Commissione a porte chiuse, Giglioli: "Ecco come è andata"

La seduta della Commissione Urbanistica di Castelfiorentino finisce al centro delle polemiche per il diniego di accesso a un consigliere comunale di Certaldo. A sollevare la questione è la presidente della Commissione Atti Normativi Susi Giglioli, che contesta la decisione e accende i riflettori anche sulle criticità procedurali legate al Piano Strutturale Intercomunale.

Ritengo doveroso intervenire personalmente per confermare e chiarire quanto accaduto ieri, 15 ottobre, durante la seduta della Commissione Consiliare Urbanistica del Comune di Castelfiorentino, in merito all’episodio denunciato pubblicamente da Andrea Ridi.

Ero presente alla seduta e posso quindi riferire direttamente lo svolgimento dei fatti.

Una persona, successivamente identificata come consigliere comunale di Certaldo, aveva chiesto di poter assistere ai lavori della Commissione esclusivamente come uditore, senza alcun diritto di intervento.

La richiesta è stata inizialmente respinta dal responsabile tecnico presente, che ha successivamente portato la questione all’attenzione dei componenti della Commissione.

A quel punto sono intervenuta personalmente, anche nella mia veste di presidente della Commissione Consiliare Atti Normativi, ricordando che il regolamento comunale contempla la possibilità per il pubblico di assistere alle sedute delle commissioni, senza diritto di parola.

Il presidente della Commissione Urbanistica, Federico Fioravanti, pur condividendo il mio chiarimento, si è poi assunto personalmente la responsabilità di impedire l’accesso alla seduta.

Una decisione che ritengo prevaricante, soprattutto perché assunta da un rappresentante della maggioranza, e in evidente contrasto con quei principi di trasparenza e partecipazione di cui il PD e la maggioranza stessa dovrebbero essere i primi a dare esempio.

Nello specifico, la Commissione stava esaminando una questione relativa al Piano Strutturale Intercomunale, uno strumento di pianificazione che coinvolge più amministrazioni, tra cui Castelfiorentino e Certaldo.

Erano oggetto di approfondimento alcune criticità procedurali sollevate da una società privata, riguardanti la cronologia di documenti, integrazioni e valutazioni tecniche intervenute nell’iter amministrativo.

Si tratta di circostanze che meritano particolare attenzione, poiché eventuali incongruenze procedurali, qualora confermate, potrebbero assumere rilievo nell’ambito di un possibile contenzioso amministrativo.

Castelfiorentino, proprio per il ruolo di Comune capofila del Piano Strutturale Intercomunale, potrebbe essere chiamato a confrontarsi con le conseguenze di tale contenzioso, anche laddove il procedimento specifico non riguardi direttamente il proprio territorio.

Su questo punto voglio essere altrettanto chiara: se non verrà dimostrata la piena regolarità della sequenza temporale degli atti e dell’intero procedimento amministrativo, la Lega non si assumerà alcuna responsabilità politica avallando con il proprio voto un provvedimento sul quale permangono dubbi di legittimità.

Vedremo chi, invece, sarà disposto ad assumersela davanti al Consiglio Comunale e ai cittadini.

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