Mattarella a Santa Croce per ammirare gli affreschi restaurati di Giotto

Il presidente della Repubblica ha visitato la Cappella Bardi, dove sono state restituite alla loro bellezza le Storie di San Francesco dopo quattro anni di lavori


Il presidente Sergio Mattarella, accolto dal Rettore della Basilica padre Franco Buonamano insieme alla presidente dell’Opera di Santa Croce Irene Sanesi, ha visitato stamani la Cappella Bardi dove è stato appena restaurato il ciclo raffigurante. Le storie di San Francesco, opera matura di Giotto, caratterizzata da una forte intensità espressiva e da una rivoluzionaria concezione dello spazio. Il presidente è stato poi accompagnato sul percorso dei Grandi italiani di Santa Croce, si è soffermato in particolare dinanzi ai monumenti di Foscolo, Machiavelli, Dante e Michelangelo.

“La visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla basilica di Santa Croce è stata per la nostra comunità francescana motivo di profonda gratitudine e sincera emozione - sottolinea padre Franco Buonamano - Desideriamo ringraziare il Capo dello Stato per aver accolto l’invito a visitare questo luogo così importante per la storia, l’arte e la spiritualità del nostro Paese, soffermandosi ad ammirare gli affreschi di Giotto, recentemente restaurati, che tornano a restituirci tutta la loro straordinaria bellezza. La sua presenza assume un significato particolare nell’anno in cui ricordiamo gli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi. È un’occasione preziosa per riscoprire l’attualità del messaggio del Poverello: la fraternità, la pace, il rispetto per ogni persona e la cura del creato. Valori che non appartengono soltanto alla memoria del passato, ma che continuano a interpellare le nostre coscienze e a indicare una strada per il futuro”.

“La visita e l’incontro pieno di cordialità di oggi con il presidente Mattarella costituisce per l’Opera di Santa Croce il coronamento più significativo e prezioso alla conclusione di questo restauro epocale - afferma la presidente Sanesi - Cura, sapienza, competenze hanno caratterizzato questo intervento che è il positivo modello di una proficua collaborazione tra istituzioni. Tornare ad ammirare, accanto al presidente Mattarella, il genio dell’arte giottesca è stata una grande emozione, nella consapevolezza che la condivisione di un bene universale come Le storie di San Francesco costituisce un’opportunità di arricchimento personale e comunitario. Al Presidente va la nostra gratitudine profonda per questo ritorno a San Croce, luogo eletto della memoria nazionale e della spiritualità francescana”.

Per il presidente Mattarella si è trattato di un ritorno a Santa Croce dopo la visita del 2016, in occasione della conclusione del restauro dell’Ultima Cena di Giorgio Vasari, e la più recente del 2022 per la celebrazione conclusiva dell’Incontro dei sindaci del Mediterraneo. La basilica, lo ricordiamo, fa parte del patrimonio del Fondo Edifici di Culto (FEC) del ministero dell’Interno.

Padre Buonamano aggiunge inoltre che “Santa Croce custodisce una storia fatta di fede, arte e testimonianze di uomini e donne che hanno contribuito alla vita culturale e civile della nostra comunità nazionale. Accogliere il Presidente della Repubblica significa anche rinnovare il legame tra questo patrimonio e il servizio alle istituzioni, alla società e al bene comune”. “A nome della comunità francescana, esprimo al Presidente Mattarella la nostra riconoscenza e la nostra gratitudine per l’attenzione riservata alla Basilica e per il significato che ha voluto attribuire a questa visita - conclude il Rettore della basilica - Ci piace leggerla anche come un segno di vicinanza a una comunità che, nel solco di san Francesco, desidera continuare a essere luogo di incontro, dialogo e fraternità”.

“L’amore per il nostro Paese, espresso dai Grandi italiani che nella basilica vengono celebrati, ma anche la forza del messaggio francescano caratterizzato dalla predicazione della solidarietà tra gli uomini, trovano nel nostro Presidente un interprete e un punto di riferimento imprescindibile anche nei momenti più complessi della nostra vita civile. Per questo lo ringraziamo”, sottolinea ancora la presidente Sanesi.

Il Presidente, a conclusione della visita, ha ricevuto il saluto della Comunità francescana e del Consiglio di amministrazione dell’Opera di Santa Croce. Il restauro e il percorso dei Grandi sono stati illustrati da Eleonora Mazzocchi, responsabile dell’Area tutela e valorizzazione dell’Opera.

Dopo quattro anni di intenso lavoro le pitture murali di Giotto, testo capitale del primo quarto del Trecento e punto di riferimento degli artisti successivi, sono state restituite – dallo scorso settembre - ai fedeli e ai visitatori che arrivano in Santa Croce da tutto il mondo. Il progetto di studio approfondito e il successivo restauro è stato promosso dall’Opera di Santa Croce con l’Opificio delle Pietre Dure, che l’ha progettato e realizzato, a sostenerlo la Fondazione CR Firenze, l’Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano (ARPAI) e un gruppo di appassionati e generosi donatori privati, tra cui Veronica e Dominque Marzotto, Jon e Barbara Landau e William von Mueffling. La campagna #Giving4Giotto ha accompagnato il restauro, attivando la generosità di persone da tutto il mondo.

L’intervento di restauro ha restituito una più chiara lettura della pittura giottesca, mettendone in luce la ricchezza vitale, l’intensità espressiva, la rivoluzionaria concezione dello spazio dipinto e del suo rapporto con quello reale. Nell’anno in cui si celebra l’ottavo centenario del Transito di Francesco d’Assisi le sei scene della cappella, che fanno riferimento alla Legenda maior di Bonaventura da Bagnoregio, dove Francesco viene presentato come l’alter Christus, riportano a momenti cruciali della vita del santo: la rinuncia ai beni paterni, l’approvazione della Regola, l’apparizione al Capitolo di Arles, la prova del fuoco davanti al Sultano, la morte, l’apparizione a frate Agostino e al vescovo Guido.

Fonte: Ufficio Stampa

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