Incendio Pontedera, Legambiente: "Necessario interrogarsi sulla sicurezza degli impianti"

Legambiente interviene sull’incendio che ha interessato l’area di Ecoacciai a Gello di Pontedera, chiedendo trasparenza sugli accertamenti ambientali e un rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo degli impianti di trattamento dei rifiuti. L’associazione richiama anche i precedenti roghi nella zona e sollecita una riflessione sui rischi legati alla concentrazione di attività industriali sul territorio.

«L’incendio che nella serata di ieri, 26 ottobre, ha interessato l’area della Ecoacciai a Gello di Pontedera, riporta prepotentemente al centro dell’attenzione la sicurezza degli impianti di trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti e i rischi che la loro concentrazione comporta per le comunità locali.

Le immagini delle fiamme e della nube di fumo che si è alzata dalla zona industriale hanno suscitato comprensibile preoccupazione tra i cittadini. In attesa di conoscere con precisione le cause dell’incendio, i materiali coinvolti e gli esiti degli accertamenti ambientali, riteniamo indispensabile che le autorità competenti garantiscano informazioni tempestive, trasparenti e comprensibili alla popolazione.

Tra i materiali, probabilmente, interessati dal rogo vi è il cosiddetto car fluff, cioè il residuo della demolizione e dalla frantumazione dei veicoli fuori uso, dopo il recupero dei metalli. È composto, tra l’altro, da plastiche, gomme, tessuti, spugne e altri materiali. La sua gestione richiede procedure adeguate: in caso di incendio, la combustione di materiali eterogenei può produrre fumi e sostanze inquinanti, la cui composizione e pericolosità devono essere verificate attraverso specifiche analisi.

Non siamo di fronte a un problema isolato. La memoria corre inevitabilmente agli incendi che hanno già interessato il nostro territorio: quello alla Geofor di Pontedera nel 2024 e, più recentemente, il grave rogo dell’8 giugno 2026 alla Delca Energy di Lugnano, nel Comune di Vicopisano, che ha coinvolto ingenti quantità di rifiuti plastici e provocato una vasta emergenza, con interventi di spegnimento e controlli ambientali e sanitari. A questi si aggiungono altri episodi che negli anni hanno alimentato le preoccupazioni delle comunità locali.

Ogni singolo incendio ha una propria dinamica, che dovrà essere accertata. Ma la ripetizione di eventi di questo tipo impone una domanda politica e amministrativa che non può essere elusa: il sistema attuale di prevenzione e controllo è davvero adeguato alla quantità e alla tipologia dei rifiuti trattati nel nostro territorio?

La Valdera e l’area pisana ospitano una concentrazione rilevante di impianti e attività legate al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti. Questo significa movimentazione e stoccaggio di grandi quantità di materiali, molti dei quali combustibili, in un territorio in cui vivono persone, si svolgono attività agricole e produttive e si trovano abitazioni e infrastrutture. È necessario valutare l’effetto cumulativo di questa concentrazione, anziché esaminare ogni impianto e ogni emergenza come se fossero episodi senza relazione con il contesto circostante.

C’è poi un aspetto politico che merita di essere affrontato con chiarezza. Le compensazioni economiche ambientali riconosciute ai Comuni ospitanti, spesso presentate come un vantaggio per le casse pubbliche e per le comunità locali, non possono diventare il prezzo con cui si accetta un rischio ambientale e sanitario. E neppure gli eventi, gli spettacoli e le iniziative di intrattenimento organizzati per rendere più gradevole la convivenza con attività industriali potenzialmente impattanti possono sostituire le garanzie di sicurezza.

I soldi incassati dai Comuni non sono un’assicurazione sulla salute dei cittadini. E uno spettacolo può intrattenere una comunità, ma non può proteggerla dai fumi di un incendio.

Non intendiamo affermare che ogni incendio determini necessariamente un danno sanitario, né anticipare conclusioni che spettano agli organismi tecnici. Proprio per questo chiediamo controlli rigorosi, dati pubblici e procedure capaci di prevenire gli incidenti, limitare le conseguenze e tutelare concretamente la popolazione.

La gestione dei rifiuti è necessaria, così come lo sono il recupero dei materiali e l’economia circolare. Ma chiamare un’attività “recupero” o “riciclo” non la rende automaticamente priva di rischi. La sostenibilità si misura anche dalla capacità di prevenire gli incidenti, proteggere l’ambiente e garantire la sicurezza delle persone.

La Valdera non può essere considerata il luogo in cui concentrare impianti e rifiuti per poi affidarsi alla fortuna quando qualcosa va storto. La prevenzione non è un costo accessorio e la salute pubblica non può essere una voce negoziabile nei bilanci comunali»

Fonte: Legambiente Valdera

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