
Dalla prima lezione a sette anni al diploma magistrale al Conservatorio di Firenze: una storia di dedizione e amore per la musica
A volte i sogni non si interrompono. Cambiano mani, attraversano una generazione e trovano una voce nuova. Quello di Teresa, che avrebbe voluto diventare violinista senza riuscire a realizzare il proprio desiderio, oggi risuona nell’archetto della figlia Lorena Palmieri, che a soli 21 anni ha conquistato la Laurea Magistrale in violino al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, ottenendo 110 e lode e menzione.
Un risultato prestigioso, raggiunto ieri al termine di un percorso nel quale il talento ha incontrato lo studio, la disciplina e una passione coltivata fin dall’infanzia. Perché la musica, nella vita di Lorena, non è mai stata soltanto una materia da imparare. È stata una presenza quotidiana, un linguaggio familiare, un modo di guardare il mondo.
Ha cominciato a studiare violino a sette anni con Marzia Vignozzi, direttrice e docente dell’Accademia Musicale di San Miniato Basso. Poi il cammino è proseguito con il maestro Claudio Freducci, mentre a 16 anni Lorena è entrata al Liceo Musicale Dante di Firenze, dove ha potuto dare una forma sempre più concreta alla propria vocazione. L’ammissione al Conservatorio Cherubini ha segnato una nuova tappa, con il maestro Marco Lorenzini come guida nel perfezionamento dello strumento. A 19 anni era già arrivata la laurea triennale in violino, conseguita con 110 e lode. Due anni dopo, il nuovo traguardo, ancora più significativo, racconta la continuità di un impegno che non si esaurisce nel voto, per quanto straordinario.
A suggellare la giornata è stata l’esecuzione del Concerto per violino e orchestra in re maggiore, op. 35, di Pëtr Il’ič Čajkovskij, affrontato con maestria e accompagnato al pianoforte da Daria Aleshina. Una partitura celebre e impegnativa, nella quale il violino deve saper essere insieme forza, delicatezza e canto.
Intorno a Lorena c’è una famiglia che ha respirato musica. C’è soprattutto Teresa, che ha trasmesso alla figlia la propria passione e le ha fatto conoscere, fin da piccola, il mondo dei concerti, anche grazie alla vicinanza di amici di famiglia violinisti e pianisti.
Forse è anche questo il significato più bello del risultato: una laurea appartiene a chi la conquista, ma può custodire una storia più grande. I sogni, qualche volta, non arrivano tardi. Arrivano attraverso qualcuno che li porta avanti.
Fonte: Ufficio Stampa - Orchestra Busoni
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