
Centinaia di studenti da piazza Santa Maria Novella verso piazza Indipendenza, con docenti e Cgil. Il Cdx: "Da corteo slogan 'Ministro a testa in giù'"
Alcune centinaia di studenti sono scesi in piazza a Firenze per protestare contro il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, atteso oggi in città in occasione del Festival delle Regioni. Il numero dei partecipanti potrebbe aumentare fino a raggiungere circa un migliaio nel corso della manifestazione.
Il corteo è partito da piazza Santa Maria Novella e si è diretto verso la zona di San Lorenzo, con l'obiettivo di arrivare in piazza Indipendenza. Alla mobilitazione partecipano anche alcuni insegnanti e rappresentanti della Cgil.
Durante la sfilata, gli studenti hanno scandito slogan a difesa della scuola pubblica e contro il ministro, atteso nel pomeriggio per un intervento in una sede che, al momento, non è stata ancora resa nota. Tra le bandiere presenti nel corteo anche quelle della Palestina.
Nel corso della manifestazione si sono registrati momenti di tensione tra gli studenti e le forze dell'ordine. Il corteo è rimasto fermo per oltre mezz'ora tra via del Giglio e via del Melarancio, dove era previsto il passaggio verso piazza dell'Unità. Una parte dei manifestanti ha cercato di proseguire in direzione di piazza San Lorenzo, per poi raggiungere via Cavour e piazza Duomo. Gli studenti hanno tentato di forzare la linea della polizia, ma sono stati bloccati. Il personale della Digos in abiti civili è intervenuto per contenere la spinta dei manifestanti. In prima fila con gli studenti c'era il consigliere comunale Dmitrij Palagi.
Dopo il confronto con la Digos, il corteo è ripartito. Gli studenti hanno quindi ripreso la marcia verso piazza della Stazione, per poi dirigersi, passando dai viali, verso piazza Indipendenza.
Sul posto, a un centinaio di metri oltre le Cappelle Medicee, presente anche un reparto mobile mobile della Polizia di Stato con i caschi indossati. La manifestazione si è conclusa in piazza Indipendenza, così come previsto.
Il Cdx: "Da corteo 'Ministro 'a testa in giu', frase grave"
Condanna da parte del centrodestra per alcuni cori che sarebbero stati rivolti al ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara durante il corteo studentesco a Firenze. A intervenire sono stati gli esponenti della Lega Tiziana Nisini, commissaria del partito a Firenze, Federico Bussolin, segretario provinciale, e Guglielmo Mossuto, capogruppo in Consiglio comunale, che hanno espresso solidarietà al ministro.
"Da una parte, i manifestanti di Firenze chiedono di poter dialogare col Ministro Valditara, ma dall'altra, con tanto di megafono, ecco partire una sorta di 'canzoncina' in cui auspicano di sognarlo a testa in giù", affermano i tre esponenti leghisti, definendo il contenuto "frase ingiuriosa e grave che stigmatizziamo con forza".
Nel loro intervento, Nisini, Bussolin e Mossuto contestano anche le occupazioni scolastiche, sostenendo che "ledono il diritto alla consueta attività didattica di chi vorrebbe, per noi la maggioranza, seguire le normali lezioni". Gli esponenti della Lega ringraziano inoltre Valditara per "il costante e grande impegno profuso per rendere migliore la scuola italiana, con risultati tangibili". E aggiungono: "Se, poi, lo ribadiamo, si augura le peggiori cose a Valditara, allora siamo in presenza di una deriva totalmente antidemocratica e inammissibile".
Sulla vicenda è intervenuto anche Francesco Torselli, esponente di Fratelli d'Italia-ECR, che ha espresso "piena solidarietà al ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara per i cori e gli slogan minacciosi rivolti contro di lui durante il corteo studentesco di Firenze".
Torselli ha distinto la protesta studentesca dagli slogan contro il ministro, citando le espressioni "Valditara a testa in giù" e "Valditara appeso". "C'è una differenza netta tra gli studenti che protestano legittimamente per denunciare ciò che non funziona nella scuola e i soliti compagni dei collettivi che, non avendo proposte né argomenti, si limitano a slogan come 'Valditara a testa in giù' e 'Valditara appeso'", ha dichiarato.
L'esponente di FdI ha concluso ribadendo: "Manifestare è un diritto, minacciare è inaccettabile. La scuola dovrebbe educare al confronto e al rispetto, non diventare il palcoscenico di chi sostituisce le idee con l'odio. Al ministro Valditara va tutta la nostra solidarietà".
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