
La presidente della provincia Carletti: "Futuro di Mps deve continuare a passare attraverso il rispetto della sua storia e la valorizzazione del legame indissolubile con questa comunità". I sindacati: "Tutelare lavoratrici e lavoratori"
L'assemblea straordinaria di Monte dei Paschi di Siena ha respinto la proposta di fusione con Mediobanca. La delibera non ha raggiunto la maggioranza dei due terzi del capitale presente richiesta per l'approvazione. Il voto contrario ha ottenuto il 63,65% dei consensi espressi, mentre i favorevoli si sono attestati al 32,91%. Gli astenuti sono stati il 3,42%.
Nella stessa assemblea, i soci hanno bocciato anche le offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali. La prima ha registrato il 91,1% di voti contrari, il 6,47% favorevoli e il 2,41% di astenuti, con una presenza in assemblea pari al 65,85% del capitale. Analogo l'esito per l'offerta su Banca Generali, respinta con il 90,9% di voti contrari, il 6,66% favorevoli e il 2,41% di astenuti.
Con la bocciatura delle tre operazioni, si arrestano i progetti di fusione e di scambio azionario, facendo venir meno anche il piano volto a contrastare l'offerta di Intesa Sanpaolo.
Il comunicato dell'assemblea di Banca Mps
Si è tenuta oggi a Siena l’Assemblea Ordinaria e Straordinaria degli Azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (la “Banca” o “BMPS”) sotto la presidenza del Prof.
Cesare Bisoni, con una partecipazione degli azionisti pari al 65,86% del capitale sociale. Con riferimento al punto 1 all’ordine del giorno della parte ordinaria, l’Assemblea ha deliberato l’integrazione del Consiglio di Amministrazione con la nomina, quali Consiglieri, degli amministratori già cooptati in data 8 settembre 2026:
• Prof. Avv. Gianluca Brancadoro, indipendente;
• Dott. Alessandro Caltagirone, non indipendente;
I curricula vitae degli esponenti nominati sono pubblicati sul sito della Banca www.gruppomps.it (sezione Assemblee azionisti e CdA).
Non è stato raggiunto il quorum necessario per l’approvazione delle seguenti proposte, formulate anche ai sensi dell’art. 104, comma 1, del TUF:
i) autorizzazione all’acquisto e disposizione di azioni proprie, di cui al punto 2 all’ordine del giorno della parte ordinaria;
ii) modifiche al sistema incentivante 2023, 2024 e 2025, di cui al punto 3 all’ordine del giorno della parte ordinaria.
La trattazione dei punti 4 (acquisizione della totalità delle azioni ordinarie di Assicurazioni Generali S.p.A. detenute dalla società controllata che al momento di tale acquisizione deterrà tali azioni) e 5 (distribuzione di riserve in parte in denaro e in parte in azioni di Assicurazioni Generali S.p.A.) all’ordine del giorno della parte ordinaria, è stata posticipata all’esito dei punti 3 e 4 della parte straordinaria che non essendo stati oggetto di approvazione, ne hanno reso non necessaria la discussione e relativa votazione.
Si informa che non sono state approvate le altre delibere poste all’ordine del giorno della parte straordinaria. BMPS, preso atto dell’esito delle votazioni sui punti 3 e 4 all’ordine del giorno della parte straordinaria, dichiara decadute l’Offerta BPM e l’Offerta BG.
I COMMENTI
La Presidente della Provincia di Siena Carletti: "L'esito dell'assemblea non ridimensioni il valore della banca"
"Prendiamo atto dell’esito dell’Assemblea di Banca Monte dei Paschi di Siena e del quadro strategico che ne consegue. Il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati dal Cda non deve tuttavia in alcun modo tradursi nel ridimensionamento del valore sociale ed economico che Banca Monte dei Paschi di Siena rappresenta per il nostro territorio e per l'intero Paese". Lo sottolinea la Presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti commentando l’esito dello svolgimento dell’assemblea dei soci di Banca Monte dei Paschi di Siena.
"Le decisioni che matureranno da questo passaggio richiedono la massima vigilanza da parte delle istituzioni locali, nazionali ed europee. L’assenza del Mef in assemblea è un segnale chiaro che non può passare inosservato: mi auguro che l'esecutivo si ponga a garanzia del territorio, senza sottrarsi alle sue responsabilità.
La Provincia continuerà ad esercitare il ruolo di rappresentanza con assoluta fermezza, ponendo condizioni vincolanti e non derogabili: la salvaguardia dei livelli occupazionali, la tutela del patrimonio, la permanenza delle funzioni direzionali e del presidio di filiali a Siena e il fondamentale supporto al credito di famiglie e imprese per l'economia reale.
In questo quadro Siena e il suo territorio rimangono interlocutori istituzionali imprescindibili. La conclusione dell’assemblea non rappresenta la fine dell’impegno delle istituzioni senesi, ma l’inizio di una nuova fase di confronto. Ogni scelta futura dovrà necessariamente rispettare Siena, la Toscana e tutti i territori in cui la banca opera che è e rimane un patrimonio del nostro Paese. Guardiamo alle evoluzioni del settore bancario e ai possibili nuovi assetti strategici con pragmatismo e senso di responsabilità, a patto che ogni eventuale progetto d'integrazione si svolga su basi di pari dignità e presenti un piano di sviluppo industriale solido, trasparente e di lungo periodo. Il futuro del Monte dei Paschi deve continuare a passare attraverso il rispetto della sua storia e la valorizzazione del suo legame indissolubile con questa comunità".
First-Cisl Toscana: "No a operazioni di concentrazione bancaria che impoveriscano il tessuto produttivo locale"
"Si è appena conclusa l’assemblea dei soci di MPS. Al di là degli scenari delineati dal voto, come First-Cisl Toscana rivolgiamo la nostra attenzione alle parole dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio: «La partita non è finita». Parole che accogliamo con l’auspicio che si traducano in prospettive e impegni concreti per il futuro della banca". Così in una nota Marco Lenzini, segretario generale First-Cisl Toscana. "Una partita che resta aperta e il cui esito non è affatto scontato. Un ruolo determinante avranno le valutazioni dell’Antitrust, che concorreranno a definire il perimetro effettivo dell’operazione e, di conseguenza, le sue ricadute sul lavoro, sulla clientela e sui territori.
Continueremo a vigilare e a portare avanti le nostre richieste, nel rispetto dei ruoli, ma con fermezza nella tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che, con sacrificio e dedizione, hanno contribuito a far tornare il Monte dei Paschi di Siena una grande banca. Per First-Cisl Toscana è fondamentale ribadire che la tutela delle lavoratrici, dei lavoratori e della clientela è una responsabilità condivisa: impegna il Monte dei Paschi di Siena, le istituzioni e tutte le parti coinvolte, ciascuna chiamata, nel proprio ruolo, a rispondere delle conseguenze delle scelte sul futuro della banca.
Non intendiamo attribuire patenti di buoni o cattivi: il nostro metro di giudizio resta la tutela del lavoro e la tenuta economica e sociale dei territori. Per questo siamo contrari a operazioni di concentrazione bancaria che impoveriscano il tessuto produttivo locale e mettano a rischio occupazione, professionalità e vicinanza a famiglie e imprese. MPS è Siena, è Toscana. Rivendicare questo legame significa difendere un patrimonio di storia, competenze e relazioni che deve trovare un riconoscimento concreto nelle scelte industriali e nelle prospettive della banca".
Fisac Cgil Toscana: "Le lavoratrici e i lavoratori sono la banca"
"Oggi a Siena gli azionisti hanno respinto il piano deliberato dal CdA di Mps: fusione con Mediobanca, offerta su Banco BPM, offerta su Banca Generali. Hanno votato i fondi e i grandi soci, ciascuno secondo la propria valutazione. Ma a viverne le conseguenze, nel lavoro e nella vita di ogni giorno, saranno le lavoratrici e i lavoratori del Monte, che in questa decisione non avevano voce" dichiarano in una nota da Fisac Cgil Toscana. "Ora la strada all'offerta di Intesa Sanpaolo si apre. Mancano ancora dei passaggi, ma lo scenario è cambiato. Il rischio concreto è che il Monte venga ridimensionato e ripartito fra chi ha interesse a tenersi la parte migliore. Intanto, nelle filiali e negli uffici, ci si fa le domande che nessun comunicato affronta. Che ne sarà della mia filiale? Chi sarà il mio datore di lavoro fra un anno? Il mio ufficio esisterà ancora? Il lavoro di una vita varrà ancora qualcosa? Sono le domande di persone che in questi anni hanno attraversato piani, riorganizzazioni e sacrifici, e che hanno tenuto in piedi la banca mentre altri ne discutevano il prezzo. Oggi le risposte arrivano dagli azionisti, e non dicono una parola su di loro.
Il discorso che seguirà lo conosciamo a memoria: operazione "di sistema", "sinergie", "tutele". Ma nella pratica le sinergie riguardano quasi sempre le persone. Per questo vigileremo su ciò che potrebbe accadere: le filiali toscane nelle sovrapposizioni e nelle cessioni, i poli di Direzione Generale di Siena e di Firenze, che non devono ridursi a una targa sul portone, e i lavoratori dell'indotto e delle società esternalizzate, che nessuno nomina mai e che rischiano di pagare per primi. Le competenze costruite in decenni di rapporto con i clienti del territorio non sono una voce di costo da tagliare, sono un patrimonio.
Le lavoratrici e i lavoratori del Monte non sono un asset, non sono una sinergia, non sono una voce di bilancio. Sono la Banca. La FISAC CGIL Toscana è accanto a loro e non accetta che si decida tutto senza di loro".
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