"La bellezza generatrice di sviluppo locale", Giannoni presenta la Santa Croce del domani

Un piano di rilancio interdisciplinare da oggi al 2032, con investimenti fino a 32 milioni di euro. Incontri sul territorio e a Bruxelles, il sindaco: "Ci potranno accusare di essere visionari, ma non ci potranno dire di essere immobili e di non avere idee"


Recuperare un territorio, antropizzato da secoli, dare nuovo corso alla sua vita, riportarlo ad essere un luogo fruibile e appetibile, in cui le persone vogliono vivere, deve essere un'operazione corale e interdisciplinare. Fare questo significa proiettare una visione del futuro agire umano sul territorio. Per questo l'amministrazione del sindaco Roberto Giannoni, dopo aver creato una piattaforma programmatica (una visione strategica del futuro del territorio) che passa dai vari ambiti della vita di un comune e di una comunità, ha avviato una serie di incontri con la popolazione e con le categorie produttive. Prima tappa è stato un momento di presentazione a Poteco pochi giorni fa, dove sono state illustrate le linee guida della piattaforma che è stata elaborata con l'apporto di idee e di impostazione del professor Giuseppe Martorana, docente del Master in Management pubblico dello sviluppo locale dell’Università di Catania, attraverso l'Unità di pianificazione strategica (Ups) creata facendovi afferire vari settore tecnici del comune.

La piattaforma ha l'ambizione e la necessità di non fermarsi a un ambito di intervento, ma di essere una visione complessiva sulle dinamiche urbanistica, sociali, culturali, economiche del territorio.

Il sindaco Roberto Giannoni, che ha introdotto gli argomenti, reduce da una serie di incontri all'Unione Europea, proprio per presentare questo piano di rilancio di Santa Croce, che ha incontrato apprezzamento e opportunità, ha ironizzando dicendo "ci potranno accusare di essere visionari, ma non ci potranno dire di essere immobili e di non avere idee per recuperare Santa Croce sull'Arno".

La tesi alla base di tutto questo lavoro, elaborata da Martorana è semplice: "A Santa Croce si producono le pelli con cui vengono realizzati i capi della più grandi maison di alta moda al mondo, quindi non è possibile che Santa Croce, che è alla base della produzione di tanta bellezza e ricchezza, non sia un territorio bello". Un bello, quello di Martorana che va in senso lato, dalle forme dell'antropizzazione, alle dinamiche sociali, all'economia, alla vivibilità complessiva di un luogo, alle opportunità di un territorio.

La piattaforma programmatica 2026-2032 "La bellezza generatrice di sviluppo locale", sulla carta vale tra i 18 i 32 milioni di euro di investimenti (pubblici e privati) in 6 anni, nasce per ricucire lo strappo che negli ultimi decenni si è creato a Santa Croce, cuore comparto conciario, distretto tendenzialmente monoproduttivo, ma capace di generare un'ampia fetta del pil della provincia di Pisa e della Toscana, ma anche luogo dove la ricchezza economica del Distretto non si è tradotta un'uguale qualità del territorio, degli spazi urbani e del vissuto quotidiano.

"Il comune ha gettato le basi con le prima azioni fondamentali – spiega il sindaco Giannoni - per innescare questa ripartenza, oltre all'istituzione del Unità di Pianificazione Strategica, abbiamo lavorato per portare il comune nel Neb, il News Europian Bauhaus, dove siamo una delle 5 realtà pubbliche italiane ad essere state ammesse, proprio grazie alla piattaforma programmatica che ci ha garantito l'accesso al Neb abbiamo l'opportunità di aprire canali diretti con esperti europei e per finanziare la riqualificazione di Santa Croce sull'Arno".

Non solo, sono già state attivate le prime azioni del percorso innescato in seno alla piattaforma ed è stato dato l'indirizzo per avviare il processo che porterà il Museo del cuoio ad essere nuovamente utilizzabile, affidando la definizione delle azioni all'architetto Navone, interventi che dovranno rendere nuovamente fruibile l'edificio anche in parte ripensato come elemento di unione tra il passato e il presente del settore conciario di Santa Croce, ma soprattutto come luogo dove far nascere le idee per il futuro.

"L'altra azione – continua Giannoni - già messa parzialmente in campo e il polo intergenerazionale 'Tanè, da 0 a 100' che con i fondi del Pnrr ci permetterà di realizzare una struttura avanzata con l'integrazione della cura dei più piccoli e la risposta ai bisogni degli anziani, attraverso la creazione e l’attivazione anche di un centro diurno per anziani autosufficienti.
Inoltre abbiamo avviato da mesi ormai una collaborazione continua con Inviatalia per sostenere insieme a banche e tessuto produttivo la creazione di nuovi strumenti di sviluppo e di autoimpiego giovanile.
Una serie di azioni che non si focalizzano quindi su un solo ambito, ma che mirano a sollecitare e far ripartire verso una rigenerazione tutto il tessuto sociale ed economico di Santa Croce sull'Arno.

Per altro – ha continuato Giannoni come hanno spiegato a più riprese anche durante gli ultimi incontri che ho avuto a Bruxelles, dal 2027 in poi verrà a mancare il finanziamento del Pnrr per avviare e sostenere progetti e quindi i fondi europei dovranno essere reperiti attraverso altri canali. La nostra piattaforma per il rilancio di Santa Croce è una strada per fare questo, nel senso che noi non dobbiamo rincorrere i bandi, ma dobbiamo essere pronti ad intercettarli. Che poi significa avere un sistema che ci permette di avere pronti vari progetti al momento in cui escono i bandi. In pratica la piattaforma diventa un contenitore di opportunità per Santa Croce sull'Arno".

I pilastri della piattaforma

La piattaforma poggia su alcuni "pilastri" fondamentali come ha spiegato il segretario comunale Daniele Longo: "La rigenerazione territoriale, che passa attraverso la decisione di fermare il consumo di nuovo suolo e rigenerare quello già antropizzato, con la possibilità di far "volare" tali volumetrie verso zone e investimenti diversi consentendo di liberare spazi fruibili alla popolazione e creare nuovi insediamenti produttivi. La riapertura di un dialogo urbanistico, ma anche antropico con il fiume Arno, la riqualificazione commerciale e architettonica del centro storico, che deve tornare ad essere un luogo di scambi appetibile per gli operatori economici e infine ricucire il territorio urbano con Staffoli e le Cerbaie.
Sul fronte dell'identità culturale e dell'innovazione la piattaforma prevede l'attivazione del Museo del cuoio che deve diventare un reattore culturale, non come luogo solo da visitare, ma anche come centro vitale dove nascono le idee.
La creazione di un welfare e una governance partecipata, che significa trasformare le comunità, comprese quelle di origine straniera integrate nel distretto, in protagoniste dei processi di sviluppo, attraverso tavoli di co-progettazione e forme di economia sociale.

Altro nodo fondamentale – continua Longo – la sostenibilità del Piano. Il fabbisogno economico per attuarlo può arrivare fino a 32 milioni di euro entro il 2031, ovviamente bisogna intercettare altri finanziamenti e non si può fare leva sui soli soldi del bilancio corrente, per questo bisogna captare continuamente fondi europei, condividere le visioni con imprese e cittadini e poi attuare un fondo di rotazione e la società di trasformazione urbana, ovvero la capacità di attrarre anche investimenti privati per rigenerare gli immobili e reinvestire i guadagni in opere pubbliche.
"Infine – conclude Longo - abbiamo pensato un patto per la finanza locale con un'alleanza strategica con banche, associazioni di categoria, enti del territorio per garantire sostenibilità nel tempo al progetto".

Fonte: Comune di Santa Croce sull'Arno

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