
La Casa del Popolo di Impruneta lancia un appello a frantoi e produttori agricoli per sostenere le comunità contadine palestinesi in Cisgiordania, colpite dalle violenze e dalla distruzione degli ulivi
Prende ufficialmente il via la prima fase di “Olivicoltori per la Palestina”, progetto promosso dalla Casa del Popolo di Impruneta su impulso di alcune olivicoltrici del territorio. L’iniziativa nasce per dare una risposta concreta alle violenze, ai soprusi e alle continue devastazioni che i coloni israeliani compiono ai danni delle comunità contadine in Cisgiordania, colpendo al cuore la loro principale fonte di vita e di identità: la coltivazione dell'olivo.
In questa prima fase operativa, l’obiettivo prioritario è costruire la rete di raccolta e trasformazione, chiamando a raccolta frantoi, aziende agricole e singoli olivicoltori affinché aderiscano al progetto.
"Così come per quanto di orrendo e inaccettabile è avvenuto e sta avvenendo a Gaza - spiegano i promotori dell'iniziativa - prendiamo posizione contro le violenze, le ingiustizie e i soprusi che ogni giorno straziano la vita delle comunità agricole palestinesi in Cisgiordania, travolte quotidianamente dall’odio e dalla ferocia dei coloni israeliani. Il nostro potrà sembrare un gesto piccolo ma per noi ha il grande valore simbolico della solidarietà contadina che ci lega a quel popolo martoriato".
Un ponte di solidarietà attraverso la terra
L'iniziativa nasce in reazione all'occupazione, alle violenze dei coloni Israeliani e alla distruzione degli ulivi che minacciano quotidianamente il lavoro nei campi in Cisgiordania. Nel villaggio di Beit Doqu (Governatorato di Gerusalemme), abitato da circa 2.000 persone, la popolazione affronta un grave isolamento all'interno della cosiddetta "enclave di Biddu", circondata da insediamenti di coloni Israeliani, dal Muro e da restrizioni all'accesso ai terreni agricoli. Per queste comunità la coltivazione degli ulivi rappresenta non solo la principale fonte di sostentamento economico, ma anche un simbolo identitario e di legame con la propria terra per questo la solidarietà degli olivicoltori imprunetini ha un significato simbolico oltreché concreto.
Come aderire (Frantoi e Produttori)
La riuscita della raccolta fondi dipende dalla collaborazione attiva della filiera locale. In questa fase di avvio, l'appello si rivolge direttamente a due soggetti chiave:
- Ai frantoi del territorio affinché si rendano disponibili come punto di snodo solidale, assumendo l'impegno a raccogliere l’olio donato.
- Agli olivicoltori e alle aziende agricole: donare una quota del proprio raccolto di olive (o di olio già franto) e farsi promotori attivi del progetto presso il proprio frantoio di fiducia per incentivarne l'adesione.
Vendita e destinazione delle risorse
L'olio solidale sarà distribuito in latte da 500 ml al prezzo finale di 12 euro (IVA inclusa):
- 4 euro saranno trattenuti dal frantoio a copertura forfettaria dei costi vivi di lavorazione e confezionamento;
- 8 euro andranno direttamente al fondo di solidarietà.
L'intero ricavato netto sarà trasferito dalla Casa del Popolo di Impruneta ad ARCI Firenze, che finanzierà interventi sul campo in collaborazione con la Beit Doqu Development Society (BDDS): acquisto di macchinari per la frangitura e strumenti per la raccolta, fornitura di attrezzature per la potatura, concimi e sistemi di irrigazione, oltre a corsi di formazione agroecologica per i giovani agricoltori del villaggio.
Come partecipare e contatti
Per dettagli sulle modalità di adesione dei frantoi, sul conferimento delle olive o sull'acquisto dell'olio solidale sul sito dell'iniziativa Olivicoltori per la Palestina (https://sites.google.com/view/olivicoltori-per-la-palestina/home?authuser=0
Manifesto Olivicoltori per la PalestinaFonte: Arci Firenze
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