato nelle attività lavorative
Un operaio è morto in un incidente sul lavoro nel cantiere della linea ferroviaria ad Alta velocità a Firenze. L’incidente è avvenuto mentre l’uomo, un 31enne di origine marocchina che viveva a Firenze, operaio specializzato del consorzio Florentia, era impegnato nelle attività lavorative.
La morte sarebbe stata causata dalla caduta di un pilone durante la fase di scarico da un mezzo: secondo le testimonianze di altri operai di origine straniera che erano nel cantiere, sarebbe stato investito dal pilone durante una manovra di scarico, a causa di un cedimento. L'incidente si è verificato all'interno del cantiere della stazione Foster dell'Alta Velocità, in via Circondaria, area che si estende fino a via Zefferini. Da quanto appreso, altri quattro operai sarebbero in stato di choc.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la polizia e un’ambulanza. Sono in corso gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’incidente e ricostruire le circostanze della morte. Presenti anche la sindaca di Firenze Sara Funaro e il presidente della Regione Toscana.
Rfi "esprime il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari dell'operaio del consorzio Florentia, azienda impegnata nella realizzazione della nuova stazione AV di Firenze, deceduto oggi durante le attività di lavoro. La dinamica di quanto accaduto è al vaglio delle competenti autorità". Così Rfi in una nota in merito all'incidente sul lavoro avvenuto nel pomeriggio.
Anche il Consorzio Florentia esprime "il proprio profondo cordoglio per la scomparsa del collega coinvolto nel tragico incidente avvenuto questo pomeriggio nel cantiere della Stazione Forster di Firenze e si stringe con sincera vicinanza alla sua famiglia, ai suoi cari e ai colleghi. Il Consorzio sta collaborando pienamente con le autorità competenti per contribuire all'accertamento della dinamica dell'incidente".
I sindacati hanno proclamato uno sciopero del settore edile e un presidio a Firenze.
La ricostruzione dell'incidente
Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato colpito da una grossa trave metallica che si sarebbe sganciata durante una manovra, mentre il lavoratore si trovava all’interno di un rimorchio. In quella zona erano in corso le operazioni di rimozione e trasferimento sui camion di alcune travi provvisorie, necessarie per consentire il passaggio della talpa destinata a raggiungere l’area dal lato di viale Redi. Si tratta di un'area adiacente al cantiere, ma esterna.
L’infortunio è avvenuto intorno alle 16.15. A dare l’allarme al 118 sono stati i colleghi della vittima. Sul posto sono intervenuti i soccorritori, la polizia, il pubblico ministero di turno Alessandro Moffa e gli investigatori dell’Ispettorato del lavoro. I vigili del fuoco hanno portato nel cantiere una gru per spostare la pesante struttura metallica.
Dopo i primi accertamenti della polizia, spetterà agli ispettori del lavoro ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il pubblico ministero è rimasto sul posto per disporre il sequestro degli elementi necessari all’accertamento dei fatti.
La vittima, sposata e iscritta alla Cisl, era considerata un operaio esperto. Il sindacato ha sottolineato che il 31enne aveva già lavorato in altri cantieri di grandi opere e conosceva le procedure di sicurezza. Saranno gli accertamenti investigativi a chiarire le circostanze dell’incidente e le eventuali responsabilità.
Tre operai che hanno assistito all’incidente sono stati accompagnati all’ospedale Careggi di Firenze. Secondo quanto riferito da Giani, non hanno riportato conseguenze fisiche, ma sono stati affidati al personale sanitario per ricevere assistenza psicologica.
Sul luogo dell’infortunio sono ancora presenti il magistrato di turno e la polizia scientifica, impegnati nei rilievi per ricostruire quanto accaduto e chiarire le circostanze della morte dell’operaio.
Il fratello accorso sul posto
È accorso immediatamente sul luogo dell’incidente il fratello dell’operaio di 31 anni morto nel pomeriggio. A renderlo noto è stato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, intervenuto sul posto insieme alla sindaca Sara Funaro.
"Il cordoglio più intenso e più sentito per questo episodio, per questo incidente sul lavoro che è veramente stato drammatico", ha dichiarato Giani. Il governatore ha poi riferito di aver seguito, insieme alla sindaca, anche il dramma del fratello della vittima, accorso subito dopo aver appreso la notizia. Sul posto è arrivato anche il datore di lavoro dell’impresa per cui quest’ultimo lavora, per confortarlo.
Giani ha precisato che l’incidente è avvenuto "nell’area complementare al cantiere, non dentro il cantiere durante le operazioni di caricamento di una trave".
"Evidentemente questa operazione ha generato l’incidente su cui il magistrato sta facendo con la polizia scientifica tutti i rilievi", ha spiegato il presidente della Regione. La dinamica esatta resta quindi da accertare.
I commenti dei sindacati
"Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone colpite da questa morte sul lavoro. Sarà necessario fare piena luce sulla dinamica e sulle cause dell’incidente. Una cosa però è certa: sulla salute e sicurezza nei cantieri bisogna fare molto di più, rafforzando prevenzione, controlli e responsabilità lungo tutta la catena degli appalti. La sicurezza sul lavoro deve venire prima di tutto. Ogni giorno nei cantieri si continua a morire o a subire gravi infortuni, è una strage che non può essere accettata né considerata una tragica fatalità", così in una nota la Filca-Cisl. "La richiesta di più sicurezza in tutti i cantieri, pubblici e privati - spiega Stefano Tesi responsabile territoriale di Firenze della Filca-Cisl Toscana - passa dal rispetto rigoroso delle norme sulla salute e sicurezza; dalla piena regolarità del lavoro, dei contratti e dai maggiori controlli. Il diritto di lavorare senza mettere a rischio la propria vita e più formazione per una vera cultura della sicurezza. Non è accettabile continuare a morire di lavoro. La sicurezza non è un costo ma un dovere e ogni vita persa rappresenta una ferita profondo per l'intera società"
Cordoglio e rabbia da parte di Cgil e Fillea Firenze: "Un’altra morte sul lavoro, ancora nel nostro territorio. Siamo sconvolti, addolorati e arrabbiati. Esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia della vittima e ai suoi colleghi. Chiediamo sia fatta chiarezza. Troppi morti nei cantieri, troppi morti nelle grandi opere, anche dove operano grandi stazioni appaltanti che dovrebbero garantire i massimi livelli di tutela e sicurezza". "Soltanto lunedì - continua il sindacato - eravamo in assemblea proprio in quel cantiere e abbiamo dedicato gran parte del tempo a parlare di salute e sicurezza sul lavoro, dell’importanza della formazione e della prevenzione. A distanza di appena due giorni siamo qui a piangere l’ennesima vittima, l’ennesimo operaicidio. È una cosa inaccettabile. La vita di chi lavora vale più di qualsiasi cronoprogramma. Servono controlli, formazione, prevenzione e un’organizzazione del lavoro che metta davvero al centro la salute e la sicurezza delle persone. Non possiamo limitarci ogni volta al cordoglio e alla rabbia. Valuteremo fin da subito iniziative di mobilitazione e protesta. Perché non è accettabile uscire di casa per andare a lavorare e non farvi più ritorno".
La Uil Toscana e la Feneal Uil Toscana "esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia della vittima. Tale episodio è di una gravità enorme. Non solo perché una persona non farà ritorno a casa dalla propria famiglia questa sera, ma perchè questo tipo di cantieri è sempre stato attenzionato da una profonda sensibilità e coperto da una serie di accordi proprio sulla trasparenza e la sicurezza sul lavoro". Così Paolo Fantappiè, segretario generale Uil Toscana e Daniele Battistini, segretario generale Feneal-Uil Toscana, "chiediamo con urgenza un incontro al Comune di Firenze ed alla committenza del cantiere: vogliamo capire le dinamiche dell'incidente, i motivi di rischio specifico all'interno del cantiere e promuovere i provvedimenti necessari al maggior controllo e tutela possibile della salute. Non ci fermeremo finchè non raggiungeremo il nostro obiettivo di Zero Morti sul Lavoro!".
Le Segreterie regionali di FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI "si stringono attorno alla famiglia, ai cari ed ai colleghi del lavoratore che ha perso la vita oggi nel cantiere del sotto attraversamento di Firenze. In momenti di così profondo dolore, desideriamo esprimere la nostra più sentita vicinanza a tutte le persone colpite da questa gravissima perdita. In attesa che le autorità preposte facciano la dovuta chiarezza sui fatti, questo drammatico evento ci ricorda quanto sia fondamentale mantenere sempre massima l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. La tutela e la cura di chi lavora, specialmente nella complessità dei grandi cantieri e delle grandi opere infrastrutturali, devono rimanere l’impegno prioritario e costante di tutte le parti coinvolte".
Sulla morte dell'operaio così infine Silvia Russo, segretaria generale Cisl Toscana e Fabio Franchi, segretario generale Cisl Firenze-Prato: "Il dolore e la costernazione sono fortissimi di fronte all’ennesima tragedia che ha colpito il mondo del lavoro fiorentino e toscano. Altrettanto forte deve essere la risposta delle istituzioni: non possiamo arrenderci al susseguirsi dei morti sul lavoro, che insanguinano ogni giorno la nostra comunità. Ci uniamo con il cordoglio alla famiglia del lavoratore deceduto e ai suoi colleghi. Era un iscritto alla Filca-Cisl, un operaio specializzato, con molte esperienze nei cantieri alle spalle. Conosceva le procedure di sicurezza, parlava benissimo l’italiano e non lavorava in subappalto, ma direttamente con l’impresa principale del cantiere della stazione Foster. Per questo rilanciamo l’appello che abbiamo fatto qualche giorno fa: i protocolli non vanno solo firmati, vanno fatti rispettare. La lotta alle morti sul lavoro deve essere un impegno comune di tutte le istituzioni, degli enti preposti e delle organizzazioni sindacali. Oggi piangiamo. Da domani pretendiamo nuovi percorsi e controlli nei cantieri, fine dei sub appalti al ribasso con dumping contrattuale, formazione vera e responsabile e soprattutto ascolto dei lavoratori e delle lavoratrici nelle segnalazioni di sospetto. Non ci fermeremo per disperazione, non ci fermeremo per rassegnazione".
L'Arcivescovo di Firenze: "Tutela lavoratori prima di tutto"
"È grande il dolore per l’operaio che ha perso la vita mentre stava svolgendo il suo lavoro in cantiere, lo affidiamo al Signore, preghiamo per lui, per i suoi familiari, e siamo vicini ai suoi colleghi. Questa nuova tragedia avvenuta nella nostra città rinnova il cordoglio, la sofferenza, ma non possiamo continuare a versare lacrime per una piaga, quella delle morti sul lavoro, che sembra insanabile. Il lavoro deve essere per ogni uomo fonte di dignità, di sostentamento e deve dare vita, mai la morte. Non dobbiamo stancarci di dire che la tutela della salute di chi lavora deve venire prima di ogni cosa, e che ogni sforzo deve essere speso da parte di tutti nella prevenzione, nella sicurezza, nel rispetto delle regole. Il Signore accolga chi oggi ha perso la vita e illumini le coscienze di quanti hanno responsabilità nel mondo del lavoro e di tutti noi", così' l'Arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli.
Il cordoglio dalla politica
La morte dell'operaio di 31 anni ha suscitato numerose reazioni dal mondo politico, con esponenti di maggioranza e opposizione che hanno espresso cordoglio per la vittima e vicinanza alla famiglia, chiedendo che venga fatta piena luce sulle cause dell’incidente. (leggi qui)
Notizie correlate
Tutte le notizie di Firenze
<< Indietro





