Corteo contro il caro vita: ore di stallo e tensioni davanti a via Tornabuoni a Firenze

Manganellate e lancio di oggetti e petardi, tentativo di mediazione fallito. Una parte dei manifestanti entra nei binari della tramvia dopo aver provato a entrare in stazione


Tensioni a Firenze durante la manifestazione contro il caro vita e il governo, non autorizzata, che dal pomeriggio ha sfilato nel centro. I manifestanti, fermi per ore sul ponte Santa Trinita, hanno cercato di raggiungere via Tornabuoni, la strada delle vetrine del lusso considerata il salotto buono della città, ma le forze dell’ordine, con blindati e agenti in tenuta antisommossa, hanno bloccato l’accesso. Dopo ore di stallo la manifestazione si è avviata alla conclusione: gran parte dei partecipanti se n’è andata, alcune decine di persone sono rimaste a presidiare la zona e la polizia è rimasta schierata.

Il raduno è iniziato nel primo pomeriggio in piazza Santa Maria Novella, dove si erano ritrovate alcune centinaia di persone, tra giovani, giovanissimi e semplici cittadini. Durante i controlli le forze dell’ordine hanno accompagnato in questura per l’identificazione una decina di persone sorprese con il passamontagna. Le loro posizioni saranno valutate al termine del corteo.

Dopo una trattativa con la polizia, il corteo è partito intorno alle 16:15 verso piazza Santo Spirito, con un lungo applauso e al grido "siamo tutti antifascisti". Strada facendo si è ingrossato: oltre un migliaio di persone ha sfilato pacificamente fino alla piazza, con cori contro il governo.

Lo stallo a via Tornabuoni

Da Santo Spirito i manifestanti hanno deciso di proseguire verso il cuore della città e le strade dello shopping. Hanno trovato la polizia a sbarrare via Tornabuoni e il lungarno verso Ponte Vecchio e si sono accalcati sul ponte Santa Trinita.

Ci sono stati contatti con le forze dell’ordine, lanci di oggetti e petardi contro gli agenti, cori e insulti, e alcune manganellate di alleggerimento. Le tensioni sono durate pochi minuti per volta, a più riprese. I manifestanti urlavano "fateci passare", ma anche "servi", "via la Digos dai cortei" e "siamo tutti sottopagati". A un certo punto è stato azionato il motore di una motosega senza lame. Alle 20 i partecipanti, ormai molto pochi, non avevano ancora lasciato il ponte. Il consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi, in testa al corteo, ha provato a mediare proponendo di dirigersi verso San Lorenzo, ma senza successo.

Nel pomeriggio, mentre il grosso del corteo andava verso il ponte Santa Trinita, una parte dei manifestanti si è ritrovata alla stazione di Santa Maria Novella e ha tentato di entrare nello scalo, protetto da un cordone di polizia. Dopo aver rinunciato, si è riversata sui vicini binari della tramvia, dove sono intervenuti polizia e carabinieri.

L’occupazione dei binari è poi terminata: i pochi manifestanti rimasti seduti, che bloccavano il servizio, sono stati invitati ad alzarsi dalle forze dell’ordine e hanno accolto l’invito. L’interruzione della tramvia è durata circa un’ora e il servizio è ripartito da poco.

I gruppi di destra

In piazza della Repubblica si era intanto radunato un gruppo di persone che più volte ha intonato il coro "Italia, nazione, remigrazione", anche al passaggio di alcune donne che indossavano il velo. Il gruppo si è poi diretto verso il corteo, sfaldandosi progressivamente: non ci sono stati contatti né tensioni con i manifestanti. Un altro gruppetto di simpatizzanti di destra si è avvicinato al corteo nei pressi di via Tornabuoni e ha cantato l’inno nazionale, finché le forze dell’ordine non lo hanno invitato ad allontanarsi.

Dal Comune di Firenze fanno sapere che la sindaca Sara Funaro ha seguito con attenzione la manifestazione ed è in contatto con prefettura, questura e comando della polizia locale.

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