
Promosso da Masoni nello spazio MENOUNOstudium, il progetto unisce manifattura e linguaggio audiovisivo orientato al mondo della moda
Il mondo della conceria incontra l'arte e la sperimentazione sonora in un progetto culturale promosso da Masoni Conceria S.p.A. Negli spazi del MENOUNOstudium è stata allestita la mostra temporanea 'Sonus Operae', un'esposizione interamente dedicata alla valorizzazione del 'patrimonio acustico manifatturiero' che esplora i confini tra industria, percezione artistica e identità del territorio.
L'iniziativa parte da una riflessione profonda sul nostro rapporto con l'ambiente sonoro quotidiano: "I suoni -spiegano i curatori del percorso espositivo - riempiono le nostre giornate e, per la maggior parte del tempo, non siamo noi a scegliere cosa ascoltare. Con questo progetto abbiamo voluto tentare una sfida: trasformare i rumori in suoni e rendere piacevole ciò che all'orecchio risultava disturbante. In 'Sonus Operae' i suoni del lavoro di tutti i giorni sono diventati vera e propria musica".
Il percorso sonoro di Piero Fragola
L'impalcatura musicale della mostra porta la firma del sound designer Piero Fragola, autore delle composizioni nate nel cuore dello stabilimento: "L'opera - racconta Fragola - mi è stata commissionata da Masoni con l'obiettivo di realizzare tre brani musicali inediti. Il lavoro è iniziato sul campo, registrando i suoni reali delle macchine e dei processi produttivi aziendali, per poi editarli al computer e comporre le tracce definitive. È una composizione che si muove su un territorio di confine, in cui i campioni industriali interagiscono con le mie linee vocali, i sintetizzatori e la chitarra, con l'intento di spingere l'ascoltatore a interrogarsi sulla natura del suono e sulla sua provenienza".
Il materiale acustico è stato inciso su un vinile suddiviso in tre tracce. La prima, intitolata 'The Rhythms', si apre con i suoni percussivi del laboratorio, tra test di compressione ad aria, prove di stress e sfregamento sui materiali, arricchiti dal ritmo di gocce, forbici e pistole ad aria compressa che dialogano con basso, sintetizzatori e archi. La seconda traccia, 'Layers', infittisce la trama ritmica con il taglio delle pelli e il rumore dei piatti, per poi evolvere in un finale dal carattere sinfonico dominato dall'eco del muletto elettrico e chiuso dal test di strappo della pelle.
Il progetto audiovisivo
Accanto alla dimensione sonora, la mostra propone un percorso visivo composto da sei episodi video sulle fasi produttive e da un videoclip principale. A illustrare la genesi dell'opera è il regista Edoardo Scarpellini, insieme al director e regista David Lopardo: "'Sonus Operae' nasce come un progetto audiovisivo diretto da me, Piero Fragola e David Lopardo, commissionato con l'obiettivo di suggerire una chiave di lettura diversa, orientata alla moda e distante dal classico racconto del sistema conciario. Abbiamo effettuato registrazioni ambientali ad hoc per mettere in risalto gli strumenti e tradurli nella base del vinile, legata in particolare al brano 'Layers' e al suo videoclip".
La realizzazione ha visto il lavoro di una squadra affiatata, c'è chi si è occupato del montaggio, chi della parte creativa, chi della produzione per coordinare maestranze e sound design, infine chi ha curato la direzione della luce e della fotografia insieme a Daniele Lopardo.
Il valore culturale e le voci del territorio
L'inaugurazione ha visto la partecipazione di numerose autorità, tra cui i vicepresidenti del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo e Diego Petrucci, la consigliera regionale Serena Bulleri e i sindaci di Montopoli in Val d'Arno, Linda Vanni, Santa Maria a Monte, Manuela Del Grande, e San Miniato, Simone Giglioli.
A sottolineare il profondo legame con l'identità locale è stato il sindaco di Santa Croce sull'Arno, Roberto Giannoni: "La cultura della concia appartiene profondamente alla memoria di tutti noi santacrocesi. Siamo cresciuti con il sottofondo dei cilindri e delle cinghie di lavorazione: veder trasformare questo patrimonio di fatica e identità in un'opera d'arte è un motivo di orgoglio per la comunità".
Il lavoro manifatturiero che diventa arte, uno strumento per stimolare il pensiero critico e posizionare il distretto manifatturiero sulla frontiera dell'innovazione in Toscana. Il tutto nel segno del messaggio chiave che accompagna la mostra: "Tutto è musica e con tutto si può fare musica. Fin dalle sue testimonianze preistoriche, l'uomo ha dimostrato di non poterne fare a meno".
Teresa Vitrano
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